Vortic, la piattaforma in extended reality che porta le gallerie d’arte a casa dei collezionisti

Ideata da Oliver Miro, figlio della celebre gallerista britannica Victoria Miro, la piattaforma sfrutta le realtà aumentata e virtuale per permettere alle gallerie di realizzare mostre attraverso la scansione 3D

Vortic Curate exhibition Super Rich Interior Decoration at Victoria Miro. All works © Grayson Perry courtesy Victoria Miro
Vortic Curate exhibition Super Rich Interior Decoration at Victoria Miro. All works © Grayson Perry courtesy Victoria Miro

Tra i settori particolarmente colpiti dalla pandemia da Coronavirus è senza dubbio quello della cultura, in cui rientra anche il mercato dell’arte. A farne le spese in queste settimane sono soprattutto le gallerie, costrette a chiudere i propri spazi e a non poter partecipare alle fiere, tutte rinviate in autunno o addirittura annullate. Nonostante la crisi sanitaria ed economica in corso, come già sperimentato da musei, fiere e biennali, anche le gallerie stanno trasferendo le loro usuali attività sulle piattaforme digitali, adottando Viewing Rooms virtuali che sostituiscono per quanto possibile gli spazi espositivi, rivelandosi un’ancora di salvezza per tutti quei galleristi che ne dispongono: tra tutti, l’art dealer e galleristar tedesco David Zwirner che nel 2017, in tempi ancora non sospetti, lanciava sul proprio sito web una “sala di osservazione” che consente ai collezionisti di visionare e acquistare le opere d’arte. Uno strumento che in questi giorni Zwirner ha deciso di condividere con 12 giovani gallerie newyorchesi, dando così vita al progetto Platform. E se invece di una “sala di osservazione” online si potesse visionare e acquistare opere d’arte attraverso l’ausilio della realtà aumentata e virtuale? È l’idea avuta da Oliver Miro, figlio della celebre gallerista britannica Victoria Miro, che ha lanciato la piattaforma Vortic.

VORTIC, LA PIATTAFORMA IN EXTENDED REALITY IDEATA DA OLIVER MIRO

Vortic è “la piattaforma in extended reality (XR) creata per soddisfare le esigenze di gallerie e collezionisti, offrendo loro soluzioni personalizzate e sostenibili per esporre opere d’arte attraverso le più avanzate tecnologie di realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR)”, si legge sul sito di Vortic. “Vortic offre esperienze di visione digitale di altissima qualità, consentendo ai collezionisti di interagire con opere provenienti da qualsiasi parte del mondo”. Come funziona la piattaforma? Sviluppata nell’arco di tre anni, Vortic permette alle gallerie di portare al loro interno le persone anche se fisicamente si trovano altrove, e ai collezionisti l’opportunità di visualizzare le opere d’arte all’interno delle loro case. Tutto questo è reso possibile grazie all’extended reality, “che comprende tutte le interazioni ed esperienze da reali a virtuali, fornendo un’estensione digitale del mondo fisico”. Il servizio principale fornito dalla piattaforma è Vortic Curate, con cui le gallerie possono creare, attraverso la tecnologia di scansione 3D ad alta risoluzione, mostre virtuali personalizzate per specifici collezionisti. Vortic Collect invece è un’app in realtà aumentata disponibile per smartphone e tablet con cui i collezionisti possono accedere a sale di osservazione private, anteprime di fiere e mostre. Dato il lockdown in corso, i servizi di Vortic – che sono a pagamento – per i primi tre mesi sono offerti alle gallerie gratuitamente. “È davvero bello poterlo fare in questo momento”, ha dichiarato Oliver Miro ad artnet news. “Speriamo che le gallerie lo trovino uno strumento incredibile in questo momento difficile”.

– Desirée Maida

https://vorticxr.com/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.