I giardini di Van Gogh: scoprire il monastero della Provenza dove dipinse i suoi capolavori
Tra architettura romanica, giardini e paesaggi provenzali, Saint-Paul-de-Mausole conserva la memoria del soggiorno di Vincent van Gogh e del periodo più intenso della sua ricerca pittorica. E oggi è visitabile grazie a un progetto di recupero architettonico
La vita di Vincent van Gogh (Zundert, 1853 – Auvers-sur-Oise,1890) è stata un viaggio tormentato e affascinante attraverso l’Europa e all’interno dei suoi incubi. I luoghi in cui ha vissuto hanno plasmato direttamente l’evoluzione del suo stile pittorico. Dalle tonalità̀ scure e terrose del periodo olandese fino all’esplosione di luce e colore del sud della Francia, è possibile ripercorrere attraverso i paesaggi le tappe fondamentali della sua arte. Si narra che Vincent van Gogh vedeva il mondo a colori intollerabilmente vividi.
I paesaggi occupano un ruolo centrale nell’arte di van Gogh, rappresentando non solo una descrizione della natura, ma una vera e propria proiezione dei suoi stati d’animo e del suo tormento interiore. Attraverso pennellate dense, vorticose e l’uso di colori accesi, l’artista ha trasformato le campagne francesi e i cieli notturni in capolavori immortali. I campi di grano rappresentano uno dei suoi motivi più ricorrenti. Esprimono un senso di profonda solitudine, ma anche la vitalità della natura attraverso l’oro del grano che contrasta con cieli tempestosi.

Il ricovero volontario di Van Gogh all’ospedale del Saint-Paul-de-Mausole
Questi campi di grano furono dipinti soprattutto nell’ultimo periodo tormentato e produttivo, presso il Monastero di Saint-Paul de Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. Dopo la drammatica rottura con Gauguin e la mutilazione dell’orecchio, Van Gogh si ricoverò volontariamente nell’ospedale del monastero. Durante questo anno di confino, guardando dalla finestra della sua stanza e camminando nei giardini della struttura, dipinse capolavori come Notte stellata e Iris. Questa serie nacque nel giardino della struttura come una vera e propria forma di arteterapia per arginare il suo crollo psicologico. Fatto curioso: la storia della vendita degli Iris di Van Gogh è uno dei capitoli più controversi del mercato dell’arte mondiale. Il dipinto si trovava nella collezione privata della filantropa Joan Whitney Payson. Quando gli eredi decisero di metterlo all’asta da Sotheby’s a New York nel 1987, l’evento attirò l’attenzione dei miliardari da tutto il mondo. In una sessione di offerte fulminea il quadro fu battuto per l’incredibile cifra di 54 milioni di dollari, diventando in quel momento il dipinto più costoso mai venduto all’asta.
Il monastero di Saint-Rémy-de-Provence: spazio terapeutico e capolavoro romanico
L’antico monastero medioevale di Saint-Rémy-de-Provence è di fatto un ospedale psichiatrico, che accoglie malati con gravi forme depressive. La struttura è ancora parzialmente attiva e aperta alle visite per mostrare i luoghi esatti in cui Van Gogh posizionava il cavalletto. Nel 2024 sono iniziati una serie di restauri, oltre a un’importante espansione dell’ala adibita a ospedale. Attraverso una ricostruzione fedele degli ambienti storici, hanno riaperto al pubblico alcuni spazi precedentemente inaccessibili, come l’antica farmacia del XIX Secolo, i saloni delle visite, la sala della Madre Superiora e i locali per i bagni terapeutici dell’epoca, dove i pazienti come van Gogh praticavano l’idroterapia, prolungati bagni in acqua fredda per calmare attacchi maniacali.
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Il piano di recupero del Monastero di Saint-Paul de Mausole in Francia
Il piano di recupero della struttura unisce il restauro architettonico e la rinascita dei suoi spazi verdi. Curata dallo studio d’architettura Philippe Matonti e dagli architetti paesaggisti Jardins d’Histoire, l’iniziativa ha l’obiettivo di preservare la doppia anima del luogo: capolavoro dell’arte romanica provenzale e spazio terapeutico legato indissolubilmente alla figura di Vincent van Gogh.
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Van Gogh e i giardini di Saint-Paul de Mausole
Qui l’artista aveva il permesso speciale (caso unico tra i pazienti della struttura) di uscire nei giardini e nei campi di grano circostanti, scortato da un inserviente, per dipingere all’aria aperta. Lo studio di paesaggisti ha quindi condotto una profonda analisi iconografica per restituire ai giardini la loro stratificazione storica. Oggi si possono così visitare Il Giardino Medievale del Chiostro, un tipico hortus conclusus geometrico racchiuso nel chiostro romanico, dove fioriscono rose, iris e piante aromatiche medicinali come l’aquilegia e la salvia officinale; Il Giardino dell’Atrio, uno spazio esterno che accoglie i visitatori in un percorso botanico dedicato alle specie native della Provenza con filari di lavanda e arbusti della macchia mediterranea. Infine, Il Champ Clos (terreno chiuso), un piccolo campo con uliveto e vigneto antistante proprio la finestra della camera di Van Gogh. In questi giardini Van Gogh produsse circa centocinquanta tele e oltre cento disegni, firmando alcuni dei suoi più grandi capolavori, incluso uno degli ultimi autoritratti.
Claudia Zanfi
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