Quel razzista di Google. Fabrizio Bellomo in mostra a Milano

Ciocca Arte Contemporanea, Milano – fino al 18 dicembre 2015. “Vegla bën ustain” è un proverbio albanese che significa “lo strumento fa il maestro”. Ma è anche il titolo di un video, protagonista della personale di Fabrizio Bellomo a Milano.

Fabrizio Bellomo, Vegla Ben Ustain, 2015 - still da video
Fabrizio Bellomo, Vegla Ben Ustain, 2015 - still da video

Ogni mattina a Tirana, attorno a una rotonda, i lavoratori aspettano che qualcuno offra loro un impiego. Si mettono a disposizione, assieme all’indispensabile mezzo meccanico. Fabrizio Bellomo (Bari, 1982) ha osservato questo mercato del lavoro e ha deciso di condurre la regia di un’opera pubblica, invitando uno di quei lavoratori, con il suo fedele martello pneumatico, a incidere su un muro il proverbio che lega lo strumento al maestro. La mostra espone anche due serie di Screenshots, risultato della ricerca di parole chiave su Google Immagini che hanno rivelato come alcune nazionalità siano “vittime di un processo di criminalizzazione, producendo nella memoria collettiva […] un pregiudizio profondamente radicato” (Francesca Guerisoli): ‘marocchino’ o ‘romeno’ fanno scaturire dal motore di ricerca prevalentemente fotografie segnaletiche, ‘nigeriane’ immagini di prostitute.

Marta Santacatterina

Milano // fino al 18 dicembre 2015
Fabrizio Bellomo – Senza titolo
a cura di Francesca Guerisoli
ROSSANA CIOCCA
Via Lecco 15
345 9059834
[email protected]
www.rossanaciocca.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/49137/fabrizio-bellomo-senza-titolo/

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.