Tutto quello che c’è da vedere a Fano e Senigallia

Siete sulla costa marchigiana? Impossibile non visitare i centri storici di Fano e di Senigallia. Che sia una semplice passeggiata o un itinerario tra chiese, musei e palazzi storici, le due città sono zeppe di chicche per gli appassionati di arte e storia

Tra la deliziosa Fano e la vivace Senigallia le tracce della storia, a partire da quelle consistenti di epoca romana, si innestano su un tessuto ricco di arte, architettura e cultura che dai due centri storici, entrambi contrassegnati da imponenti rocche difensive, si estende fino alle spiagge di velluto tipiche del litorale marchigiano. Questi territori in estate si animano peraltro di eventi diffusi e molto partecipati: dal Summer Jamboree Festival di Senigallia ai tanti concerti, fino alla secolare Fiera di Sant’Agostino che dal 28 al 30 agosto celebrerà la sua 553esima edizione e che ricorda l’altra storica – e importantissima – fiera della Maddalena.

Marta Santacatterina

ARCO D’AUGUSTO A FANO

In epoca romana Fano era designata con il titolo di Colonia Julia Fanestris: l’imperatore Ottaviano Augusto la ascrisse alla tribù Pollia e le concesse diritti e privilegi di Roma. Il centro divenne assai prospero e fu dotato di tutte le strutture tipiche di una città romana quali il foro, le terme e una basilica che divenne celebre perché costruita e citata dall’architetto Vitruvio. Nell’anno 2 d.C. i Fanesi decisero di dedicare ad Augusto un arco sulla via Flaminia, che ancora oggi rappresenta uno dei principali simboli della città. Si conserva parte dell’iscrizione dedicatoria e in origine la struttura era affiancata da torri, nonché sormontata da un attico a loggiato con archi ciechi e colonne corinzie: questa parte venne abbattuta durante l’assedio imposto a Fano da Federico da Montefeltro nel 1463 e le pietre reimpiegate nella costruzione delle vicine logge e della chiesa di San Michele. Sulla destra dell’arco si conserva inoltre un tratto di circa 300 metri delle mura augustee.

https://museocivico.comune.fano.pu.it/aree-archeologiche/porta-di-augusto

L’Arco di Augusto a Fano. Photo Sicurocanasta via Wikimedia

L’Arco di Augusto a Fano. Photo Sicurocanasta via Wikimedia

PALAZZO DELLA RAGIONE E FONTANA DELLA FORTUNA

Nel cuore della piazza principale di Fano sorge la cinquecentesca Fontana della Fortuna, al centro della quale stanno quattro bei leoni e la figura della Fortuna, appunto (è una copia, l’originale è al Museo Civico); sullo sfondo si intravede il Palazzo della Ragione, fulcro del potere civile della città in epoca medievale. Fu costruito da un maestro chiamato Paoluccio nel 1299 e conserva il suo aspetto romanico-gotico caratterizzato da un portico a cinque arcate e un piano superiore su cui si aprono quattro quadrifore. La torre civica è invece un rifacimento del 1949 che sostituì l’antico campanile abbattuto dagli infausti eventi bellici nel 1944. All’interno il palazzo ha invece radicalmente cambiato funzione: non più sede politica, ora è luogo di spettacoli poiché già nel XVII secolo divenne teatro. Quello attuale è stato progettato da Luigi Poletti nel 1845-63 e restaurato entro il 1998; sono sopravvissuti alle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale l’originale sipario di Francesco Grandi, alcuni dipinti e dei brani di decorazione nella saletta della biglietteria. Da non perdere infine la sala degli spettacoli in stile neoclassico.

http://www.teatrodellafortuna.it/

Palazzo della Ragione e Fontana della Fortuna a Fano. Photo Parsifall CC BY-SA 3.0 via Wikimedia

Palazzo della Ragione e Fontana della Fortuna a Fano. Photo Parsifall CC BY-SA 3.0 via Wikimedia

