Chipperfield vuole bloccare l’apertura del Museo delle Culture, ma Milano se ne frega: si inaugura il 26 marzo con due grandi mostre “esotiche”

Sul sito ufficiale è già partito il countdown e così, tra non poche difficoltà e polemiche e con l’Expo alle porte, inaugurerà finalmente l’atteso e travagliato MUDEC, il Museo delle Culture di Milano. Non bastavano i ritardi di cantiere all’italiana, a causa dei quali ci sono voluti dodici anni prima che si portassero a termine […]

Un interno del MUDEC

Sul sito ufficiale è già partito il countdown e così, tra non poche difficoltà e polemiche e con l’Expo alle porte, inaugurerà finalmente l’atteso e travagliato MUDEC, il Museo delle Culture di Milano. Non bastavano i ritardi di cantiere all’italiana, a causa dei quali ci sono voluti dodici anni prima che si portassero a termine i lavori di recupero dell’ex fabbrica Ansaldo. Ad ostacolare ancora l’apertura arrivano ora gli attriti tra l’autore del progetto, l’archistar britannica David Chipperfield, e il Comune di Milano. L’architetto starebbe puntando il dito contro l’amministrazione rea di non aver eseguito il progetto alla lettera: pare che le ultime divergenze riguardino le finiture dell’edificio e, in particolare, le discromie riscontrate nella pavimentazione di pietra vulcanica dell’Etna, su cui – questa è l’accusa – non sarebbero stati eseguiti i controlli di qualità richiesti.
Ignorando, almeno per il momento, la minaccia di Chipperfield di non firmare l’edificio, il Comune ha deciso che il 26 marzo il museo sarà ufficialmente inaugurato, con i suoi 7mila metri quadri di archeologia industriale pronti a diventare polo museale polifunzionale e multidisciplinare, dedicato a raccontare le diversità culturali, attraverso un programma articolato di mostre e attività collaterali. A battezzare lo spazio, due grandi mostre organizzate da 24 Ore Cultura-Gruppo 24Ore, che un anno fa si aggiudicò la gestione delle esposizioni temporanee e dei servizi aggiuntivi del MUDEC. Africa. La terra degli spiriti è un percorso nell’arte africana dal Medioevo ad oggi, di cui si indaga il valore estetico, anche in relazione alle avanguardie storiche europee, e antropologico, come espressione di un complesso sistema cognitivo del mondo, della vita e della morte.
L’altra grande esposizione è Mondi a Milano, un viaggio attraverso le mostre con cui il capoluogo lombardo ha portato le culture extraeuropee all’attenzione del grande pubblico, dalle esposizioni di arti industriali della seconda metà dell’Ottocento sino alle Biennali e Triennali del secolo scorso. Per la grande apertura del 26 marzo, previsti inviti gratuiti per la cittadinanza e un’illuminazione speciale che, almeno per una serata, ci si augura faccia dimenticare polemiche e malcontenti.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.