Alla scoperta della Turchia meno conosciuta. Itinerario a Troia, nella provincia di Çanakkale
Siti archeologici in cui la storia si fonde col mito, spiagge idilliache, maestose montagne e paesini rurali. Questo e molto di più offre un viaggio nella Troade, un territorio dove c’è ancora tanto da scoprire ed esplorare
In Turchia, un’area in particolare rappresenta simbolicamente la porta d’accesso tra l’Europa e l’Asia: la provincia di Çanakkale, sulle sponde settentrionali del mar Egeo. A ridosso dello strategico stretto dei Dardanelli, fulcro di scambi culturali, economici e commerciali, questa regione costituisce uno dei siti culturali più stratificati al mondo, con oltre 5.000 anni di storia, ed è proprio qui, sulla collina di Hisarlık affacciata sulla pianura costiera dell’Egeo, che sorgeva la celebre Troia. Mitica città, di cui oggi rimangono le affascinanti vestigia, che rappresenta il punto di partenza ideale per un viaggio alla scoperta di Çanakkale, provincia non solo ricca di storia ma caratterizzata da una geografia unica, straordinariamente varia e poco conosciuta.
Un territorio estraneo al turismo di massa, che invita a rallentare per scoprire il volto meno noto della Turchia; agilmente raggiungibile con un viaggio on the road in circa 4 ore di auto da Istanbul. Perfetta per essere visitata durante ogni periodo dell’anno, la provincia di Çanakkale offre spiagge idilliache, suggestivi siti archeologici, borghi tradizionali, boschi e parchi, festival di jazz ed eventi tipici per la vendemmia e per la raccolta delle olive; la zona, infatti, si distingue per il pregiato olio, uno dei migliori della Turchia, e la Strada del vino di Troia.

Troia: un sito archeologico in cui la storia incontra il mito
Ma cominciamo dalla città che ha ispirato l’Iliade e l’Odissea, ancora oggi vivi e attualissimi, e che dopo Omero continua a sedurre artisti, registi e autori, come Christopher Nolan. Troia, la cui storia comincia nell’Età del Bronzo (2.300 – 1.000 a.C.) per continuare in epoca classica e romana, oggi è sede di un sito archeologico mozzafiato, ancora in fase di scavo e da cui emergono costantemente reperti; tasselli di un caleidoscopico mosaico che racconta di una città ricca e fortificata conforme a quella descritta da Omero, identificabile con il livello denominato Troia VIIa, distrutto da un incendio nel XIII secolo a.C. Parallelamente, nuove scoperte, come un sigillo in lingua luvia e i testi ittiti, rivelano il ruolo rivestito dalla polis nei sistemi politici e culturali dell’Anatolia nella Tarda età del Bronzo, confermandone l’importanza dovuta anche alla posizione cruciale in prossimità dei Dardanelli, luogo di passaggio ma anche di riparo dai forti venti che inducevano le navi a sostare, facendone un vivace fulcro commerciale e culturale. A Troia la ricerca scientifica incontra l’epica e la mitologia, non a caso il sito archeologico fu scoperto a fine Ottocento da Heinrich Schliemann che, appassionato cultore di Omero, si fece guidare dalla geografia degli antichi poemi (nonché dai precedenti scavi di Frank Calvert) per individuare i resti della mitica Ilio, città del re Priamo e ancestrale antesignana di Roma dal momento che, come narra Virgilio, fu proprio da lì che Enea partì per fondare la nuova Troia nella penisola italica. E se la città è custode di una memoria storica e culturale, dall’indiscusso valore mondiale, che nel 1998 è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale UNESCO, la straordinaria esperienza di visita continua con l’innovativo Museo di Troia che, situato in prossimità del sito, presenta un’ampia collezione di reperti riportati alla luce in loco e nella più vasta area della Troade. Manufatti che, attraverso un percorso immersivo, un linguaggio espositivo contemporaneo e degli allestimenti all’avanguardia, illustrano ancor più nitidamente le civiltà e gli insediamenti che hanno popolato questo territorio negli anni.
