Guida ai musei da vedere a Pesaro

L’estate si avvicina e porta con sé la voglia di viaggiare. E perché non cominciare dalle Marche e dai tanti musei di Pesaro?

Nella rosa delle diverse città incoronate Capitali della Cultura Italiana c’è anche Pesaro, che vestirà la prestigiosa carica nel 2024. Il capoluogo di provincia anima il territorio marchigiano grazie alla sua duplice identità, ovvero quella di città d’arte e di mare. Tra collezioni archeologiche, domus e case-museo, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, ma quali sono i musei da visitare a Pesaro? Ecco una selezione

Valentina Muzi

1. PALAZZO MOSCA

Michele di Matteo, Sogno della Vergine, 1445, tempera su tavola, 60 x 81 cm – Musei Civici, Palazzo Mosca, Pesaro

Palazzo Mosca era dimora di una delle più importanti famiglie della nobiltà pesarese, i Mosca per l’appunto. Oltre a portare ancora oggi il loro nome, lo storico immobile accoglie i Musei Civici di Pesaro, tra i più importanti da vedere a Pesaro. L’impianto strutturale di impronta secentesca viene rimaneggiato dall’architetto Luigi Baldelli su volere del marchese Francesco, nel ‘700. Da questo momento in poi il palazzo diventa una sede dinamica e vivace dove intellettuali e aristocratici si intrattenevano, fra cui lo stesso Napoleone Bonaparte. Dopo una serie di vicissitudini il Palazzo diventa proprietà del comune e viene scelto come sede dei Musei Civici, che fino a quel momento albergavano negli spazi di Palazzo Ducale. Al suo interno sono custodite opere firmate dai grandi protagonisti della storia dell’arte, come la Pala dell’Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini, la Caduta dei Giganti di Guido Reni nonché i dipinti di Simone Cantarini. A questi si aggiungono le ceramiche e le arti decorative, ponendo un’attenzione specifica per le maioliche istoriate provenienti dai principali centri dell’antico Ducato di Urbino e della collezione Mazza. Le altre collezioni che animano i musei sono la Collezione Hercolani Rossini costituita da un cospicuo numero di marmi e dipinti acquisiti alla fine dell’Ottocento dal Comune di Pesaro.

Piazza Mosca 29
https://www.pesaromusei.it/palazzo-mosca-musei-civici/

2. MUSEO NAZIONALE ROSSINI A PALAZZO MONTANI ANTALDI

Museo Nazionale Rossini, Pesaro. Photo Luigi Angelucci

Dopo aver visitato gli ambienti dove è nato e cresciuto il celebre musicista e compositore Gioachino Rossini nella sua Casa – adibita a museo-, non si può non visitare l’innovativo Museo Nazionale Rossini, ospitato al piano nobile del Palazzo Montani Antaldi di Pesaro. All’interno dello storico immobile la vita e la carriera dell’artista viene omaggiata in un percorso che si dispiega in dieci sale, tra quadri, busti, cimeli, spartiti originali, pianoforti, libretti e scenografie. Ogni sala, incorniciata in una suggestiva atmosfera neoclassica, trasforma la visita in un vero e proprio viaggio all’interno di quello squarcio storico-culturale che ha investito l’intera Europa tra il Sette e l’Ottocento, tra restaurazioni politiche e movimenti culturali rivoluzionari. A tal proposito, nel corso dell’anno il polo organizza e progetta mostre dedicate al grande Maestro e a tutto il mondo della musica. Rispetto a Palazzo Montani Antaldi si può parlare di un museo nel museo, infatti ad oggi lo storico edificio mantiene il suo importante ciclo pittorico realizzato tra il 1777 e il 1781 dall’urbinate Carlo Paolucci e i pesaresi Ubaldo Geminiani, Giuseppe Pistocchi, Giuseppe Olmeda e Raimondo Dosi.

