I racconti dell’altro. Garcin e Vatielli a Roma

Galleria del Cembalo, Roma – fino al 18 giugno 2016. Due mostre capitoline alimentano nello spettatore alcuni interrogativi: può la finzione generare una maggiore consapevolezza della realtà? Chi è l’altro e come può essere raccontato?

Gilbert Garcin, La coeur de la cible, 1998
Gilbert Garcin, La coeur de la cible, 1998

Gilbert Garcin (La Ciotat, 1929) e Cristina Vatielli (Roma, 1983) impiegano le sottili ambiguità del significante fotografico per raccontare attraverso l’autoritratto storie che, partendo da finzioni assolute, affrontano in profondità le questioni spesso irrisolte del reale.
Garcin ricostruisce in studio ciò che fotografa: assembla e illumina il set in miniatura di un film surreale, il cui protagonista, Mister G., è egli stesso nei panni di un uomo qualunque. La piccola silhouette in cartoncino di questo strambo omino con cappotto attraversa paesaggi grotteschi, percorre spirali temporali, compie sforzi erculei per motivi futili, costruisce con linee rette o circolari i medesimi luoghi paradossali dove poi rimane ingarbugliato. Ma soprattutto offre parecchi spunti per riflessioni che riguardano il passare del tempo, la solitudine, la paura del futuro e l’assurdità del mondo. Mister G. non è affatto un uomo ideale e non è l’artista: è l’immagine della collettività ordinaria e anonima che ha continuamente a che fare con gli aspetti irrazionali della vita.
Seppur con procedimenti tecnici e modalità del tutto differenti, anche Cristina Vatielli individua nella fotografia la possibilità di sperimentare altri racconti di sé, non più individuali ma universali, in quanto echi di un sentire comune. L’artista, infatti, trasfigurando la sua immagine in quella delle donne che hanno amato Picasso, assume il punto di vista della vittima e costruisce una sorta di ontologia della vulnerabilità. Di nuovo, chi sta parlando non è né l’artista e nemmeno le amanti di Picasso: è lo spazio ferito e l’identità sottratta di tutte quelle donne alle quali sono state strappate la soggettività, la storia, la vita.

Francesca Mattozzi

Roma // fino al 18 giugno 2016
Gilbert Garcin – Mister G.

a cura di Paola Stacchini Cavazza
Cristina Vatielli – Le donne di Picasso
a cura di Annalisa D’angelo
GALLERIA DEL CEMBALO
Largo della Fontanella di Borghese 19
06 83796619
[email protected]

www.galleriadelcembalo.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/53304/gilbert-garcin-cristina-vatielli/

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Francesca Mattozzi
Francesca Mattozzi ha un background da danzatrice che l’ha vista lavorare sia in TV che a teatro con coreografi di fama internazionale, quali Luca Tommassini e Martino Müller. È laureata in storia dell’arte e dell’arte ama soprattuto gli eventi perché, grandi o piccoli che siano, le permettono di esplorare e raccontare il panorama artistico e culturale contemporaneo. È curioso, ma quando non vedete Francesca a una vernice, una performance o un finissage, la trovate chissà dove a pianificare le prossime avventure.