Chi l’ha detto che i videogiochi debbano essere per forza adrenalinici e includere il concetto di morte? Solitamente si tende ad attribuire alle esperienze videoludiche caratteristiche che sfociano nella violenza o nell’intrattenimento più sfrenato, ma non è sempre così. Da qualche anno infatti il mondo dei videogame ha iniziato a esplorare un aspetto che va in netto contrasto con quanto detto sopra, abbracciando momenti più contemplativi.
Sondare questa recente tendenza tocca ora agli sviluppatori della spagnola Nomada Studio che, in collaborazione con la casa editrice statunitense Devolver Digital, stanno per rilasciare un gioco decisamente interessante da questo punto di vista. Caratterizzato da tratti grafici delicati e da effetti cromatici vicini alla tecnica dell’acquerello, Gris (questo il titolo) segue il viaggio introspettivo di una ragazza, reduce da un’esperienza infelice, il cui abito cambia tonalità e volumi in base ai propri stati d’animo. Concepito in modalità platform, il videogioco mescola prove di abilità alla pura esplorazione, eliminando completamente il rischio di morire. Particolarità di questo gioco è infatti l’assenza della morte: il personaggio principale risulta lontano dai pericoli tipici dei prodotti videoludici, donando al giocatore stesso la tranquillità e il tempo necessario per godere pienamente della straordinaria esperienza visiva offertagli.
Gris verrà lanciato sul mercato nel mese di dicembre 2018 per Nintendo Switch e PC Windows 10.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.