Pittore, scultore, incisore, fotografo e anche regista. Quando gli chiediamo a quale di queste espressioni si senta più affine, Mimmo Paladino non esita un istante: la pittura. Affascinato da sempre dal disegno, dal segno inteso non solo come mezzo tecnico, ma come “impronta”, testimonianza eloquente dell’uomo, l’artista campano sostiene che l’arte non si esprime in superficie, ma è un intenso e costante dialogo che riguarda il linguaggio dei segni.

Protagonista assoluto della Transavanguardia, Paladino nel 1977 è artefice dell’opera “Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro”, ritenuto dalla critica il quadro simbolo del ritorno degli artisti alla pittura, dopo la durevole stagione delle proposte concettuali dei decenni antecedenti.
Incontrare Domenico Paladino nel suo studio non significa solamente trovarsi al cospetto di un grande maestro, e quindi ripercorre insieme a lui alcuni periodi topici della storia dell’arte internazionale; significa anche e soprattutto viaggiare nel presente, ascoltando la volontà di chi, non ancora “sazio”, si nutre avidamente d’immaginazione, accettando i principi assodati ma cercando costantemente di sconvolgerli.

Alberto Mattia Martini

 

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Alberto Mattia Martini
Alberto Mattia Martini, critico d'arte e curatore ha al suo attivo numerose ed importanti mostre organizzate sia in spazi pubblici, che in gallerie private. Attualmente insegna Storia dell'arte, del costume e dei linguaggi artistici e Metodologia per la movimentazione delle opere d'arte, presso l'Accademia di Belle Arti Acme di Milano. Ha rivestito il ruolo di Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Rovereto e di Direttore Artistico presso la Lbera Accademia di Belle Arti di Brescia, dove ha insegnato anche Storia dell'Arte Contemporanea e Moderna. Giornalista inscritto all'albo nazionale, ha collaborato e collabora con numerose testate tra cui tra cui: Flash Art, D’Ars, Artein Espoarte e Artribune.com. É inoltre inscritto all'Albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio del Tribunale di Parma. Ha collaborato per diversi anni, fino alla sua morte con Pierre Restany, noto critico internazionale nonché fondatore del movimento artistico del Nouveau Réalisme.