CORTE MALATESTIANA

Il complesso delle case Malatestiane comprende due corpi di fabbrica, uno a destra con ampio scalone che conduce alla Pinacoteca e più in alto a un’elegante loggia detta del Sansovino, mentre quello a sinistra si apre su un portico progettato da Filippo di Domenico Veneziano, e al piano superiore si distingue per quattro grandi bifore. La corte ospita due istituzioni museali: al piano terra si visita la Quadreria della Fondazione Carifano, la cui punta di diamante, nonché primo pezzo della raccolta, è uno splendido Sposalizio della Vergine del Guercino. Le raccolte d’arte civica si dividono invece tra la sezione archeologica e la pinacoteca. La prima espone ritrovamenti della Preistoria e della Protostoria, ma il nucleo principale è costituito dai reperti di età romana ritrovati a Fano e nel suo territorio: si ammirano la monumentale statua dell’imperatore Claudio, eleganti busti femminili, la statua della dea Fortuna (I-II secolo d.C.) e altre testimonianze tra cui un bel mosaico con una pantera. Nella loggia superiore è ospitata la Pinacoteca che comprende tra le opere più importanti un San Nicola di Mattia Preti, due opere di Guido Reni e dipinti di artisti locali datati tra il XIV e il XX secolo, esposti in sequenza cronologica.

https://museocivico.comune.fano.pu.it/
https://www.artribune.com/museo-galleria-arte/museo-civico-palazzo-malatestiano/

La Corte Malatestiana di Fano. Photo Brucarlo via Wikimedia

La Corte Malatestiana di Fano. Photo Brucarlo via Wikimedia

CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA A FANO

La cattedrale di Fano ha subito molte vicissitudini, tanto che ora si presenta con una facciata che sembra medievale, e invece è frutto di un ripristino del 1925. La fondazione della chiesa risale a prima del Mille, ma la struttura fu distrutta da un incendio e ricostruita nel 1113-14; di quella fase costruttiva rimangono alcune porzioni, talvolta ricomposte nel Novecento come si può notare nel pulpito con leoni stilofori che ha recuperato i resti di un ambone di epoca romanica. La visita agli interni vale in particolare per la cappella Nolfi, che a partire dal 1612 è stata arricchita da stucchi e soprattutto da un ciclo pittorico realizzato da Domenichino e raffigurante le Storie di Maria. Un altro dipinto da non perdere è la Madonna in Gloria di Ludovico Carracci (1613) che sovrasta l’altare della cappella a destra del presbiterio.

https://www.turismo.marche.it/it-it/Cosa-vedere/Attrazioni/Cattedrale-di-Santa-Maria-Maggiore/634

Cattedrale di Santa Maria Assunta a Fano. Photo Parsifall via Wikimedia

Cattedrale di Santa Maria Assunta a Fano. Photo Parsifall via Wikimedia

SANTA MARIA NUOVA A FANO

È detta di Santa Maria Nuova, ma questa chiesa è dedicata più propriamente a San Salvatore: si tratta di un edificio di origine medievale che nel corso dei secoli ha subito vari rifacimenti, fino a quello del 1969, durante il quale sono stati risanati i gravi danni subiti dal luogo di culto durante la Seconda Guerra Mondiale. Si accede alla chiesa tramite un bel portale rinascimentale di Bernardino di Pietro da Carona che è protetto da un portico a tre arcate.
Da non perdere la visita dell’interno, dove si conservano ben due pale di Perugino: la prima si trova in corrispondenza del terzo altare a destra e raffigura una Madonna in trono con santi; nella cimasa che la sovrasta è invece raffigurata una Pietà che forse ha visto l’intervento di uno degli allievi del maestro, nientemeno che Raffaello. La seconda opera di Perugino sta sopra il secondo altare a sinistra e rappresenta un’Annunciazione, con Dio Padre entro un vistoso clipeo che assiste alla scena circondato da angioletti.

