A distanza di tre anni dal suo ultimo mediometraggio, Lux Aeterna, e a quattro dal terrificante Climax, Gaspar Noé è finalmente tornato dietro la macchina da presa per immergere il pubblico in un nuovo imprevedibile incubo. Stiamo parlando di Vortex, un film che già dal titolo promette bene.

BENVENUTI NEL VORTICE

Presentato in occasione dell’ultima edizione del Festival di Cannes, Vortex si scosta leggermente dalle consuete narrazioni concepite da Noé per scandagliare il dramma della demenza senile. Al centro della storia vi è infatti una famiglia impegnata a rimanere compatta nonostante l’avanzare di una terribile malattia che affligge la salute psicofisica di uno dei protagonisti, ovvero la madre, interpretata magistralmente da Françoise Lebrun. A completare il nucleo familiare sono l’attore Alex Lutz – recentemente apparso ne Il materiale emotivo, di Sergio Castellitto – e un insolito Dario Argento. Oltre al contesto “atipico”, il film è caratterizzato anche da un massiccio utilizzo dello split screen, una tecnica che carica il tutto di particolari riferimenti poetici, nonché metaforici. Per il momento non vi sono ancora date certe sull’uscita di Vortex nelle sale italiane, poiché la distribuzione partirà negli Stati Uniti dal 6 maggio.

IL RITORNO DI DARIO ARGENTO

E non poteva che essere un maestro del genere horror, come Dario Argento, a vestire i panni di un padre deciso a stare il più vicino possibile alla propria moglie e al suo grande inferno personale: un ruolo non indifferente per un Argento che raramente si è mostrato dall’altro lato della macchina da presa. Vortex non è però l’unico progetto che segna il ritorno sotto i riflettori dell’importante regista nostrano. Insieme all’uscita della sua ultimissima fatica, Occhiali neri, il cineasta è anche al centro di Dario Argento – The Exhibit, la grande retrospettiva inaugurata lo scorso 6 aprile presso il Museo del Cinema di Torino.

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.