Oltre Troia: il percorso alla scoperta di Çanakkale
Come anticipato, la visita a Troia per quanto emozionante e coinvolgente, rappresenta solo la prima tappa di un articolato itinerario nella provincia di Çanakkale che si snoda tra isole, città costiere, oliveti e rigogliose montagne. Così, per rinfrescarsi e distendersi dopo l’intensa esperienza archeologica il consiglio è di salpare alla scoperta delle due isole dell’Egeo settentrionale: Gökçeada, la più grande della Turchia e l’unica al mondo entrata a far parte della rete Cittaslow, connotata per l’appunto da un’atmosfera rilassata e tranquilla; e Bozcaada, disseminata di calette cristalline e luoghi di interesse storico-culturale. Gökçeada, dove la vita scorre lentamente, attorno alle antiche tradizioni rurali, è perfetta per scoprire la cultura egea nella sua forma più pura, grazie alla possibilità di vivere esperienze tradizionali guidati dagli abitanti del luogo. A Bozcaada la fortezza accoglie i visitatori che, oltre all’architettura ben conservata della cittadina, possono ammirarne il Museo, il Monastero di Ayazma e la Chiesa della Vergine Maria. Sull’isola, legata al culto di Dionisio, conosciuta per la sua secolare tradizione vinicola, nonché tappa della Strada del Vino di Troia, si celebra la rinomata Festa della Vendemmia; mentre, per gli appassionati di musica diventa lo scenario del Bozcaada Jazz Festival. Nella stagione calda, entrambe le isole sono ideali per gli amanti del mare e degli sport; in particolare Gökçeada è nota come una meta per i surfisti; mentre, Bozcaada, menzionata anche nell’Iliade come Tenedo, oltre a spiagge incontaminate, offre luoghi per immersioni.
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Assos: la città in cui Aristotele fondò la sua scuola
Altra tappa imperdibile di un viaggio nella Troade è Assos, città dal clima temperato in cui Aristotele fondò la sua scuola e dove baie incredibili, tra cui Kadırga e Sivrice si alternano a meraviglie culturali come l’antica città di Assos e il Tempio di Atena arroccato sulla collina. La cittadina rappresenta la base ideale per una visita a Behramkale, villaggio noto per le case in pietra, le stradine strette e le moschee storiche risalenti all’epoca ottomana. Mentre la costa, teatro della campagna di Gallipoli durante la Prima Guerra Mondiale, è famosa, oltre che per le località costiere da sogno, per il Parco Storico Subacqueo di Gallipoli, dove è possibile immergersi in 14 siti per un viaggio sommerso tra relitti iconici come la Lundy e la HMS Majestic.
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L’aria pura del Monte Ida e il Parco Nazionale del Kazdağı
Per chi desidera riconnettersi alla natura, il luogo ideale è costituito dalla catena montuosa del Monte Ida, Kaz Dağları, dove, secondo il leggendario poeta di Smirne, Paride espresse il fatale giudizio che diede avvio alla guerra di Troia. L’aria pura, le sorgenti curative, i villaggi rustici, le escursioni, tra valli, canyon e cascate, rendono il Parco Nazionale del Kazdağı una meta molto interessante, valorizzata altresì da attrazioni culturali e gastronomiche. Affacciata sul Golfo di Edremit, quest’area è circondata da olivi secolari e accoglie la maggior parte degli oliveti della Turchia. Ai piedi dei monti, dodici paesini, permettono di esperire l’autentico stile di vita locale. Tra questi, Adatepe, oltre alle pregevoli case in pietra, presenta l’Altare di Zeus, da cui, secondo la leggenda, il dio osservava il procedere della guerra di Troia e il Museo dell’Olio d’Oliva che, chiamato Oro Verde, costituisce una vera eccellenza della regione.
Ayvalık e Cunda: rifugi costieri gemelli
Proprio gli olivi sono la pianta che modella l’area di Ayvalık, destinazione iconica per l’elegante litorale, le spiagge di Sarımsaklı e Altınova e monumenti come la Chiesa di Ayazma e la Moschea Saatli. Imperdibile anche la vicina isola di Cunda, accessibile tramite un ponte e tutelata come sito d’interesse storico. Per chiudere il percorso, l’ultima tappa è una visita alle rovine dell’antica città di Antandros dove, secondo il mito, Enea costruì le navi per salpare alla ricerca del luogo in cui fondare la “Nuova Troia”. E ancora molto ci sarebbe da dire su questo territorio, uno tra i più affascinanti della Turchia, caratterizzato da un patrimonio che, inebriando tutti i sensi, è destinato a rimanere nel cuore oltre che nella mente.
Ludovica Palmieri
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