https://museocivico.comune.fano.pu.it/chiese/santa-maria-nuova

Santa Maria Nova di Fano. Photo Stelluti Scala Silvio via Wikimedia

Santa Maria Nova di Fano. Photo Stelluti Scala Silvio via Wikimedia

MUSEO DELLA VIA FLAMINIA – EX CHIESA DI SAN MICHELE

L’ex chiesa di San Michele di Fano confina per un lato con l’arco di Augusto e ha una facciata arricchita da un portale d’epoca realizzato a inizio Cinquecento da Bernardino di Pietro da Carona che lo dotò delle statue raffiguranti l’Annunciazione, San Michele e il Padre Eterno. Su un blocco lapideo si legge ancora la parola “Augusto”, a testimonianza della provenienza dei materiali di costruzione dall’arco romano, mentre un rilievo che riproduce lo stesso arco è stato probabilmente posto a memoria dell’assedio che subì Fano nel 1563. All’interno dell’ex luogo di culto è ospitato il Museo della via Flaminia, inaugurato nel 2016 per promuovere la conoscenza dell’articolato sistema archeologico di Fano. I contenuti digitali (video, videointerviste, installazione multimediali, visori e app di realtà aumentata) consentono di scoprire l’antica via consolare e la città, mentre una porzione di scavi archeologici mostra le fondamenta della torre che difendeva l’arco di Augusto. Di fronte alla chiesa, le Logge San Michele sono un’elegante costruzione rinascimentale (il rifacimento della struttura quattrocentesca è del 1543).

https://www.artribune.com/museo-galleria-arte/museo-della-via-flaminia/
https://museocivico.comune.fano.pu.it/aree-archeologiche/ex-chiesa-di-san-michele

L’ex chiesa di San Michele a Fano. Photo Sailko via Wikimedia

L’ex chiesa di San Michele a Fano. Photo Sailko via Wikimedia

AUGUSTEUM DI FANO

Al di sotto dell’attuale Mediateca Montanari sono stati messi in luce i resti di antiche strutture romane dell’epoca dell’imperatore Claudio (quindi attorno alla metà del I secolo d.C.): si tratta in particolare di un edificio pubblico costituito da un’ampia aula rettangolare con portico sostenuto da colonne corinzie che si affacciava sul Decumano Massimo. Al suo interno sono state rinvenute le statue di Claudio e Britannico, che oggi sono custodite nel Museo Civico, tuttavia l’aula doveva essere ricca di altre sculture e decorazioni. La sontuosità dell’ambiente è testimoniata anche dal fatto che le sue pareti erano rivestite di marmo bardiglio e con altri marmi policromi. In un primo momento interpretato come una natatio di una palestra, oggi il sito archeologico è riconosciuto come l’Augusteum di Fanum Fortunae e si trattava quindi di un luogo di culto imperiale tra i più importanti della regione.

https://museocivico.comune.fano.pu.it/aree-archeologiche/mediateca-montanari-memo-augusteum

Augusteum di Fanum Fortunae, Fano. Photo Memo – Mediateca Montanari via Wikimedia

Augusteum di Fanum Fortunae, Fano. Photo Memo – Mediateca Montanari via Wikimedia

CHIESA DI SAN FRANCESCO E TOMBE MALATESTIANE A FANO

Anche Fano nel Medioevo aveva un convento di frati francescani, che venne poi rifatto da Francesco Maria Caraffoni nel 1763-74 dotandolo di uno scalone monumentale e di una sala destinata a refettorio a pianta ellittica. C’era ovviamente anche la chiesa che, dopo una trasformazione nella metà dell’Ottocento, fu semidistrutta dal terremoto nel 1930 e mai più ricostruita: oggi dai suoi resti promana tutto il fascino delle rovine che si possono osservare da una cancellata. Si è invece salvato il portico sotto cui si ammirano le cosiddette Arche Malatestiane: di particolare pregio la tomba di Paola Bianca ‒ moglie di Pandolfo III Malatesta, morta nel 1398 – realizzata da Filippo di Domenico Veneziano attorno al 1416; si tratta di una tarda ricomposizione del sarcofago originale con la rappresentazione della defunta, altre sculture di santi e una Crocifissione di gusto gotico. A fianco riposano le spoglie del marito: il suo sepolcro con doppio stemma malatestiano viene da alcuni studiosi attribuito a Leon Battista Alberti.

https://www.comune.fano.pu.it/vivere-la-citta/la-citta/visita-ai-monumenti/tombe-dei-malatesta

