New York Beat. Dalle gallerie di Chelsea alle case stregate di Brooklyn

Torna la rubrica che segnala i trend della Grande Mela e le mostre da non perdere. Stavolta i riflettori sono puntati sulle gallerie, senza dimenticare il Brooklyn Army Terminal.

Osgemeos - Lehmann Maupin, New York 2016
Osgemeos - Lehmann Maupin, New York 2016

AUTUNNO IN GALLERIA
Passata la pausa estiva, New York ha riaperto le porte all’arte con un settembre ricco di mostre ancora on view per tutto il mese di ottobre. Sono le gallerie di Chelsea le protagoniste indiscusse, con opere monumentali, installate magistralmente.
Un tripudio di colori e un immaginario che trasuda del forte legame con il Brasile, Silence Of Music dei gemelli Gustavo e Otavio Pandolfo, in arte Osgemeos, è sicuramente la mostra più spettacolare da vedere questa settimana. Nel loro primo solo show alla Lehmann Maupin, il passaggio dalla strada alla galleria è risolto dai due street artist con grande maestria tecnica e sensibilità, per un’esperienza plurisensoriale, intima, in cui stimolare l’inconscio e l’immaginazione. Ogni stanza, dal pavimento al soffitto, è intarsiata di dipinti a olio, disegni, collage, sculture cinetiche, video e suoni. Esilarante la console-grammofono mobile.

Hans-Peter Feldmann - 303 Gallery, New York 2016
Hans-Peter Feldmann – 303 Gallery, New York 2016

DA BARNEY A FELDMANN
Sulla 24esima, la Gladstone Gallery introduce al mondo di Matthew Barney riproponendo i primi lavori dell’artista datati 1991, compresi due film, Blind Perineum e Radial Drill, realizzati all’interno della stessa galleria. Alla Pace, le installazioni interattive di Random International giocano con le nostre percezioni, mentre Cheim & Read presenta l’ultima serie di lavori dell’americana Lynda Benglis.
Alla 303 Gallery, fino al 29 ottobre torna Hans-Peter Feldmann. Oltre ai celebri ritratti con i nasi rossi, è esposta una serie di quadri il cui tema (del mare e della figura femminile voltata di spalle) e disposizione (sono appesi con filo da pesca trasparente, fluttuano nella stanza come presenze quasi ingombranti) provocano un senso di smarrimento, alienazione e disagio.

Rashid Johnson - International Print Center, New York 2016
Rashid Johnson – International Print Center, New York 2016

ATMOSFERE BLACK E ATTUALITÀ
Orgoglio black per Hauser & Wirth con i lavori dell’afro-americano Rashid Johnson e per l’International Print Center con la collettiva Black Pulp!, che esamina l’evoluzione identitaria della comunità nera in America dal 1921 al 2016.
Dalla logica di white cube a Chelsea, rimodellati ad arte, una mostra allestita in una sorta di casa stregata a Brooklyn cerca di svelare le contraddizioni della nostra società. È Doomocrazy dell’artista Pedro Reyes, organizzata da Creative Time nel Brooklyn Army Terminal e visitabile durante le serate del weekend, fino al 9 novembre. Paura, delirio e messaggi travestiti da una satira pungente che, in questo clima di campagna elettorale Clinton versus Trump, colpiscono nel segno.

Veronica Santi

New York // fino al 22 ottobre 2016
Osgemeos – Silence of the Music
LEHMANN MAUPIN
536 West 22nd Street
http://www.lehmannmaupin.com/

New York // fino al 22 ottobre 2016
Matthew Barney – Facility of Decline
GLADSTONE GALLERY
515 West 24th Street
http://www.gladstonegallery.com/

New York // fino al 22 ottobre 2016
Random International – On the Body
PACE GALLERY
537 West 24th Street
http://www.pacegallery.com/

New York // fino al 22 ottobre 2016
Lynda Benglis – New York
CHEIM & READ
547 West 25th Street
http://www.cheimread.com/

New York // fino al 29 ottobre 2016
Hans-Peter Feldmann
303 GALLERY
555 West 21st Street
http://www.303gallery.com/

New York // fino al 22 ottobre 2016
Rashid Johnson – Fly Away
HAUSER & WIRTH
511 West 18th Street
http://www.hauserwirth.com/

New York // fino al 3 dicembre 2016
Black Pulp!
IPCNY
508 West 26th Street
http://www.ipcny.org/

New York // fino al 6 novembre 2016
Pedro Reyes – Doomocracy
BROOKLYN ARMY TERMINAL
Sunset Park
https://www.bklynarmyterminal.com/
http://creativetime.org/

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Veronica Santi
Laureata in Scienze Politiche e in Storia dell’Arte, Veronica Santi è critico d’arte, curatrice, scrittrice, autrice e regista di film documentari. Nel 2014 ha fondato Off Site Art, un'associazione di arte pubblica con sede all'Aquila. È Program Director per ArtBridge, New York. "I am not alone anyway" è il suo primo feature film sulla figura di Francesca Alinovi. Scrive recensioni per riviste di arte contemporanea e collabora con Artribune dal 2013. Vive e lavora tra l’Italia e New York.