Via G. Passeri 72
https://www.museonazionalerossini.it/il-museo/

3. PALAZZO DUCALE

Palazzo Ducale, Pesaro. Photo Luigi Angelucci

Il Palazzo Ducale di Pesaro padroneggia Piazza del Popolo con una grande facciata realizzata per volere di Alessandro Sforza a metà del Quattrocento. L’edificio è legato alle signorie di Pesaro dal XIII al XVII secolo e al suo interno sono inglobate anche le case dei Malatesta e degli Sforza, per poi essere ristrutturate e ampliate dai Della Rovere, i quali investirono i panni di duchi di Urbino e Pesaro tra il 1523 e il 1621. Tra i grandi nomi che vi operarono spiccano gli architetti Girolamo e Bartolomeo Genga e Filippo Terzi, per i rilievi in stucco dei camini, invece, quello di Taddeo Zuccari citato addirittura dal Vasari per lo studiolo – conosciuto come “bagno di Lucrezia”. Il massimo splendore del Palazzo arrivò con il trasferimento della corte da Urbino a Pesaro nel 1564, ma con la morte dell’ultimo duca roveresco Francesco Maria II, il Ducato di Urbino viene annesso alla Santa Sede sancendo la fine della nobile casata e della sua residenza. Molti furono le perdite avute in quegli anni, infatti in pochi mesi i capolavori di Raffaello, Bronzino, Tiziano, Bassano e Barocci vennero portati a Firenze al seguito di Vittoria, l’ultima discendente dei Della Rovere, figlia di Claudia De’ Medici. A oggi, Palazzo Ducale è uno dei musei più importanti da vedere a Pesaro perché si possono ammirare gli appartamenti dove hanno soggiornato i duchi, il Salone Metaurense, i Saloni nobili e le corti, fra cui il Cortile d’onore, il Cortile della caccia, il Giardino segreto con la Loggia del Genga.

Piazza del Popolo
https://www.pesaromusei.it/palazzo-ducale/

4. MUSEI CIVICI A PALAZZO CIACCHI

Palazzo Ciacchi, Pesaro

Palazzo Ciacchi di Pesaro si anima grazie a una selezione di dipinti e di ceramiche provenienti dai ricchi depositi dei Musei Civici. I ventisei dipinti sono esposti secondo delle sezioni tematiche, passando dalle vedute ai paesaggi con figure, dai ritratti alle copie realizzate da artisti emiliani, dando uno squarcio realistico di ciò che era particolarmente presente nelle quadrerie private tra il Seicento e il Settecento. Non mancano poi alcuni focus sui grandi rappresentanti della pittura locale, come Giannandrea Lazzarini, protagonista nella Pesaro del XVIII secolo. Per ciò che concerne l’arte della ceramica, si possono ammirare grandi esempi di maioliche ottocentesche appartenenti alle collezioni Mosca. Oltre alle opere che custodisce, il Palazzo stesso costituisce un unicum grazie alle costruzioni antistanti che ne formano la piazza, meglio conosciuta come “rotonda” o “Esedra Ciacchi”. L’immobile appartenne alla nobile famiglia pesarese Stramigioli Ciacchi dal 1727 al 1948, i quali ampliarono il palazzo e definirono l’assetto abbattendo il magazzino di Sant’Antonio, l’edificio che costituisce l’attuale “rotonda”.

