Che la stampante 3D sia ormai uno strumento dalle mille potenzialità, e per questo utilizzato nei campi più disparati, è cosa nota, ma il progetto concepito dall’agenzia creativa DBLG, di base a Londra, alza di un’altra tacca l’asticella, proponendo un video che combina insieme le nuove tecnologie all’animazione stop-motion. Realizzato per celebrare il decimo anniversario dell’agenzia londinese e in collaborazione con lo studio di animazione Animade, Hey Pressto riesce, in maniera semplice e divertente, a tramutare il corpo umano in una sorta di tela/palcoscenico dove buffi personaggi possono muoversi e interagire tra di loro in assoluta libertà. Com’è possibile tutto ciò? Producendo degli appositi stampini 3D da imprimere sulla pelle di otto modelli, quattro uomini e quattro donne, da animare fotografia dopo fotografia. Glutei, capezzoli e capelli diventano in questo modo un tutt’uno con i soggetti animati che, in definitiva, null’altro sono che segni, tracce impresse e destinate gradualmente a svanire.
Con un’opera simile si assiste allo stravolgimento dei canoni classici dei prodotti audiovisivi: gli attori diventano lo spazio nel quale si compiono le azioni mentre degli oggetti (le sagome stampate in 3D) si trasformano in frame scandendo non solo il tempo della narrazione stessa, ma contribuendo a dare all’intero lavoro un estremo e contagioso senso di vitalità.
Per chi fosse curioso di scoprire i dettagli del processo di realizzazione, c’è anche uno sfizioso video del backstage.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.