Artprice, la Bibbia del mercato mondiale del contemporaneo. Nel 2015 cala la Cina, cresce Londra: l’artista più ricercato resta Basquiat, fra gli italiani Cattelan

Jean-Michel Basquiat si riconferma ancora una volta l’artista contemporaneo più scambiato in asta, mentre l’attrazione del mercato cinese verso l’arte contemporanea è in netta diminuzione contro la crescita inarrestabile di Londra nel comparto. Questi i principali dati che emergono dal nuovo report di Artprice sul mercato dell’arte contemporanea, pubblicato poco prima delle più importanti aste […]

Jean-Michel Basquiat, The Field Next to the Other Road

Jean-Michel Basquiat si riconferma ancora una volta l’artista contemporaneo più scambiato in asta, mentre l’attrazione del mercato cinese verso l’arte contemporanea è in netta diminuzione contro la crescita inarrestabile di Londra nel comparto. Questi i principali dati che emergono dal nuovo report di Artprice sul mercato dell’arte contemporanea, pubblicato poco prima delle più importanti aste di Londra e New York. Il giro d’affari dell’arte contemporanea in asta rappresenta il 13% del mercato dell’arte globale, scambiata per il 91% nelle tre piazze principali (Stati Uniti 37%, Cina 30,9% e Regno Unito 23,3%) con un totale di 55.400 opere vendute tra luglio 2014 e giugno 2015. Rispetto al periodo precedente si è verificato un calo del 12%, per un fatturato totale di “soli” 1,76 miliardi di dollari. Di questi, $407 milioni sono stati battuti nel Regno Unito: Londra continua a segnare risultati positivi all’interno del podio mondiale, aumentando quest’anno il proprio giro d’affari del 74% e avvicinandosi sempre più al mercato cinese. $130 milioni separano la potenza europea dalla Cina, a fronte dei $630 milioni di divario dell’anno precedente. A giocare a favore anche la flessione del mercato cinese del -36,9%, che avvantaggia pure gli Stati Uniti che ritornano ad essere la prima piazza mondiale.

SUL PODIO LA TRIPLETTA BASQUIAT-WOOL-KOONS
Il 64% delle aggiudicazioni nel comparto del contemporaneo si attesta nella fascia inferiore ai $5.000, mentre quelle al di sopra dei $50.000 rappresentano solamente l’8%, fra cui 205 opere vendute al di sopra del milione di dollari, ovvero lo 0,37% del totale. Nell’ultimo anno, 2.875 artisti contemporanei hanno battuto un nuovo record, mentre l’opera più costosa battuta in asta nel periodo è stata quella di Jean-Michel Basquiat, The Field Next to the Other Road (1981), aggiudicata lo scorso maggio da Christie’s per $37,1 mln. L’artista statunitense si riconferma per il terzo anno consecutivo nella tripletta al podio Basquiat-Wool-Koons, a cui si riconducono il 18% dei ricavi mondiali, seguiti da Peter Doig e Martin Kippenberger. Marcato rimescolamento delle posizioni per gli artisti cinesi, con Zeng Fanzhi sceso dal 4° al 6° posto, Chen Yifei dal 9° al 37° e Zhang Xiaogang dal 10° al 50° nel giro di un anno. Al contrario, salita repentina per Zhu Xinjian, che da una 19a posizione nel 2014 è salito all’ottava quest’anno.

FRA GLI ARTISTI ITALIANI VINCE SEMPRE MAURIZIO CATTELAN
Per quanto riguarda invece gli artisti italiani, Maurizio Cattelan guadagna terreno salendo in 55ma posizione ($5.3 mln), Giuseppe Penone alla 129ma con $1.9mln, Mimmo Paladino con $956mila alla 220ma posizione, e a seguire Nicola De Maria (326), Mimmo Lo Giudice (339), Clemente (355), De Dominicis (361) e Vezzoli (462). Sebbene vi sia una globalizzazione in aumento tra gli acquirenti di arte contemporanea, questi ultimi in realtà si rivolgono ad una rosa ristretta di artisti, andando così ad innescare una lotta per accaparrarsi le opere in asta e provocando un aumento delle quotazioni finali. Infatti, 100 artisti contemporanei rappresentano oltre i 2/3 del fatturato globale. Tra gli artisti del momento su cui puntare, quelli che quest’anno hanno partecipato alla Biennale di Venezia, come Adrian Ghenie, Marlène Dumas, Sarah Lucas, Chiharu Shiota, Dahn Vo, Céleste Boursier-Mougenot, Tania Bruguera e Pascale Marthine Tayou.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.