Sono passati oramai cinque anni da quando Myss Keta ha fatto per la prima volta breccia nell’Internet: dapprima con la pubblicazione dell’irriverente Milano sushi & coca e successivamente con quello che è divenuto il manifesto non solo della filosofia dell’enigmatica artista meneghina, ma anche del collettivo di cui fa parte: Le ragazze di Porta Venezia. Motel Forlanini è il nome di una crew che, sotto la guida del videomaker Simone Rovellini, si prefigge l’obiettivo di “cogliere lo zeitgeist della cultura underground di Milano” (come viene dichiarato nella home page del loro sito). Quello che la compagine di creativi – molto simile a una vera famiglia – sta portando avanti è la costruzione di un immaginario specifico costituito prevalentemente da soggetti sfrontati che fanno parte di un universo dal quale, solitamente, si tende a prendere le distanze. A metà strada tra l’Internazionale Situazionista e i famigerati Club Kids (che insieme a Michael Alig dominavano la scena underground nella New York di fine anni Ottanta), Motel Forlanini promuove eventi e progetti curando, in particolare modo, l’immagine di Myss Keta. Con un occhio di riguardo sia verso la moda che nei confronti della sottocultura queer, l’ultimo video del collettivo milanese celebra, in una versione aggiornata, il cavallo di battaglia della cantante risvegliando, in tutti i suoi affezionati, una sentimento di nostalgia.
All’interno di questo particolare reboot, che purtroppo prevede anche sostanziali modifiche al testo originale, è difficile non notare cantanti (come La Pina, Priestess e Joan Thiele), volti noti della televisione italiana (la conduttrice Victoria Cabello e le concorrenti di talent show Roshelle ed Elodie), star di YouTube (Martina Dall’Ombra, Lilly Meraviglia e Greta Menchi) e la modella drag Stephanie Glitter. Le ragazze di Porta Venezia – The manifesto è inclusa nell’ultimo album di Myss Keta, Paprika, pubblicato lo scorso 8 marzo da Universal.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.