Storie di tesori ritrovati. In Sardegna

Spazio San Pancrazio, Cagliari – fino al 15 ottobre 2015. Una serie di capolavori, tra dipinti e reperti archeologici, oggetto di furti e scavi clandestini. E poi recuperati, dopo rocambolesche vicende, dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Sono loro i protagonisti della mostra “La memoria ritrovata”. Dai bronzetti nuragici a van Gogh, passando per Raffaello.

Pierre Bonnard, Fanciulla seduta in giardino
Pierre Bonnard, Fanciulla seduta in giardino

STORIE DI FURTI E RITROVAMENTI
Trafugata il 6 febbraio 1975 dal Palazzo Ducale di Urbino e recuperata poco più di anno dopo a Locarno, La Muta di Raffaello è il pezzo forte della mostra allestita nello Spazio delle ex Carceri di San Pancrazio, che riunisce un centinaio di capolavori rinvenuti dai Carabinieri Comando Tutela Patrimonio Culturale con l’uso di avanzate tecnologie e una banca dati di tutto rispetto.
Tra queste, nella Sala Taramelli, Il Giardiniere di van Gogh, sottratto nel 1998 dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma e ritrovato poche settimane dopo; il San Giovanni Battista del Guercino rientrato alla Pinacoteca Capitolina un anno dopo il suo furto, mentre sono dovuti trascorrere quarant’anni per individuare Frutta su un tavolo di Gauguin e Donna con due poltrone di Bonnard, sottratte da una abitazione privata a Londra nel 1970 per poi essere abbandonate su un treno diretto a Torino. Subito recuperate e messe all’asta, sono state vendute per 45mila lire a un operaio della Fiat, mentre il piccolo olio su rame di Lelio Orsi, Leda e il cigno, è stato battuto all’asta nel 2008 da Sotheby’s a New York per oltre 1 milione di dollari.

Vincent van Gogh, Il giardiniere
Vincent van Gogh, Il giardiniere

SCAVI CLANDESTINI
Anticipata da una piccola sezione riservata ai falsi, tra cui Le Muse Inquietanti di de Chirico, l’esposizione – purtroppo dotata di un sistema di illuminazione inadatto – prosegue al piano superiore con i reperti di provenienza campana, laziale e isolana che delineano un excursus che dall’VIII secolo a.C. giunge all’epoca romana, passando per l’ultima fase della civiltà nuragica, frutto di scavi clandestini che alimentano il commercio illegale dei beni archeologici.
A una nutrita rappresentanza di bronzetti legati all’ambito votivo, con figure di offerenti, e a quello militare, con personaggi in tenuta da guerra, si accostano navicelle, armi e animali.
Procedendo nella sala voltata sono visibili una serie di eccezionali esemplari di produzioni vascolari a figure rosse, datati tra il V e il IV secolo a.C., e una sezione riservata all’età romana, che annovera alcuni lacerti di affreschi parietali, due cariatidi e lucerne di vario genere. E ancora una lastra tombale d’epoca medievale e una serie di tavole a fondo oro provenienti dall’area toscana del XIV secolo, tra cui il magnifico olio di Lorenzo Monaco, Madonna col Bambino in trono fra Santi.

Roberta Vanali

Cagliari // fino al 15 ottobre 2015
La memoria ritrovata
a cura di Marco Minoja
SPAZIO SAN PANCRAZIO
Piazza Arsenale 1
070 684800 / 070 662496

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/47390/la-memoria-ritrovata/

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Roberta Vanali
Roberta Vanali è critica e curatrice d’arte contemporanea. Ha studiato Lettere Moderne con indirizzo Artistico all’Università di Cagliari. Per undici anni è stata Redattrice Capo per la rivista Exibart e dalla sua fondazione collabora con Artribune, per la quale cura due rubriche: Laboratorio Illustratori e Opera Prima. Per il portale Sardegna Soprattutto cura, invece, la rubrica Studio d’Artista. Orientata alla promozione della giovane arte con una tendenza ultima a sviluppare ambiti come illustrazione e street art, ha scritto oltre 500 articoli e curato circa 150 mostre per gallerie, musei, centri comunali e indipendenti. Tra le ultime: la doppia mostra di Carol Rama in Sardegna, L’illustrazione contemporanea in Sardegna, Archival Print. I fotografi della Magnum. Nel 2006 ha diretto la Galleria Studio 20 a Cagliari. Ha ideato e curato la galleria online Little Room Gallery (2010-13). Ha co-curato le mostre del Museo MACC (2015-17), per il quale nel 2018 è stata curatrice. Ha scritto saggi e testi critici per numerosi cataloghi e pubblicazioni. Il cinema è l’altra sua grande passione.