Un Padiglione trasformato in uno studio di registrazione aperto ai musicisti di tutto il mondo. È Studio Venezia, il progetto ideato dall’artista Xavier Veilhan e dai curatori Christian Marclay e Lionel Bovier per la partecipazione nazionale francese alla Biennale Arte, da poco inaugurata in laguna. L’architettura dello spazio, disegnato nel 1912 dal veneziano Faust Finzi, è stata completamente trasfigurata al suo interno, dando vita a una serie di ambienti geometrici e disarticolati che si ispirano ai Merzbau di Kurt Schwitters. In questo ambiente, decine di musicisti si alterneranno per tutta la durata della mostra, utilizzandolo come un luogo dove fare le prove e registrare le proprie composizioni e improvvisazioni.
In questo video, secondo della serie prodotta da Artsy e intitolata Inside the Biennale, possiamo godere di una visione a 360 gradi del Padiglione, oltre che ascoltare le interviste di alcuni dei protagonisti, come Veilhan e Marclay.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.