Che la stampante 3D sia ormai uno strumento dalle mille potenzialità, e per questo utilizzato nei campi più disparati, è cosa nota, ma il progetto concepito dall’agenzia creativa DBLG, di base a Londra, alza di un’altra tacca l’asticella, proponendo un video che combina insieme le nuove tecnologie all’animazione stop-motion. Realizzato per celebrare il decimo anniversario dell’agenzia londinese e in collaborazione con lo studio di animazione Animade, Hey Pressto riesce, in maniera semplice e divertente, a tramutare il corpo umano in una sorta di tela/palcoscenico dove buffi personaggi possono muoversi e interagire tra di loro in assoluta libertà. Com’è possibile tutto ciò? Producendo degli appositi stampini 3D da imprimere sulla pelle di otto modelli, quattro uomini e quattro donne, da animare fotografia dopo fotografia. Glutei, capezzoli e capelli diventano in questo modo un tutt’uno con i soggetti animati che, in definitiva, null’altro sono che segni, tracce impresse e destinate gradualmente a svanire.
Con un’opera simile si assiste allo stravolgimento dei canoni classici dei prodotti audiovisivi: gli attori diventano lo spazio nel quale si compiono le azioni mentre degli oggetti (le sagome stampate in 3D) si trasformano in frame scandendo non solo il tempo della narrazione stessa, ma contribuendo a dare all’intero lavoro un estremo e contagioso senso di vitalità.
Per chi fosse curioso di scoprire i dettagli del processo di realizzazione, c’è anche uno sfizioso video del backstage.

– Valerio Veneruso

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.