Buone notizie per chi aspettava da tempo il ritorno degli Orbital, lo storico duo britannico (nonché fondamentale punto di riferimento dell’elettronica contemporanea) composto dai fratelli Paul e Phil Hartnoll. A sei anni dall’ultimo lavoro discografico Wonky (ACP Recordings 2012) è stata infatti annunciata la pubblicazione di un nuovo album, Monsters exist, prevista per il prossimo 14 settembre.
Ad anticipare la ricomparsa dei rivoluzionari compositori inglesi, rallentata da una pausa di 5 anni nel 2004 e dall’annuncio di uno scioglimento definitivo nel 2014, ci pensa il video del singolo Tiny Foldable Cities. Da sempre attenti all’aspetto visivo delle loro produzioni, gli Orbital si sono affidati, per la regia, al talento dell’artista e videomaker specializzato in grafica 3D Felix Geen che, attraverso l’utilizzo di vertiginose riprese dall’alto, è riuscito a rappresentare delle vere e proprie piccole “città pieghevoli” (come lo stesso titolo suggerisce). Impreziosito da renderizzazioni tridimensionali e da qualche glitch, il video ci appare come una lunga panoramica su una città vivente, dove le strade assomigliano sia a delle arterie che a lunghi cavi tecnologici, mentre le architetture rivelano geometrie perfettamente armoniche e simultanee. Così come avviene per le fluide note del brano, tutto scorre inarrestabile in un unico flusso costante difficile da trattenere.
In attesa di questo agognato ritorno non ci resta allora che saltare via dalle nostre sedie, alzarci in piedi e pregustare l’apertura delle danze.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.