Via Cattaneo 34
http://www.museopalazzociacchi.it

5. AREA ARCHEOLOGICA E ANTIQUARIUM DI COLOMBARONE

Area archeologica e Antiquarium di Colombarone, Pesaro

Passeggiando per Parco San Bartolo ci si immerge nell’Area archeologica e l’Antiquarium di Colombarone di Pesaro, un’area importante e ricca di testimonianze tardoantiche da visitare assolutamente. Grazie alle ricerche archeologiche condotte è tornata alla luce un’abitazione signorile risalente alla fine del III secolo, con una serie di mosaici visibili e datati tra il IV e il VI secolo. È proprio durante il VI secolo che alcuni ambienti della struttura vennero abbandonati, mentre quelli di rappresentanza furono trasformati in una chiesa cristiana, ovvero la basilica altomedievale di San Cristoforo ad Aquilam circondata da un’area cimiteriale. Successivamente, la chiesa subisce diverse modifiche fino ad arrivare al XII secolo con la demolizione della parte più antica e costruita la “Chiesola” – distrutta nel 1858 ‒ di cui ritroviamo oggi un tratto di muro perimetrale. L’Antiquarium, invece, è sito negli spazi della chiesetta ottocentesca recuperata proprio dal Comune di Pesaro. Grazie alle testimonianze e al supporto multimediale, oggi è possibile immergersi nella storia del territorio medio-adriatico ammirando alcuni reperti provenienti dalla costruzione religiosa di rara fattura, quali la vetrata, i frammenti dell’iconostasi in marmo e il lampadario a sospensione con più luci.

Str. di S. Cristoforo 136
https://www.pesaromusei.it/area-archeologica-colombarone/

6. CASA MUSEO GENTILETTI

Casa Museo Gentiletti, Pesaro

Entrando nella Casa Museo Gentiletti si può scoprire la fucina-studio dello scultore pesarese Giovanni Gentiletti. Questo è uno dei musei più importanti da visitare a Pesaro perché al suo interno sono custoditi i bozzetti, gli strumenti di lavoro e i filmati che ripercorrono quarant’anni di ricerca dell’artista. Agli albori la sua produzione artistica si apriva su un visionario zoo che prendeva vita grazie alla creatività dello scultore, successivamente la fantasia zoomorfa lasciò il passo alla materia, alla lavorazione dei metalli e a strani codici alfabetici custodi di memorie lontane.

Strada dei Guazzi 4, Santa Maria dell’Arzilla
https://www.pesaromusei.it/casa-museo-giovanni-gentiletti/

7. MUSEO OFFICINE BENELLI

Museo Nazionale Rossini, Pesaro. Photo Luigi Angelucci

Con le Officine Benelli è possibile parlare di ultimo esempio di archeologia industriale nella città di Pesaro, e la sede dell’Azienda è oggi uno dei musei più importanti della città proprio perché ha contribuito a scriverne la storia. Nei suoi mille metri quadrati sono esposti 150 motociclette targate Benelli e MotoBi, incorniciate da fotografie di motociclisti in sella ai loro bolidi a due ruote, insieme a trofei e premi. Passeggiando per il museo è possibile ammirare la prima motocicletta che ha percorso le strade di Pesaro nel 1897, assieme al triciclo De Dion Bouton, due rarissime moto Molaroni degli Anni Venti e Trenta Benelli costruite prima della Seconda Guerra Mondiale, assieme a molti altri modelli prodotti fino al 1970.

Via Goffredo Mameli 22
https://www.officinebenelli.it/officine/2021/

8. CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA

Gianni Politi, Benvenuto (anima del pittore giovane), 2019. Installation view at Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro 2019. Photo credit Michele Alberto Sereni

Il Centro Arti Visive di Pesaro è conosciuto come un importante polo culturale della città, ma le origini dello stabile risalgono agli antichi Statuti pesaresi che vanno dal XIV al XVII secolo. Ovvero? Le disposizioni – attualmente convertite in spazio espositivo- erano dedite alla vendita del pesce e, vista la rilevanza del prodotto per la comunità, il Comune sentì l’esigenza di progettare l’edificazione della Pescheria. I lavori, affidati all’ingegnere Pompeo Mancini (che firmò anche gli Orti Giuli), durarono tre anni – dal 1821 al 1823 ‒ e la struttura era concepita nello schema tipo del tempio pagano. Conclusa la sua funzione commerciale, il Centro Arti Visive Pescheria si trasforma in uno dei musei più importanti da vedere a Pesaro in quanto promotore dell’Arte Contemporanea. Grazie ad un ricco ventaglio di eventi e di conferenze, il polo stimola il dibattito critico e culturale sull’arte con l’intera comunità locale, approfondendo le diverse sfaccettature di cui è composta. Tanti sono i nomi di calibro internazionale che hanno animato gli ampi spazi in Corso XI Settembre, fra i quali spiccano di Jannis Kounellis, Giuseppe Penone, Enzo Cucchi e Tony Cragg ed altri emergenti, ma ugualmente riconosciuti, come Nicola Samorì e Matteo Nasini.

