Non mi piace l’espressione ‘artista politico’, non la accetto. Tutti gli artisti interagiscono criticamente con la realtà; agiamo nel mondo e qualsiasi cosa facciamo rappresenta una concezione del mondo. In questo senso gli artisti sono tutti politici. Se manca questa interazione con il mondo non si tratta di arte, ma di decorazione”. A parlare è Alfredo Jaar (Santiago del Cile, 1956), in una video-intervista realizzata da Christian Lund alla Malmö Konsthall nel 2013, in occasione della personale dell’artista intitolata The Sound of Silence e pubblicata dalla web tv del Louisiana Museum di Copenhagen.
L’artista cileno, da sempre impegnato nella produzione di opere che uniscono impegno sociale e slancio poetico, commenta quattro progetti: The Rwanda Project, Searching for Africa in LIFE, From TIME to TIME e The Sound of Silence. Un gruppo di opere interamente dedicato al tema dell’uso delle immagini da parte dei media, con un’attenzione particolare al modo in cui certe zone del mondo vengono sistematicamente ignorate o marginalizzate.

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AutoreAlfredo Jaar
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.