Street Art. A Milano è in tre gallerie

Avantgarden / Armocida / Wunderkammern, Milano. Non appena la Street Art esce dalla strada, diventa necessaria contraddizione in termini. Anche quando tag, graffiti e combo vengono mostrati su google art project, o quando la fotografia ne immortala la natura transitoria. Pur aumentandone la visibilità. Eppure, nel momento in cui musei e gallerie ne preservano, ne vendono, ne mostrano o collezionano alcuni frammenti, la contraddizione si trasforma in reperto. In storia. Aumentando il divario tra connotazione e denotazione dell’arte di strada.

Daze – Now and Later - courtesy Avantgarden, Milano 2016
Daze – Now and Later - courtesy Avantgarden, Milano 2016

STREET ART E LINGUAGGIO
Denotazione e connotazione sono termini che si riferiscono ai diversi modi di intendere il significato di una parola. Per denotazione intendiamo il rapporto tra la parola e l’oggetto che vuole significare; la connotazione invece indica il significato nascosto (metaforico) di una parola, che si riconduce spesso ai sentimenti di chi la scrive o di chi la legge.
Se assumiamo come esempio il termine “Street Art”, può indicare un luogo d’origine di una pratica artistica (denotazione) oppure una sua dimensione di significato (connotazione: strada intesa come luogo di controcultura e di apertura alle masse). Forse, più in generale, la denotazione è tipica della prosa, mentre la connotazione è diffusa nella poesia. Ma nulla vieta, dopo i dibattiti attivati dagli interventi bolognesi, di leggere le diverse oscillazioni delle opinioni critiche attraverso due lenti linguistiche.
E se la Street Art, come movimento globale, professa la liberazione dell’identità dell’arte da qualsiasi codice politico (propriamente della polèis, dunque urbano, contestuale, commerciale, estetico, antropologico, legale, processuale, culturale, visivo e via discorrendo), nel rivolgersi a chiunque, allora che di quel chiunque diventi. A prescindere dal luogo, all’esterno o al chiuso, e dal fine che la renderanno visibile, manterrà comunque i suoi connotati di rottura, di ineludibile, seppur compresa, illegalità.

Daze – Now and Later - courtesy Avantgarden, Milano 2016
Daze – Now and Later – courtesy Avantgarden, Milano 2016

OSSIMORI IN STRADA
Qualsiasi fenomenologia legata alla Street Art riunisce in sé i dilemmi spazio-temporali che la fondano e la costituiscono. Contraddizioni non risolvibili, tra natura effimera e conservazione; fra durata nel tempo analogico e digitale; fra muri e pareti; fra azioni locali e scale globali; fra monetizzazione e commercializzazione; fra appartenenza e detenzione; fra denuncia e resistenza; fra autorialità e collettivismo; fra storicizzazione e dimenticanza; così come fra appropriazione indebita di superfici e automatica liberalizzazione/affrancamento degli spazi per l’arte.
Ma la nascita di musei dedicati alla Street Art, così come di mostre, aste, gallerie, dibattiti forse merita una considerazione in più, al di fuori delle polarità che sembrano racchiuderla. Come si è trasformato il ruolo dello streeter, circondato da (apparente) anonimato universale, a partire dall’esistenza di graffiti nel paleolitico superiore, per passare, nel XIX secolo, attraverso le azioni, le gesta firmate di Joseph Kyselak (Vienna, 1799-1831), di Arthur Malcom Stace (Sydney, 1884-1967), così come attraverso il movimento Weisse Rose, ma anche Blek LeRat per arrivare a Obey, a Ryan Spring Dooley, al futuro delle tag di quartiere?

TRE MOSTRE A MILANO
Alcune risposte a questa insondabile domanda hanno provato a fornirla tre gallerie milanesi, che quasi contemporaneamente hanno presentato tre figure nodali, tre aspetti della storia della Street Art americana, per la prima volta nel capoluogo lombardo.

JonOne – Predictably Irrational - installation view at Wunderkammern, Milano 2016
JonOne – Predictably Irrational – installation view at Wunderkammern, Milano 2016

DAZE DA AVANTGARDEN
Ultima in ordine di tempo, il 31 marzo ha inaugurato a Milano la personale di Daze (Chris Ellis, 1962), uno dei maestri del movimento dei graffiti. Un solo show alla Avantgarden Gallery, dal titolo Now and Later.
Daze ha iniziato come writer nella New York degli Anni Settanta mentre frequentava la Scuola Superiore di Arte e Design. I suoi graffiti hanno connotato il territorio urbano di quegli anni, dai muri ai treni ai vagoni delle metropolitane. Daze ha esteso la sua visione artistica oltre la strada e ha vissuto con successo la transizione dalle metropolitane allo studio; negli Anni Novanta troviamo le sue opere nelle gallerie di tutto il mondo. La sua prima mostra collettiva è stata Beyond Words, presso il Mudd Club di New York nel 1981, esponendo insieme a Jean-Michel Basquiat e Keith Haring. E i suoi lavori sono in musei come il MoMA di New York, il Brooklyn Museum, il New York City Museum, il Groninger Museum in Olanda, il Museo Ludwig di Aachen, lo Smithsonian di Washington, nonché in collezioni private come quelle di Madonna e di Eric Clapton.

JONONE DA WUNDERKAMMERN
Il 16 marzo, da Wunderkammern è stato introdotto JonOne (John Andrew Perello, 1963), con una mostra dal titolo Predictably Irrational.
JonOne è uno degli artisti legato al mondo dei graffiti più riconosciuto in Francia. Ha già avuto le sue opere esposte all’interno di alcune gallerie d’arte e altrettante istituzioni, grazie alla realizzazione di diverse mostre collettive, come Born in The Street o Le Tag Collection Gallizia, presentate entrambe a Parigi. A testimoniare la grande abilità e popolarità di JonOne ci sono anche le partnership con importanti aziende, come Guerlain, Air  France, Lacoste e Perrier.

Mode 2 – Transitions - installation view at Patricia Armocida, Milano 2016 - photo  Carlo Beccalli
Mode 2 – Transitions – installation view at Patricia Armocida, Milano 2016 – photo Carlo Beccalli

MODE 2 DA PATRICIA ARMOCIDA
Mentre lo scorso 10 marzo, la Galleria Patricia Armocida ha presentato Transitions, prima personale italiana di Mode 2, artista britannico (1967) e leggenda mondiale del writing, che per l’occasione ha esposto una nuova produzione di lavori: dodici tele di grandi e medie dimensioni e un wall painting site specific. Recentemente ha realizzato un wall-painting a Omagh, in Irlanda del Nord, per uno dei video realizzati per l’album Songs of Innocence degli U2.

Ginevra Bria

Milano // fino al 19 maggio 2016
Daze – Now and Later
AVANTGARDEN
Via Cadolini 29
335 6833247
[email protected]
www.avantgardengallery.com

Milano // fino al 7 maggio 2016
Mode 2 – Transitions
PATRICIA ARMOCIDA
Via Argelati 24
02 36519304 / 339 7291034
[email protected]
www.galleriapatriciaarmocida.com

Milano // fino al 21 maggio 2016
JonOne – Predictably Irrational
WUNDERKAMMERN
Via Ausionio 1a
02 84078959
[email protected]
www.wunderkammern.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52551/daze-now-and-later/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52778/mode2-transitions/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52193/jonone-predictably-irrational/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

1 COMMENT

  1. Strett art o murales ?
    questo il vero potere in mano agli artisti con una semplice bomboletta spray , realizzano opere pittoriche di alta qualità.
    io credo che non sia importante il supporto ma come lo fai .

Comments are closed.