Prisma, la app che trasforma le fotografie in quadri. Usando lo stile dei grandi pittori



Trasformare un semplice scatto in un’opera d’arte pittorica. È quello che fa Prisma, la nuova app fotografica che sta spopolando sui social network. E tra i filtri ci sono anche quelli ispirati ai grandi artisti del passato

Prisma App - il filtro Hokusai
Prisma App - il filtro Hokusai

Il principio è lo stesso che ha reso popolari i filtri di Instagram: trasformare una fotografia, magari in origine scialba e banale, con un semplice clic sul proprio smartphone. Prisma, però, la nuova applicazione per dispositivi Apple creata dallo sviluppatore russo Alexei Moiseenkov, non ha dei filtri qualsiasi; ha scelto di mettere a disposizione degli utenti una serie di stili “artistici”, tra cui anche numerosi ispirati a grandi pittori del passato: Kandinskij, Munch, Lichtenstein, Dufy, Hokusai, Chagall. Per utilizzarla basta scattare una foto, oppure sceglierne una tra quelle già presenti nel rullino del telefono e applicare il filtro preferito. Nel giro di pochi secondi l’immagine verrà completamente trasformata, assumendo un’aspetto pittorico.

Prisma app
Prisma app

L’applicazione, che si basa su algoritmi di intelligenza artificiale (come quelli di Google Deep Dream) sta avendo un successo straordinario, mettendo a segno un milione e mezzo di download in soli dieci giorni, tanto da spingere il team russo a mettersi subito al lavoro per rilasciare altre feature: nuovi stili per le immagini ma anche la possibilità di utilizzare animazioni e video.
Se siete curiosi di vedere che cosa hanno combinato gli altri con la app, vi basta seguire l’hashtag #prisma su Facebook e Instagram.

– Valentina Tanni

www.prisma-ai.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.