A Milano apre una mostra che mette in dialogo Carol Rama e Rick Owens. Tra arte e design
Dal 18 settembre al 20 novembre, VOENA presenta a Milano un percorso tra arte e design che esplora il rapporto tra corpo, materia e funzione attraverso la ricerca di Rama e Owens
Una mostra che mette in relazione la ricerca di Carol Rama con gli arredi scultorei di Rick Owens, selezionati e allestiti da Michèle Lamy: è il nuovo progetto della galleria milanese VOENA, in Via della Spiga 1, che dal 18 settembre ospita DIALOGUES. Carol Rama with Rick Owens Furniture. Due personalità lontane per generazione e ambito di ricerca, accomunate dalla capacità di trasformare esperienze personali, materiali e immaginari in forme radicali.

Il confine tra arte e design: guardare e abitare
L’idea nasce da una conversazione all’interno della galleria e da una conoscenza già consolidata dei due autori: “Conosciamo bene il lavoro di Owens, già esposto nel 2017, e quello di Carol Rama, già amica dei miei nonni Giacinto e Laura Voena”, racconta Edoardo Voena. Un precedente risale al 2015, quando gli arredi di Owens, selezionati e allestiti da Lamy, avevano accompagnato La Passion selon Carol Rama al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. “Questi elementi ci hanno fatto venire in mente questo concetto di dialogo tra l’artista Rama e il creativo Owens”. Il confronto parte dalla funzione: “Un’opera d’arte non nasce per un fine specifico, mentre un oggetto di design avrà sempre una funzione precisa”. La mostra prova però a rendere il confine più sottile, attraverso un’unica grande installazione in cui alcuni oggetti di Owens possono essere utilizzati. Il visitatore “in certi momenti guarda un’opera, in altri la abita” e, osserva Voena, “alla fine è più il punto di vista e lo stato d’animo del momento a decidere”. Un percorso definito dal curatore “un ecosistema unico che dialoga di sala in sala”.

La materia: dai ricordi fisici ai materiali impossibili
La materia è uno dei principali punti di contatto. In Owens emerge lo studio delle possibilità dei materiali, anche attraverso tecniche “magari utilizzati dai nativi americani e riapplicati in un contesto contemporaneo“. In Rama, invece, è memoria: “Rama colleziona ricordi fisici che poi applica sulle sue opere per raccontare la sua storia”, dagli “occhi finti” alle “gomme”, fino alla “pelliccia di un furetto”. In Owens, invece, “gli stessi materiali impossibili diventano oggetti che si possono vivere, abitare, usare ogni giorno”. Una ricerca comune che, però, produce anche disagio: “Entrambi ci mettono in un certo stato di disagio a prima vista”.
Il corpo: esperienza personale e immaginario
Il corpo diventa, nel confronto tra i due autori, una porta d’accesso all’esperienza personale e all’immaginario. “Emerge la centralità dell’esperienza personale, in modo diverso ma collegato”. Per Rama passa dai ricordi d’infanzia; per Owens dalla California, “dagli skatepark dove è cresciuto, dalle rampe di cemento grezzo, dalle curve e dalle superfici consumate dall’uso”. Anche la selezione delle opere di Rama segue questo dialogo. “Ogni decennio porta un cambiamento, raramente un ritorno”, spiega Voena, e “la scelta più delicata è stata individuare quale periodo ritenessimo più in relazione con il lavoro di Owens”. Il percorso guarda agli Anni Sessanta e Settanta, “forse specialmente gli Anni ’70, per la capacità di applicazione dei materiali, come le gomme, in modo bilanciato e con prospettiva”.
Erika del Prete
DIALOGUES. Carol Rama with Rick Owens Furniture // dal 18 settembre al 20 novembre 2026
VOENA
Via della Spiga 1, Milano
https://www.voena.co
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