Corso XI settembre 184
https://www.fondazionepescheria.it

9. MUSEO ARCHEOLOGICO OLIVERIANO

Museo Archeologico Oliveriano, Pesaro

Il Museo Archeologico Oliveriano nacque assieme all’omonima Biblioteca grazie alla donazione di Annibale Degli Abbati Olivieri avvenuta tramite il Testamento redatto nel 1756. Con un successivo lascito, avvenuto trent’anni dopo, il patrimonio si arricchì di volumi e collezioni della famiglia Olivieri, ma anche di reperti appartenuti a Giovan Battista Passeri che seguì le orme del suo amico mecenate. Fra i numerosi reperti custoditi c’è l’Anemoscopio risalente al II secolo d. C., ovvero un disco di marmo lunense dove è rappresentato il planisfero ed i nomi dei venti che, dal greco, sono stati tradotti in latino. Sempre qui sono ospitati anche i materiali rinvenuti durante gli scavi archeologici nella Necropoli di Novilara, uno dei più importanti centri dell’età del ferro, infine la Sala denominata Romana raccoglie tutti i reperti del cosiddetto lucus pisaurensis, ovvero il luogo dedito al culto a circa due chilometri dalla città da cui provengono una serie di epigrafi dedicate a divinità e una lastra bilingue in etrusco e latino. All’esterno è possibile ammirare la ricca collezione di epigrafi in marmo, la cui donazione va dall’età romana arcaica al Rinascimento, adornando tutta l’area del cortile e le pareti dello scalone di Palazzo Almerici.

Via Domenico Mazza 97
https://oliveriana.pu.it/?id=14524

10. BIBLIOTECA OLIVERIANA

Sala Perticari, Biblioteca Oliveriana, Pesaro

La Biblioteca Oliveriana raccoglie un patrimonio documentario di rilievo, contando circa 400mila volumi che trae origine dal lascito di Annibale Degli Abbati. Una ricca libreria che si arricchisce dalla fine del Settecento di opere a stampa di archeologia e storia, disegni, avori, pergamene e manoscritti rari, come quelli lasciati dall’artista Giannandrea Lazzarini, Terenzio Mamiani, Giulio Perticari, Francesco cassi e Giuliano Vanzolini. Successivamente vennero annesse parti delle biblioteche Vaccaj, Mosca – Anguissola, Gerunzi, Piccola e Rinolfi, insieme a fondi fotografici, antichi e moderni. Di particolare rilievo, invece, sono le raccolte di quotidiani, locali e non, e del fondo dell’ex-Ospedale psichiatrico San Benedetto, aperto nel 1829 e chiuso nel 1978.

Via Domenico Mazza 97
https://oliveriana.pu.it/?id=14525

11. AREA ARCHEOLOGICA DI VIA DELL’ABBONDANZA

Area archeologica di via dell’Abbondanza, Pesaro

L’Area archeologica di via dell’Abbondanza è una antica abitazione signorile che risale alla prima età imperiale romana costruita tra la fine del I secolo a. C. e gli inizi del I secolo d. C, venuta alla luce con una serie di lavori edili nel 2004 e scavata nel 2005. Nel corso degli anni la struttura ha subito diversi rimaneggiamenti e rimase abitata fino al III secolo. L’assetto abitativo risulta piuttosto regolare, con tanto di ingresso che attraversava l’atrium e il peristilio da cui poi si aprivano le diverse stanze private della famiglia, da cui si poteva accedere grazie ad importanti soglie mosaicate. Quei stessi motivi, tutti in bianco e nero, sono ancora ben conservate e restaurate, annoverandosi tra gli elementi di maggior prestigio della Domus. Degli affreschi, invece, restano solo delle porzioni alla base di alcuni ambienti, ma sono numerosi i frammenti rinvenuti negli scavi insieme a stucchi e a rari esemplari di decorazioni in terracotta.

