Aesthetes: la startup che lega gli NFT ad opere reali

Si chiamano Phygital NFT e sono pensati anche per ridurre l’impatto ambientale. Ne abbiamo parlato con i cofondatori in questa intervista

Aesthetes
Aesthetes

È nata Aesthetes, la startup italiana che opera per creare una connessone tra l’arte che esiste nel mondo reale e materiale, e la blockchain, elaborando i primi NFT basati su opere fisiche. Si chiamano Phygital NFT e sono collegati contemporaneamente a un’opera digitale e a una fisica. Perché questa sfida? L’obiettivo è democratizzare il mercato, liberare l’arte dalla nicchia dei pochi eletti, “abbattendo le barriere concettuali, economiche e logistiche”
Giusto o sbagliato che sia, Aesthetes sembra aver preso la propria posizione a riguardo utilizzando l’XRP Ledger che aumenta l’efficienza energetica in modo da ridurre la pressione e la ricaduta delle nuove tecnologie sull’ambiente. Se Claudia Cimaglia, fondatrice di Aesthetes afferma: vogliamo scardinare il concetto di accesso elitario all’arte per renderla nella sua versione reale, digitale o phygital patrimonio di un pubblico più ampio possibile”, alle nostre domande ha risposto Luca Bertolani, co-fondatore. 

Foto Luca Bertolani
Foto Luca Bertolani

Cos’è  Aesthetes?
È prima di tutto una visione a lungo termine che coniuga la dimensione fisica a quella digitale, con lo scopo di creare un legame tra storia e modernità, portando innovazione nel mondo dell’arte senza intaccarne il valore, anzi preoccupandosi di preservarne la bellezza e l’unicità. Proprio con questi obiettivi e con l’intenzione di democratizzare l’arte, abbiamo introdotto un nuovo concetto di NFT: i Phygital NFT. 

Come funzionano?
I Phygital NFT sono un’evoluzione dei classici NFT. A differenza di quest’ultimi, non sono solo collegati a un’Opera Digitale, ma rappresentano anche una quota di proprietà frazionata dell’Opera Fisica collegata. Hanno un doppio valore intrinseco, uno legato al valore dell’opera d’arte originaria, e uno legato all’opera digitale ad essa collegata. Le opere digitali infine sono pensate per avere uno stretto legame con l’opera fisica e ogni Phygital NFT creato sarà unico. Non si stratta solo di mere riproduzioni. Per le opere principali ci avvarremo, infine, dell’Intelligenza artificiale (G.A.N.) che creerà, elaborando dati inerenti all’opera e all’artista, opere indipendenti ma ad essa collegate. 

Cosa c’è di rivoluzionario rispetto ad altre startup che operano, internazionalmente, nello stesso settore?
Oggi esistono diversi Marketplace di NFT, ma Aesthetes ha due vantaggi competitivi che consentono di ritagliarci uno spazio nuovo, senza entrare in competizione diretta con quelli esistenti. Il primo, appunto, sono i Phygital NFT.  Il secondo è la scelta della Blockchain utilizzata. Ad oggi la maggior parte dei progetti utilizza la blockchain Ethereum che però presenta notevoli problemi sia in termini di spese di mintaggio (gas fees) sia in termini di consumo energetico. Aeshtetes utilizza, invece, l’XRP Ledger che consente di avere oltre spese di mintaggio” minime, un ridottissimo impatto ambientale. 

Foto Luca Bertolani e Claudia Cimaglia
Foto Luca Bertolani e Claudia Cimaglia

Perché avete sentito la necessità di fondare  Aesthetes?
Come ogni progetto innovativo Aesthetes nasce da una necessità non soddisfatta. In qualità di amanti dell’arte e fruitori della tecnologia abbiamo sentito il bisogno di risolvere un problema per noi importante, ovvero quello di unire questi due mondi per provare a cambiare il sistema complicato dell’arte, che spesso pone all’ingresso barriere non indifferenti; tra queste sicuramente il costo delle opere d’arte più importanti, la poca accessibilità ai non addetti ai lavori e le alte commissioni in caso di acquisto, per non dimenticare le problematiche di conservazione in ambienti idonei. Aesthetes risponde alla necessità di una democratizzazione del sistema arte. 

Vi affidate a XRP Ledger, si parla di bassissimo impatto ambientale, come?  Che sia in contanti o con criptovalute, ogni transazione consuma energia emettendo sostanze inquinanti nell’ambiente. I pagamenti digitali, in un certo senso, aiutano nel diminuire l’impatto ambientale ma occorre sottolineare delle differenze e portare casi concreti. Mettendo a confronto 20M di transazioni effettuate sulle diverse blockchain, noteremo subito come l’XRPL risulti essere la meno inquinante: per tali transazioni, infatti, avremo per i Bitcoin un consumo di 19,03 Miliardi kWh, di 857,27M kWh per Ethereum e solo 158mila kWh per l’XRP Ledger (dati Ripple 2020_ fonte xrpl.org). 

Cosa pensa degli NFT, quale sarà il loro futuro?
Occorre non confondere il macrotrend, legato all’innovazione degli NFT come strumento di certificazione, con l’“hype” verso gli NFT legati a opere digitali. Siamo convinti che, al di là della fase di eccesso di euforia” a cui abbiamo assistito negli scorsi anni, il fenomeno degli NFT difficilmente scomparirà: si tratta di un innovativo strumento per certificare, tramite la Blockchain, l’origine e l’autenticità. Solo i progetti che mirano a dare un’utilità reale a questa innovazione avranno una riposta positiva del mercato sul medio lungo periodo. 

Foto Claudia Cimaglia
Foto Claudia Cimaglia

Come si legano al  Metaverso?
Attraverso la creazione di una galleria nel Metaverso – il nuovo mondo digitale e sensoriale -, daremo la possibilità a chiunque di partecipare ad eventi e vedere” opere digitali che hanno un sottostante di opera fisica gestita e curata da Aesthetes a Milano, senza la necessità di spostarsi da casa. Il Metaverso è e sarà nella nostra ottica un rafforzativo dei Phygital. Parte degli investimenti aziendali puntano in questa direzione. 

Perché tanti neo-collezionisti, prima digiuni del mondo dell’arte, investono sugli NFT?
Gli NFT hanno introdotto, per la prima volta nel mondo dell’arte, un discorso di inclusione. Ogni persona, a prescindere dalla propria cultura artistica” e dalla propria ubicazione, ha finalmente potuto accedere ad opere d’arte e soprattutto investire in esse in modo immediato; una sorta di visto e piaciuto a cui siamo abituati per altri tipi di acquisto ma ancora lontano dal mondo dell’arte. Questo ha permesso di aprire le porte degli investimenti artistici a nuovi collezionisti affascinati dai concetti di rarità ed unicità che contraddistinguono gli NFT. 

Qual è la vostra Customerbase?
Possiamo dire che Aesthetes si presenta come un progetto che, da un lato, guarda al mondo dell’arte, per cui il nostro target sono artisti, collezionisti, piccoli e grandi investitori. Dall’altro, guarda invece al mondo blockchain, andando a privilegiare un consumatore, attento alle tendenze, all’innovazione e all’investimento in nuove tecnologie. La nostra customerbase ha un raggio d’azione ampio. Non ci rivolgiamo ovviamente solo all’Italia ma a tutto il mondo. Il binomio Italia/Arte ha un grande successo negli Usa, in Cina e in Giappone. Per questo, la nostra selezione di opere ed artisti volgerà il suo sguardo anche all’estero. 

– Giorgia Basili 

https://www.linkedin.com/company/aesthetes/ https://www.facebook.com/aesthetes.fineart/

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.