Sdraiarsi su un letto di chiodi senza sentire dolore; mangiare una caramella alla mela e pensare che sappia di pesca; stare fermi in un tunnel e credere di star facendo un giro della morte. Sono solo alcune delle pazze esperienze che si possono fare al Museum of Senses di Milano, che con i suoi giochi e le sue sorprese (ma anche le sue stanze dove il freddo e l’acqua sono protagonisti…) sa richiamare chi trascorre l’estate in città.

Che cos’è il Museum of Senses?
Si trova nel cuore di Milano, tra i grattacieli di Porta Garibaldi e quelli di Porta Nuova, in viale Monte Grappa; ma oltre alla sede meneghina, il Museum of Senses c’è anche a Praga, Madrid e Bucarest. Un susseguirsi di stanze, corridoi, scale e labirinti il cui unico scopo è dimostrare quanto fallaci siano i nostri sensi, e quanto creduloni siamo noi. La visita è davvero esperienziale e si fa senza scarpe, perché persino i nostri piedi vengono stimolati da superfici e temperature diverse durante il percorso in cui si alternano luce, buio, colori sgargianti e filtri capaci di “silenziare” le lampadine. Tra tutte queste stimolazioni e sorprese, il visitatore deve anche ricordarsi di tenere gli occhi aperti alla ricerca delle lettere disseminate qua e là che danno la soluzione della Summer Quest.
Il gioco dell’estate 2026 al Museum of Senses
Per chi quest’estate rimane in città e per i numerosi turisti che scelgono Milano, infatti, il Museum of Senses ha pensato un nuovo percorso. È la Summer Quest, un’edizione speciale della classica Sense Quest – il quiz interattivo che accompagna i visitatori – che celebra la stagione estiva con sbalzi di temperatura tra stanze refrigerate e caldi corridoi, quesiti sulla luce solare e deliziose caramelle che potrebbero avere gusti tropicali… Rinnovando la propria proposta per stupire anche quei visitatori che hanno già visitato il museo e decidono di tornare, la Summer Quest è il segno tangibile del desiderio di sorprendere.
I momenti più sorprendenti nel Museum of Senses di Milano
Una delle prime installazioni che si incontrano è il percorso laser: una stanza buia, sottilissimi fasci di luce verde, un’ambientazione che ricorda i film di spionaggio. Attraversando la fitta rete di raggi luminosi, si finisce irrimediabilmente a sfiorarli, nonostante ci si credesse buoni, se non ottimi, contorsionisti. Basta questo per capire quanto poco siamo consapevoli della posizione del nostro corpo nello spazio – e procedendo le certezze non fanno altro che continuare a crollare. Illusioni ottiche con immagini retroilluminate e strane prospettive fanno comparire sagome e figure che, in realtà, non esistono; nella stanza inclinata la gravità sembra abbandonarci e anche solo stare in piedi richiede uno sforzo; negli ambienti invasi da profumi fatichiamo a capire quale gusto sentiamo mentre mangiamo una caramella, perché tutto si mescola.
L’inaspettato percorso del Museum of Senses
Ogni installazione ha una spiegazione scientifica che il quiz della Summer Quest aiuta a capire, ma prima di arrivare alla comprensione scientifica l’invito è semplicemente di mettere in discussione la fiducia quasi cieca che riponiamo nei nostri sensi (e, quindi, in noi stessi). A confondere e stupire il visitatore non sono solto le singole installazioni, ma l’intera architettura del museo. Il percorso, infatti, si sviluppa su più livelli, tra scale, corridoi e passaggi, senza veri punti di riferimento. Pareti decorate con pattern geometrici e colori vivaci, superfici riflettenti e giochi di luce creano, così, una piacevole sensazione di disorientamento.

Un museo dove imparare e aiutare
Ma dietro al divertimento c’è anche un lato educativo e di cura. Le installazioni, infatti, spiegano in modo pratico come funzionano percezione, equilibrio e cervello, trasformando concetti scientifici in esperienze che chiunque può provare in prima persona, a partire dai più piccoli. Le attività didattiche e per le famiglie del Museum of Senses sono, così, molto sviluppate, con percorsi adatti alle diverse fasce d’età. Ma si va anche oltre, perché la stimolazione multisensoriale è oggetto di studi in ambiti come la riabilitazione motoria, cognitiva e nella ricerca sulle malattie neurodegenerative. Il museo offre, così, significative – oltre che divertenti – esperienze ai pazienti e ai loro care giver, dimostrando come i sensi siano qualcosa con cui chiunque può, e deve, fare i conti.
Vittoria Caprotti
Milano
Museum of Senses
Viale Monte Grappa, 10
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