Via dell’Abbondanza
http://www.pesaromusei.it/area-archeologica-via-dellabbondanza/

12. MUSEO DELLA MARINERIA WASHINGTON PATRIGNANI

Museo della Marineria Washington Patrignani, Pesaro

A circa 200 metri dalla spiaggia si trova il Museo della Marineria Washington Patrignani, uno dei musei più importanti da vedere a Pesaro, a soli 200 metri dal mare. All’interno della sua cornice Liberty di Villa Molaroni, e immerso nel verdeggiante parco, il Museo si fa portavoce della storia marittima della città, scardinandosi dall’idea classica di museo per aprirsi ad una più innovativa. Passando dai relitti alle diverse tipologie di imbarcazioni, per poi approfondire le tante arti complementari, tecniche di navigazione e pesca, il polo culturale si dedica alla condivisione e all’approfondimento della cultura del mare propria della città di Pesaro. Al patrimonio conservato nello storico complesso appartenuto alla famiglia Molaroni, si aggiungono una serie di iniziative culturali volte alla promozione della concretizzazione dell’Ecomuseo del litorale.

Viale Pola 9
http://www.museomarineriapesaro.it/index.php/it/

13. MUSEO DIOCESANO

Museo diocesano, Pesaro

Il Museo Diocesano di Pesaro testimonia l’operato della Chiesa locale nel corso dei secoli, ed è ospitato nei sotterranei di Palazzo Lazzarini, realizzato dall’omonimo architetto e dal camerinese Giovanni Antinori nel 1785. La collezione raccoglie una serie di reperti archeologici e beni storico-artistici, come ad esempio i sarcofagi provenienti dalla chiesa cimiteriale di San Decenzio del VII secolo e di Ginestreto, datato alla metà dell’VII secolo; assieme ad epigrafi funerarie romane e capitelli marmorei. Non mancano i mosaici, alcuni provenienti dal pavimento del Duomo, contraddistinto dai suoi magnifici litostroti pavimentali. La sezione storico-artistica, invece, custodisce una eccezionale testimonianza bizantina del VI secolo ricavata da una zanna di elefante, insieme a una serie di opere del Settecento pesarese che ritrae la vitalissima attività artistica dell’epoca.

Via Gioacchino Rossini 53
http://www.comune.pesaro.pu.it/cultura/musei/musei/museo-diocesano/

14. ROCCA COSTANZA DEGLI SFORZA

Rocca Costanza, Pesaro

La Rocca Costanza è una delle opere di fortificazioni più importanti di Pesaro, costruita tra il 1474 e il 1483. L’opera venne commissionata e pensata da Costanzo Sforza, il quale decide di rafforzare l’impianto difensivo della città, iniziato già da suo padre Alessandro. Il progetto è avviato dall’ingegnere Giorgio Marchesi da Settignano e affidato poco dopo ad altre maestranze – probabilmente a Lucio Laurana, la cui presenza in città è testimoniata da un contratto datato 1476. L’edificio si impone in Piazzale Giacomo Matteotti con una struttura quadrangolare e con delle cortine che si uniscono alle torri cilindriche ai quattro lati. Una perfetta architettura bellica che, dopo Laurana, viene seguita da Cherubio da Milano, rallentato dalla peste che dilagava in città. Nel Cinquecento Cesare Borgia occupa Pesaro e fa confluire nel fossato l’acqua dell’Adriatico, probabilmente su consiglio del suo fidato amico ingegnere, Leonardo Da Vinci. Il dominio sforzesco non tarda a tornare, infatti nel 1503 si completano i lavori del fossato con Giovanni, a cui si deve il merito anche della sistemazione delle residenze e il restauro dell’intera rocca. Con la morte dell’ultimo erede il complesso viene venduto a Francesco Maria I della Rovere, e dopo un restauro del 1657 viene devoluto allo Stato Pontificio. Infine, venne trasformato in carcere nella seconda metà dell’Ottocento per poi tornare nuovamente una rocca difensiva nel 1989. A oggi, l’imponente edificio attende di ospitare il Museo Dario Fo e Franca Rame.