Chiesa di San Francesco a Fano. Photo EliScarla03 via Wikimedia

Chiesa di San Francesco a Fano. Photo EliScarla03 via Wikimedia

LA ROTONDA A MARE DI SENIGALLIA

Pare proprio che la Rotonda a mare di Senigallia non sia quella cantata da Fred Bongusto… Certo è, invece, che si tratta di uno dei luoghi più celebri della città marchigiana e simbolo delle sue frequentatissime spiagge. Una prima struttura di questo tipo, una piattaforma lignea su palafitte, fu costruita a metà Ottocento con uno scopo ludico-terapeutico ‒e non è un caso se proprio nel 1854 sorse anche il primo “Stabilimento Balneario” ‒, ma venne distrutta durante la Prima Guerra Mondiale. Fu quindi ricostruita, divenendo presto famosa per le serate musicali che vi si svolgevano, ma continuò a manifestare problemi strutturali che si protrassero con fasi alterne di risistemazioni fino al 1992, quando un incendio la danneggiò di nuovo gravemente. L’ultima ristrutturazione, conclusa nel 2006, le ha ridato vita e oggi la suggestiva rotonda è sede di mostre, convegni ed eventi sospesi sul mare.

https://senigallia.it/luogo/cosa-vedere/la-rotonda-mare/
https://www.artribune.com/museo-galleria-arte/ram-rotonda-a-mare/

La Rotonda a Mare di Senigallia. Photo Gaspa via Wikimedia

La Rotonda a Mare di Senigallia. Photo Gaspa via Wikimedia

LA ROCCA ROVERESCA A SENIGALLIA

Imponente e perfettamente conservata, la Rocca Roveresca di Senigallia fu costruita dal 1480 per volere di Giovanni Della Rovere, signore della città tra il 1474 e il 1501, su disegno prima di Francesco Laurana, e alla sua morte di Baccio Pontelli. Nel progetto vennero incluse precedenti architetture difensive, in particolare una rocchetta del 1350 e delle preesistenti fortificazioni romane. Estinto questo ramo della famiglia Della Rovere nel 1631 e passata Senigallia sotto il dominio pontificio, la bella rocca fu usata come carcere (ne sono testimonianza alcuni graffiti di prigionieri), poi come orfanatrofio, deposito e finalmente nella seconda metà del Novecento iniziarono i restauri che permisero alla Rocca di tornare all’originario splendore e a essere destinata a scopi culturali. Oggi la fortificazione è aperta al pubblico e può essere visitata, inoltre ospita di frequente esposizioni ed eventi, come ad esempio la mostra Being There. Oltre il giardino di Claudia Losi, aperta fino al 25 settembre 2022.

https://www.roccasenigallia.it/

Rocca Roveresca di Senigallia. Photo Gaspa via Wikimedia

Rocca Roveresca di Senigallia. Photo Gaspa via Wikimedia

CATTEDRALE DI SAN PIETRO APOSTOLO E PINACOTECA DIOCESANA A SENIGALLIA

Le vicende della maggior chiesa di Senigallia sono state assai complesse, tanto che dai tempi antichi si contano almeno quattro, forse cinque, diverse cattedrali. La prima venne distrutta dalle invasioni dei visigoti; la seconda, del V secolo, venne demolita per volere di Sigismondo Malatesta che trasferì a Rimini i materiali di pregio. Seguirono altre strutture, fino a giungere al XVIII secolo quando l’architetto Paolo Posi costruì l’attuale chiesa su un preesistente luogo di culto dei Gesuiti: venne consacrata nel 1790. La facciata invece fu voluta e finanziata da papa Pio IX, originario di Senigallia, su progetto di Augusto Innocenti (seconda metà del XIX secolo). Oltre a varie pale d’altare in stile manierista, nella sagrestia si conserva il sarcofago di san Gaudenzio (VI secolo), dove dal 590 al 1520, quando vennero trafugate, riposarono le spoglie del santo. Nella Pinacoteca Diocesana allestita nelle sale del Palazzo Vescovile si ammira in particolare una Madonna di Federico Barocci (1588-1592) e il Battesimo di Cristo di Luca Signorelli, in deposito dalla chiesa di Arcevia, nonché svariate tele di pittori locali con soggetti perlopiù sacri.

https://senigallia.it/luogo/cosa-vedere/duomo-di-senigallia/

Cattedrale di San Pietro Apostolo a Senigallia. Photo Sailko CC BY 3.0 via Wikimedia

Cattedrale di San Pietro Apostolo a Senigallia. Photo Sailko CC BY 3.0 via Wikimedia

