Lo Spazialismo secondo Enrico Castellani. A Milano

Matteo Lampertico, Milano – fino al 26 febbraio 2016. La galleria meneghina fa da cornice a una selezione di carte del grande artista. Dal rigore degli Anni Sessanta al lirismo degli Ottanta e Novanta, lo Spazialismo di Castellani assume sembianze mutevoli.

Enrico Castellani, Senza titolo, 1988
Enrico Castellani, Senza titolo, 1988

Mostra lieve e preziosa, quella in corso da Matteo Lampertico. La galleria milanese ospita una serie di carte realizzate tra gli Anni Sessanta e i Novanta da Enrico Castellani (Castelmassa, 1930), raccolte in collaborazione con l’Archivio e la Fondazione dell’artista. Non si tratta di opere preparatorie né di multipli, ma di lavori autonomi, in cui la “punzonatura” è realizzata a mano. Su carta lo Spazialismo diventa gesto accennato, più leggero che sulla tela: disegno che prende corpo. Nei lavori precedenti l’effetto è più rigorosamente spazialista; in quelli degli Anni Ottanta e Novanta, dove Castellani utilizza carta fatta a mano, più porosa, il concetto cambia: supporto e disegno si compenetrano, tendendo a un maggiore lirismo.
In mostra anche alcune rarità e lavori caratterizzati da segni inconsueti, come la linea spezzata concentrica che campeggia in una delle carte, oltre a due sorprendenti tele.

Stefano Castelli

Milano // fino al 26 febbraio 2016
Enrico Castellani – Opere su carta
MATTEO LAMPERTICO ARTE ANTICA E MODERNA
Via Montebello 30
02 36586547
[email protected]
www.matteolampertico.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/50358/enrico-castellani-opere-su-carta/

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).