Il Coronavirus chiude la Biennale di Sydney. E la mostra prosegue online su Google Arts & Culture

Chiusa a soli 10 giorni dalla sua inaugurazione, la Biennale di Sydney ha annunciato che avvierà una collaborazione con Google Arts & Culture per proseguire online mostre e programmi

20. edizione della Biennale di Sydney
20. edizione della Biennale di Sydney

L’emergenza sanitaria in corso e i conseguenti provvedimenti emanati da numerosi paesi del mondo per contenere la pandemia hanno avuto un forte impatto anche nel mondo dell’arte, con chiusure di musei e istituzioni culturali, rinvii o annullamenti di mostre, fiere e biennali. In quasi tutto il pianeta ormai la regola da seguire è “restare a casa” e la cultura, costretta a chiudere i battenti dei propri luoghi di produzione e fruizione, ha trovato in Internet lo strumento chiave con cui continuare a condividere conoscenza. Sono numerosissimi ormai i musei e gallerie che hanno deciso continuare a tenere “aperte” le proprie mostre e a portare avanti le proprie attività grazie ai social network. Per non contare poi che persino Art Basel ha dato vita a una fiera virtuale per colmare il vuoto lasciato dalla cancellazione della tappa a Hong Kong. Se musei, gallerie e fiere hanno trovato nelle piattaforme digitali un valido strumento di supporto, la stessa cosa potrebbe dirsi per le biennali che, per loro natura, si presentano spesso come mostre diffuse su un più o meno vasto territorio? A quanto pare sì: e la prima biennale d’arte internazionale che si appresta a diventare virtuale è la Biennale di Sydney, inaugurata lo scorso 14 marzo e costretta a chiudere 10 giorni dopo a causa del Coronavirus.

LA BIENNALE DI SYDNEY 2020 CHIUSA PER CORONAVIRUS 

Fondata del 1973, la Biennale di Sydney è una manifestazione internazionale che presenta molti artisti delle Prime Nazioni e promuove il dialogo tra le culture. L’edizione 2020 della Biennale si intitola NIRIN – parola che in Wiradjuri, un dialetto aborigeno australiano del New South Wales, significa “margine” – e conta della partecipazione di 101 artisti e collettivi, per un totale di 700 opere esposti in diversi siti di Sydney. Ma la manifestazione, a soli 10 giorni dall’inaugurazione, ha dovuto chiudere le proprie porte al pubblico: “la pandemia COVID-19 e il potenziale impatto sulla sicurezza dei nostri visitatori, artisti, personale e la comunità più ampia rimangono la nostra priorità assoluta. E così, in linea con gli ultimi consigli delle autorità governative, la Biennale di Sydney chiuderà le sue mostre pubbliche da martedì 24 marzo 2020 fino a nuovo avviso”, di legge in una nota stampa della Biennale. 

LA BIENNALE DI SYDNEY 2020 APRE ONLINE 

Nonostante la chiusura delle sue mostre, la Biennale continuerà a rimanere aperta su Internet: “continueremo ad adattarci e a reinventarci di fronte a questa crisi globale. Le nostre porte si chiudono a Sydney e si apriranno online per tutti, ovunque nel mondo. Rimaniamo fermamente impegnati verso gli artisti e le comunità passando a un programma digitale”, continua la nota stampa. