Palazzi e monumenti da vedere a Mantova

Circondata da tre laghi, Mantova si contraddistingue per le architetture rinascimentali volute dai Gonzaga. Ma nei suoi palazzi custodisce i grandi capolavori della storia dell’arte italiana, primi fra tutti quelli realizzati dai maestri Giulio Romano e Andrea Mantegna. Qui vi suggeriamo alcune destinazioni da non mancare in città

Le origini di Mantova sono molto antiche, probabilmente risalenti all’epoca etrusca. Conosciuta al tempo con il nome di Mantua, oggi la città regala un patrimonio storico-artistico davvero imperdibile. Ecco cosa vedere a Mantova.

Valentina Muzi

1. PALAZZO DUCALE

Complesso Museale Palazzo Ducale Palazzo dei Capitani e Domus Nova; © Ministero per i Beni e le Attività culturali, Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova

Le costruzioni più antiche che dominano piazza Sordello sono: Palazzo del Capitano e la Magna Domus, costruiti dalla famiglia Bonacolsi che dominò su Mantova dalla fine del Duecento, fino all’arrivo dei Gonzaga. Quest’ultimi annetterono nuove strutture ai suddetti edifici, dando vita alla Corte Vecchia. Dal 1328 al 1707 i Gonzaga regnarono sulla città e commissionarono opere e progetti ai migliori dell’epoca, rendendo il complesso di Palazzo Ducale uno dei monumenti – nonché museo ‒ più belli da vedere oggi a Mantova. Tra il 1395 e il 1406, su progetto di Bartolino da Novara, venne costruito il Castello di San Giorgio che si trasformò in residenza della famiglia marchionale, come voleva Ludovico II. Fra i numerosi capolavori spicca lo straordinario ciclo cavalleresco realizzato da Pisanello in occasione della nomina a marchese di Gianfrancesco Gonzaga, nel 1433, ammirabile nel nucleo più antico di Palazzo Ducale, ovvero in Corte Vecchia. Più tardi, tra il 1465 e il 1474, Andrea Mantegna affrescò la celeberrima “Camera Picta”, o meglio conosciuta come “Camera degli Sposi”.
Non troppo lontano dal Castello, Giulio Romano edificò la Corte Nuova, su volere di Federico II, di cui fa parte l’Appartamento di Troia. Al celebre artista si deve anche l’idea della Rustica, collegata alla Corte Nuova dalle Gallerie dei Mesi e della Mostra. Giovan Battista Bertani, invece, costruisce la chiesa palatina di Santa Barbara. Il loggione sul Cortile d’Onore, invece, venne dedicato al ricovero dell’inestimabile collezione ducale di pitture, presto chiuso e trasformato in galleria, inoltre è possibile visitare la spettacolare Sala degli Specchi, celebre per gli effetti di illusionismo prospettico. Dopo una serie di vicissitudini – come la devastazione e ruberia del Sacco del 1630 – e con la dominazione Gonzaga-Nevers, formatasi sul calar del Seicento, vennero apportati diversi interventi architettonici, restauri e rinnovamenti agli ambienti. Tra le spettacolari opere custodite si possono ammirare l’inestimabile serie di Arazzi raffaelleschi, tra le sale di Palazzo Ducale troviamo La Famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità di Pier Paul Rubens, la Moltiplicazione dei pani e dei pesci di Domenico Fetti, provenienti rispettivamente dalle chiese mantovane della Santissima Trinità e di Sant’Orsola. La ricca raccolta di statuaria antica che comprende circa sessantaquattro busti imperiali eseguiti tra il I a.C. ed il III secolo d.C., fronti di sarcofaghi del I e del III secolo comprendenti le fatiche di Ercole, il sacco di Troia, la lotta fra greci e amazzoni e il mito di Adone.

Piazza Sordello 40
https://www.mantovaducale.beniculturali.it/it/

2. PALAZZO TE

Scuola di Palazzo Te – ph. Gianmaria Pontiroli

Definito fra gli esempi più straordinari di villa rinascimentale suburbana, Palazzo Te è uno dei monumenti da non perdere. L’intero complesso fu ideato e realizzato dall’allievo prediletto da Raffaello, il grande artista Giulio Romano per Federico II Gonzaga, tra il 1525 e il 1535. Sebbene i lavori si conclusero durante la prima metà del Cinquecento, dalla seconda metà e fino al Seicento all’edificio vennero annessi ulteriori ambienti, quali la Grotta, l’Esedra e le Fruttiere. Mentre, nel 1700 l’architetto Paolo Pozzo attuò diversi interventi di restauro che investirono i tetti, i pavimenti e l’apparato pittorico, cambiando anche l’aspetto delle facciate sulle peschiere. Nonostante le trasformazioni subite nel corso dei secoli, Palazzo Te esprime totalmente lo stile di Giulio Romano, il cui ritratto – eseguito da Tiziano ‒ è esposto nel palazzo. Luogo destinato all’ozio e ai ricevimenti, il complesso intendeva rendere unico il soggiorno nel palazzo che riprende le antiche ville romane. Diversi personaggi di spicco passarono per le ampie e sfarzose stanze, fra cui si ricorda l’imperatore Carlo V e il re di Francia, Enrico III, rimanendo impressionati dalla bellezza delle decorazioni e dei cicli di affresco realizzati. Ad oggi, gli appartamenti privati di Federico Gonzaga, come le sale di rappresentanza, conservano le originali decorazioni ad affresco e a stucco, in particolare la Camera di Amore e Psiche, la Camera dei Giganti, la Sala dei Cavalli e degli Stucchi, veri e propri gioielli dell’arte manierista. Al primo piano, invece, il pubblico può passeggiare e ammirare le tante e impressionanti collezioni della famiglia, fra coni, monete, sigilli, medaglie; per poi passare alla collezione denominata Mondadori coi dipinti di Federico Zandomeneghi e Armando Spadini, insieme a due preziose collezioni archeologiche: quella egizia di Giuseppe Acerbi e quella mesopotamica di Ugo Sissa.

Viale Te 13
https://www.centropalazzote.it

3. TEATRO SCIENTIFICO BIBIENA

Candida Höfer, Mantova, Teatro Scientifico Bibiena , 2010, 180×225 cm © Candida Höfer

Il Teatro Scientifico di Mantova è una delle mete di una passeggiata in città. Costruito tra il 1767 e il 1769 su progetto di Antonio Galli Bibiena, per volere del rettore dell’Accademia dei Timidi, Carlo Ottavio di Colloredo, con l’obiettivo di dedicare questo nuovo spazio ad adunanze puramente scientifiche – altresì aperto a concerti o recite teatrali. La struttura del teatro rispecchia quella secentesca, ovvero disposta su più ordini di palchetti lignei. L’architetto Bibiena si mostrò un vero e proprio factotum, perché in soli due anni progettò il teatro, ne diresse il cantiere nonché lo decorò grazie alle sue abilità di pittore. La facciata classicheggiante è stata firmata dal Piermarini, da cui trae il nome il salone sito al primo piano. Nel 1769 il teatro era finalmente pronto per aprire le sue porte al suo pubblico di settore. Nel gennaio del 1770, Wolfgang Amadeus Mozart, appena quattordicenne, vi tenne un memorabile concerto durante la sua primissima tournée italiana.

Via Accademia 47

4. PALAZZO DELLA RAGIONE

Braque vis à vis. Installation view at Palazzo della Ragione, Mantova 2019. Photo Enzo Romano

Costruito intorno all’XI e il XII secolo, quello che oggi è conosciuto come Palazzo della Ragione è citato in diversi documenti come Palatium Novum e fa parte di quel nucleo di costruzioni realizzati in epoca medievale. Agli albori l’edificio doveva assurgere a mere funzioni pubbliche, accogliendo adunanze cittadine e assemblee, oppure adibirlo a mercato in caso di brutto tempo. Ovviamente, nel corso dei secoli il palazzo subì diverse modifiche, fra le tante si ricorda l’aggiunta dei portici e della Torre dell’Orologio su progetto di Luca Fancelli, nel 1472, e su volere di Ludovico II Gonzaga. L’anno seguente la suddetta venne dotata di un orologio ideato dal matematico e astrologo di corte, Bartolomeo Manfredi, conosciuto anche come “Bartolomeo dell’Orologio”, il quale aveva ideato un sistema che dava non solo il conto delle ore, ma quello delle sue attività, ovvero fasi lunari, giorni favorevoli per salassi, semine e partenze, senza dimenticare posizioni di pianeti e segni zodiacali. Purtroppo, l’ingegnoso oggetto funzionò fino agli inizi del Settecento, per poi essere sostituito con un semplice ingranaggio per il sole e per i minuti. In quello stesso periodo, l’architetto Doricilio Moscatelli chiuse le esterne trifore duecentesche che davano sulla piazza, aprendo ampie e luminose finestre; invece nel Novecento il palazzo tornò al suo aspetto originale grazie all’architetto Aldo Andreani. Dal 1997 l’immobile si è trasformato in un vero e proprio spazio espositivo del Comune di Mantova grazie alle sue ampie metrature, ospitando numerose mostre d’arte.

Piazza Erbe

5. TORRE DELL’OROLOGIO E MUSEO DEL TEMPO

Torre dell’orologio, Mantova. Photo Carlo Alberto Magagnini

La Torre dell’Orologio che si staglia su Piazza Erbe racchiude al suo interno uno dei musei da vedere a Mantova, ovvero il Museo del Tempo. Ingranaggi dell’orologio tralasciati o sostituiti nel corso della storia diventano oggetto di indagine e di approfondimento storico- culturale. Infatti il pubblico può ammirare la corona quattrocentesca, le lancette, i segni zodiacali in rame, il pendolo di Foucault e, inoltre, le due strutture ottocentesche in legno e in lamiera intagliata che consentivano la lettura dell’orologio anche nelle ore notturne.

Piazza Erbe

6. MUSEO DIOCESANO FRANCESCO GONZAGA

Cofanetto, Gujarat, India, 1530 ca. Museo Diocesano, Mantova. Photo credits Bridgeman

Fra i musei di Mantova non si può dimenticare il Museo Diocesano Francesco Gonzaga, sito nel chiostro maggiore dell’ex monastero agostiniano di Sant’Agnese. Il complesso religioso era talmente bello e ricco di opere d’arte che ebbe il prestigio di ospitare l’imperatore Carlo V nel Cinquecento, fin quando non vennero soppressi tutti gli ordini, chiese e monasteri come la chiesa di Sant’Agnese, mentre il restante della struttura fu destinato ad usi civili, degradandosi di anno in anno. Riscattato dalla diocesi nel Novecento, l’ex monastero venne restaurato e adibito a servizi per la scuola con il nome di “Casa dello studente Beato Contardo Ferrini”; successivamente divenne sede di organismi diocesani e del primo nucleo del polo museale. Nel 1974, infatti, si tenne una mostra sul patrimonio dei Gonzaga presso Palazzo Ducale, esponendo una gran parte di opere provenienti da chiese e diocesi, sconosciute fino a quel momento. Il clamore che suscitò l’esposizione spinse l’ideatore, Monsignor Luigi Bosio, a progettare una mostra che fosse permanente in un apposito museo, così nacque il “Museo Diocesano d’arte sacra” nel 1983.

Piazza Virgiliana 55
http://www.museofrancescogonzaga.it

7. PALAZZO D’ARCO

Giovanni Maria Falconetto, Sala dello Zodiaco, Palazzo d’Arco, Mantova. Courtesy Fondazione d’Arco

La residenza dei conti d’Arco fu costruita alla fine del Settecento dall’architetto neoclassico Antonio Colonna per la famiglia trentina, e più precisamente per volere del conte Giovanni Battista Gherardo d’Arco. La facciata esterna si ispira al Palladio e l’intero complesso mostra interessanti e solenni soluzioni d’arte, visibili percorrendo l’ingresso, lo scalone e gli ambienti che animano la residenza. Quest’ultima e da annoverare nella ricca lista dei poli culturali da vedere a Mantova, grazie anche alla fondazione che ne conserva il fascino sette-ottocentesco fra arredi e collezioni esposte. Al suo interno, infatti, è possibile vedere la ricca e preziosa pinacoteca, insieme al ciclo di affreschi della Sala dello Zodiaco realizzati da Giovanni Falconetto nel XVI secolo, e la particolare esedra che circoscrive il cortile.

Piazzo Carlo d’Arco

8. CASA DEL MANTEGNA

Casa del Mantegna, Mantova

Ad abitare gli spazi della dimora quattrocentesca in Via Acerbi, a Mantova, fu Andrea Mantegna. Il terreno su cui venne edificata fu probabilmente un regalo Ludovico II Gonzaga per ringraziarlo degli affreschi realizzati per la “Camera degli Sposi”. Un alone di mistero avvolge l’intero edificio, perché non si è ancora a conoscenza di chi lo abbia effettivamente costruito, si parla di Giovanni da Padova ma i dubbi permangono. Ad ogni modo, l’epigrafe scolpita offre la data di inizio lavori, ovvero il 1476, realizzando un palazzo di due piani a pianta quasi quadrata nel quale si iscrive un cortile circolare. La casa non è solo uno dei rari esempi di edifici quattrocenteschi, ma interpreta il volere del suo proprietario che rimanda a un artista che conosceva a pieno i precetti descritti dall’Alberti nel suo celebre De pictura.

Via Acerbi 7
http://www.casadelmantegna.it

9. MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

Quattro figurine in lamina bronzea ritagliata, dal Forcello di Bagnolo San Vito (MN), fine V – inizio IV secolo a.C., Mantova, Museo Archeologico Nazionale, Complesso Museale di Palazzo Ducale

Situato nella zona conosciuta come il “Mercato dei Bozzoli”, il Museo Archeologico Nazionale di Mantova è uno dei poli culturali da vedere in città perché ricco di reperti e testimonianze che passano dalla preistoria al Medioevo. Data la vastità dei ritrovamenti, il complesso è diviso in aree specifiche. Infatti, il piano terra è dedicato alla città di origine romana Mantua, mettendo in luce la cultura religiosa fra i culti funerari dall’epoca augustea al VII secolo d.C. e alla ricostruzione di un monumento a edicola. Successivamente, la sezione dedicata alla città di Mantova traccia un percorso tra i vari insediamenti avuti, dagli etruschi ai longobardi, fino al Rinascimento. Inoltre, nel museo sono esposti i celebri Amanti di Valdaro, ovvero gli scheletri di un uomo e di una donna stretti in un abbraccio eterno, risalenti al 3500 a.C., rinvenuti nel 2007 proprio nella località da cui prendono il nome. Incorniciati dai vari oggetti del corredo funerario, gli Amanti sono conservati insieme a ulteriori reperti di notevole prestigio, ovvero calchi di sepolture neolitiche di un personaggio di nobile lignaggio e di un uomo comune deposto assieme al suo cane. Insomma, attraversando le diverse sale si può viaggiare letteralmente nel tempo, passando dal Neolitico Antico all’Età del Rame e del Bronzo, conducendo il pubblico sino all’Età del Ferro di cui sono esposte diverse testimonianza delle civiltà venete, etrusche e celtiche.

Piazza Sordello 27

10. CASTELLO DI SAN GIORGIO

Complesso Museale Palazzo Ducale Castello di San Giorgio © Ministero per i Beni e le Attività culturali, Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova

Sito all’interno del grande complesso museale di Palazzo Ducale, il Castello di San Giorgio di Mantova è un gioiello da vedere assolutamente in città, costruito sul calar del Trecento per volere dei Gonzaga. Nato principalmente a scopo difensivo, la struttura trova diverse assonanze con quello ferrarese. Nel 1459 la struttura si trasformò in residenza signorile grazie all’architetto Luca Fancelli, e venne arricchito con decorazioni ad affresco fra cui spicca la celeberrima “Camera Picta”, ovvero “dipinta”, e meglio conosciuta come Camera degli Sposi uno dei capisaldi della storia dell’arte realizzata tra il 1465 e il 1474 dal Mantegna. La straordinarietà dell’opera era racchiusa nella maestria dell’artista, il quale riuscì a rendere un ambiente piccolo e angusto in una loggia aperta verso orizzonti infiniti, con un soffitto aperto su un cielo sempre sereno e animato da amorini e fanciulle. Percorrendo le ulteriori sale è possibile ammirare anche quadri, manufatti e strappi di affreschi mantovani della Collezione Freddi, donata proprio dall’imprenditore locale Romano Freddi che aveva precedentemente acquistato nelle case d’asta più prestigiose a livello internazionale.

Via San Giorgio
https://www.mantova.com/castello-di-san-giorgio/

11. CASA DI GIULIO ROMANO

Casa di Giulio Romano, Mantova

Anche se non è mai visitabile, data la proprietà privata dell’immobile, uno dei monumenti da vedere a Mantova è sicuramente la Casa di Giulio Romano, uno dei primissimi esempi di costruzioni progettati da un artista per se stesso, senza alcun tipo di ingerenze esterne. Dopo averla acquistata nel 1538, il celeberrimo artista romano di nascita e mantovano d’adozione, ne ridisegnò la struttura e decorò gli ambienti interni, coadiuvato da alcuni suoi allievi.
Una volta stabilitosi nella corte dei Gonzaga in veste di artista affermato, Giulio Romano iniziò a ristrutturare e rielaborare una tipologia di palazzo che richiamava quella sviluppata a Roma da Bramante e da Raffaello, il quale prevedeva un basamento bugnato con sovrapposto un ordine completo.

Via Carlo Poma 18
https://www.mantova.com/casa-di-giulio-romano/

12. PALAZZO DI SAN SEBASTIANO

Scultore del XVI secolo, Cupido dormiente, seconda metà del XVI secolo. Mantova, Museo della città Palazzo San Sebastiano

Il Palazzo di San Sebastiano nacque come residenza privata per svaghi e divertimenti di Francesco II, marchese di Mantova e marito di Isabella d’Este. Oggi nei suoi suntuosi spazi si trova la sede del Museo della città, nel quale sono conservate alcune Collezioni Civiche con opere d’arte di rilievo. A suo tempo, qui erano ospitate le grandi tele del Mantegna, i Trionfi di Cesare, che attualmente albergano presso Hampton Court, a Londra, e al loro posto sono esposte delle copie seicentesche rinvenute in una casa privata a Mantova. Il complesso residenziale di Francesco II comprendeva anche un loggiato adibito a teatro, stalle per i suoi cavalli e un giardino ricco e rigoglioso, animato da una varietà di piante rare e labirinti di siepi. Nel corso degli anni, purtroppo, la struttura subì dei saccheggi, trasformandosi poi in caserma, in prigione e lazzaretto. Il Palazzo di San Sebastiano è oggi una perla del territorio mantovano che merita di essere visitato.

Largo XXIV maggio 12
https://www.mantova.com/palazzo-di-san-sebastiano/

13. ROTONDA DI SAN LORENZO

Rotonda di San Lorenzo, Mantova. Photo Jakub Hałun

La Chiesa conosciuta come la “Rotonda” di Mantova, è uno dei monumenti da vedere perché molto probabilmente la chiesa più antica della città. Sebbene la sua rara struttura circolare potrebbe far pensare ad un Battistero, in verità non lo è, e la sua costruzione guarda a riferimenti lontani, ovvero alla chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La Rotonda venne costruita intorno all’anno Mille, quando la città faceva parte dei domini della Contessa Matilde di Canossa, sui resti di un antico tempio dedicato a Diana. La particolare chiesa entrò a far parte del percorso di pellegrinaggio per far visita alla reliquia del Sacro Sangue, la più importante della religione cristiana che a tutt’oggi è conservata proprio a Mantova. Ma cos’è la reliquia del Sacro Sangue? Secondo la storia il centurione romano Longino raccolse il sangue di Cristo in dei Vasi, definiti poi Sacri, e lo portò sino a Mantova nel 36 d.C. Nel corso degli anni nascosto e ritrovato, per poi essere riconosciuto da due papi e custodito – ancora oggi ‒ nella cripta della Basilica di Sant’Andrea. La chiesa venne chiusa nel 1579 su editto di Guglielmo Gonzaga e annessa ad abitazioni private che la circondavano. Ad oggi, la Rotonda è uno dei monumenti a cui la comunità mantovana è molto legata, tanto da assurgere a titolo di monumento nazionale.

Piazza Erbe
https://associazionemonumentidomenicani.com

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.