Lo Strillone: il poeta Adonis e l’Islam violento per natura sul Corriere della Sera. E poi Papa Francesco e l’arte, Moda e musei a Milano

“L’Isis sarà annientato, ne sono sicuro”. È con questa professione di fiducia che si conclude l’intervista del Corriere della Sera ad Adonis, nome d’arte di uno dei maggiori poeti siriani viventi, Ali Ahmad Sa’id, 85 anni: “il suo ultimo saggio, un colloquio con Houria Abdelouahed su Violenza e Isiam, che in Italia uscirà il 3 dicembre […]

Quotidiani
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L’Isis sarà annientato, ne sono sicuro”. È con questa professione di fiducia che si conclude l’intervista del Corriere della Sera ad Adonis, nome d’arte di uno dei maggiori poeti siriani viventi, Ali Ahmad Sa’id, 85 anni: “il suo ultimo saggio, un colloquio con Houria Abdelouahed su Violenza e Isiam, che in Italia uscirà il 3 dicembre per i tipi di Guanda, è tra i più venduti in Francia, dopo gli attentati di due settimane fa”. Politica e cultura come si dovrebbero bilanciare? “La politica dovrebbe fare parte della cultura. Ma, sfortunatamente, ora è la cultura che fa parte della politica. Così purtroppo si deformano a vicenda. Perché se è la politica a regnare, la cultura si trasforma in ideologia e opportunismo”. Ma perché tanta violenza? “Nell’Islam esiste l’ortodossia dei sunniti, che accettano soltanto una lettura letterale del Corano. Senza interpretazioni metaforiche o simboliche. Per questo non c’è spazio per arte e poesia tra gli ortodossi, c’è soltanto la giurisprudenza. La cultura del potere e della sua conservazione, a qualunque costo. L’Islam nasce proprio come religione di conquista. E, nelle conquiste, la violenza è inevitabile”.

Ancora Corriere della Sera, ancora temi spirituali, ma su tutt’altro fronte. “II senso di Papa Francesco per l’arte: non dobbiamo temere i nuovi simboli”: in un volume (Musei Vaticani – Mondadori) il Pontefice affronta per la prima volta un tema non teologico. “Non dobbiamo avere paura di trovare e utilizzare nuovi simboli, nuove forme d’arte, nuovi linguaggi, anche quelli che sembrano poco interessanti a chi evangelizza o ai curatori ma che sono invece importanti”. Moda e musei, Milano è più brava di New York. Lo scrive Affari & Finanza, supplemento de La Repubblica: “nel capoluogo lombardo, per esempio, è stata da poco inaugurata la mostra ‘Il nuovo vocabolario delia moda italiana’ al Museo della Triennale. Dedicata a Elio Fiorucci, l’esposizione espone un fenomeno: l’esplosione di creatività a tanti livelli (dai giovani designer ai siti-blog, dai nuovi/olografi al grande ritomo dell’illustrazione di settore) del fashion system italiano”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.