Piazzale Giacomo Matteotti 22
http://www.comune.pesaro.pu.it/cultura/sedi-per-mostre-e-incontri/sedi/rocca-costanza/

15. VILLA IMPERIALE

Villa Imperiale di Pesaro

A pochi chilometri da Pesaro, e più precisamente nel Parco Naturale del Colle San Bartolo, sorge la Villa Imperiale di Pesaro. Il suo nome si deve al grande evento avvenuto nel 1452, ovvero quando l’imperatore Federico III sostò a Pesaro e Alessandro Sforza lo invitò a vedere il luogo dove avrebbe voluto costruire la prestigiosa residenza. In quel lontano gennaio l’imperatore vi pose la prima pietra, e da allora venne battezzata come Villa Imperiale di Pesaro. Questa è tra i musei più importanti da vedere in città per la bellezza e i tesori che custodisce. Il complesso residenziale passò dagli Sforza alla casata dei Della Rovere che, grazie all’architetto urbinate Girolamo Genga, restaurò parte della villa. L’apertura del cantiere prevedeva anche la realizzazione di un ciclo di affreschi che venne poi firmato da Francesco Menzocchi, Raffaellino del Colle, Camillo Mantovano e i fratelli Dossi, insieme alla costruzione di un’ala del tutto nuova -che si appoggiava sul colle grazie ad una serie di terrazzamenti- dinamizzata da logge, giardini e cortili. Nel 1631 il ducato di Urbino passò alla Chiesa, ma i beni dei Della Rovere passarono ai Medici, e purtroppo la Villa fu vittima di un lungo periodo di abbandono. Nella seconda metà del Settecento divenne un rifugio per Gesuiti spagnoli e portoghesi, che però deturparono l’immobile. Nel 1777 il principe Orazio Albani ottenne il complesso residenziale e iniziò a restaurarla nella seconda metà dell’Ottocento, riportando alla luce le sale affrescate e, nel Novecento, iniziarono i lavori per le strutture del complesso, eliminando quelle che avevano costruito i monaci quando vi si stabilirono. I restauri si conclusero solo negli ’70, riportando le pitture ad uno stato originario e maestoso.

Strada dei Cipressi 63
https://www.villaimperialepesaro.com

16. TEATRO ROSSINI

Teatro Gioachino Rossini, Pesaro

Sotto il pontificato di Urbano VIII viene inaugurato il Teatro del Sole nel 1637, adibendo le vecchie scuderie ducali costruite da Guidubaldo II Della Rovere a spazio per spettacoli pubblici. Nel corso degli anni l’edificio subisce diverse trasformazioni, tra cui spicca quella firmata dall’architetto Pietro Ghinelli nei primi anni dell’Ottocento. Lo stile della struttura – a ferro di cavallo e con quattro ordini di palchi – è definito “del teatro all’italiana” e il sipario fu opera del pittore Angelo Monticelli. Tra il 1816 e il 1818 venne inaugurato il Teatro Nuovo con la rappresentazione de La gazza ladra, diretta proprio dal giovane Maestro Gioachino Rossini (all’epoca ventisettenne). Della struttura originaria si è salvato il portale bugnato a opera di Filippo Terzi che, ancora oggi, funge da ingresso principale. Nel 1855 il teatro viene intitolato a Rossini e nel 1934 venne ricostruita la facciata, apportando anche delle modifiche all’ampia sala, ovvero la Sala della Repubblica. A oggi, il teatro ospita una serie di produzioni liriche e concerti del Rossini Opera Festival, la stagione teatrale, concertistica, e il Festival Nazionale d’Arte Drammatica.