SANTA MARIA DELLE GRAZIE A SENIGALLIA

Fu Giovanni Della Rovere a voler erigere la chiesa rinascimentale di Santa Maria delle Grazie, affidandone il progetto a Sabatino di Fabriano, che forse poté basarsi su un disegno di Baccio Pontelli o di Girolamo Genga. E che il luogo di culto fosse considerato di grande pregio lo si intuisce dal fatto che fino al 1915 vi si poteva ammirare la Madonna con Bambino, detta anche Madonna di Senigallia, assoluto capolavoro di Piero della Francesca (oggi la pala si trova alla Galleria Nazionale di Urbino). Ancora in situ invece una Madonna in trono del Perugino, dipinta attorno al 1489. Meritano una visita inoltre i due eleganti chiostri, dove si sono conservati affreschi dei secoli XVI-XVII, mentre all’interno dell’ex convento è stato allestito il Museo di storia della mezzadria Sergio Anselmi che illustra la società contadina marchigiana mediante oggetti e attrezzi.

Santa Maria delle Grazie a Senigallia. Photo Ermanon via Wikimedia

Santa Maria delle Grazie a Senigallia. Photo Ermanon via Wikimedia

IL FORO ANNONARIO DI SENIGALLIA

Un portico in stile neoclassico, con le sue 24 colonne in laterizio sormontate da capitelli in stile dorico, ospita ancora oggi il mercato della frutta e della verdura di Senigallia, e talvolta si trasforma in palcoscenico per eventi culturali e spettacoli. La struttura è stata progettata da Pietro Ghinelli e portata a termine tra il 1835 e il 1845; all’interno, nei locali del sottotetto, sono inoltre ospitate due istituzioni: la Biblioteca Antonelliana, che conserva volumi di pregio e che prende il nome dalla raccolta del cardinale Nicolò Maria Antonelli, e l’Archivio Comunale che custodisce la documentazione politico-amministrativa di Senigallia, con carte che risalgono fino al XVI secolo. Merita fare due passi per raggiungere il Lungomisa – dal fiume Misa che attraversa la città –, la zona dei Portici Ercolani (126 arcate in pietra d’Istria) edificati a metà Settecento con lo scopo di ospitare la grandiosa fiera annuale della Maddalena.

https://senigallia.it/luogo/cosa-vedere/foro-annonario/

Foro Annonario di Senigallia. Photo Sailko CC BY 3.0 via Wikimedia

Foro Annonario di Senigallia. Photo Sailko CC BY 3.0 via Wikimedia

PALAZZO MASTAI ‒ MUSEO PIO IX, SENIGALLIA

Senigallia diede i natali all’ultimo sovrano a cui toccò reggere le sorti dello Stato Pontificio: papa Pio IX, al secolo Giovanni Maria Battista Pietro Pellegrino Isidoro Mastai-Ferretti, venne infatti eletto nel 1846 e a lui è stato dedicato un museo con annessa biblioteca. L’istituzione ha sede nell’antico palazzo della famiglia Mastai e fu aperto al pubblico fin dal 13 maggio del 1892 per celebrare il primo centenario della nascita del suo illustre proprietario. Si tratta di una casa-museo e nelle sue sale raccoglie una serie di ritratti, dipinti raffiguranti altri soggetti, arredi, stampe, medaglie, monete, volumi, documenti autografi attinenti all’attività e alla vita del papa. Da non perdere il Salone di rappresentanza arricchito da un ciclo di dipinti dell’artista senigalliese Giovanni Anastasi (1653-1704). Il patrimonio librario della biblioteca conta invece più di 37mila volumi.

https://www.papapionono.it/il-palazzo-mastai-e-museo-pio-ix/
https://www.diocesisenigallia.it/museo-pio-ix/

Una sala del Museo Pio IX di Senigallia. Photo courtesy Diocesi di Senigallia

Una sala del Museo Pio IX di Senigallia. Photo courtesy Diocesi di Senigallia

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Marta Santacatterina

Marta Santacatterina

Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, collabora con varie testate dei settori arte e food, ricoprendo anche mansioni di caporedattrice. Scrive per “Artribune” fin dalla prima uscita della rivista, nel 2011. Lavora tanto, troppo, eppure trova sempre…

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