Piazza Lazzarini
https://www.teatridipesaro.it/luogo/teatro-rossini/

17. BIBLIOTECA SAN GIOVANNI

Danilo Guerri, Biblioteca Comunale San Giovanni, Pesaro, 1996-2001

La Biblioteca San Giovanni di Pesaro è uno dei poli più importanti da vedere in città perché è sita all’interno dell’ex Convento della Chiesa di San Giovanni dei frati minori, dopo un importante restauro. Il complesso che vediamo oggi è il risultato di un ampliamento strutturale voluta nei primi decenni del XVI secolo da Francesco Maria Della Rovere, signore della città. Per la costruzione delle mura fu abbattuta una chiesa con annesso convento, intitolata proprio a San Giovanni. Successivamente venne costruita una nuova chiesa, affidando il progetto all’architetto Girolamo Genga e completata dal figlio Bartolomeo. Solo una parte del convento sorse assieme alla chiesa, la parte più grande – la stessa che oggi ospita la biblioteca più bella d’Italia- venne costruita nella seconda metà del XVIII secolo. Infine, in epoca napoleonica il convento venne confiscato e dopo una serie di cambiamenti d’uso passò nelle mani del comune che, in collaborazione con la Fondazione Scavolini, avviò il progetto per il recupero della struttura e del suo giardino. Oggi nel grande stabile di vetro e di legno, incorniciata da un verdeggiante giardino, sono custoditi ben oltre 90mila documenti tra libri, giornali, riviste, cd musicali, film, fumetti alla portata di tutti.

Via G. Passeri 102
http://www.comune.pesaro.pu.it/cultura/biblioteche/biblioteca-san-giovanni/

18. SONOSFERA®

Raffaello in Sonosfera foto di Luigi Angelucci

Incastonata all’interno di Palazzo Mosca, Sonosfera® è spazio integrante del Museo Nazionale Rossini di Pesaro. Il museo è uno dei più importanti da vedere in città perché unico al mondo, infatti è nato per il progetto Fragments of Extinction – Il Patrimonio Sonoro degli Ecosistemi, ottenendo anche il brevetto internazionale ad opera dell’ideatore David Monacchi nel 2014. Questo dispositivo innovativo nasce con l’intento di studiare e proporre i paesaggi sonori delle foreste primarie equatoriali registrati proprio da Monacchi durante le sue spedizioni per il mondo, per poi immergere totalmente il pubblico in spettacoli audiovisivi grazie all’equilibrata propagazione del suono. L’esperienza diretta e reale si riempie tutto lo spazio a disposizione, investendo il pubblico e guidandolo nei meandri dei diversi ecosistemi che prendono vita in Sonosfera®.

Piazza Mosca 29
https://www.pesaromusei.it/sonosfera/

19. SPAZIO BIANCO

Spazio Bianco Pesaro ph Michele Alberto Sereni

spazio bianco è lo spazio pubblico dedicato alla fotografia della Fondazione Pescheria di Pesaro. Chiamato così per il candore che ricopre soffitti, pareti e pavimenti, il polo diventa un contenitore ideale di progetti espositivi che guarda con attenzione al dinamico mondo fotografico del territorio marchigiano. Ovviamente, oltre a programmare mostre lo spazio sarà anche aperto ad accogliere incontri e corsi, diventando un vero e proprio centro di documentazione.

https://www.fondazionepescheria.it/spazio-bianco/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.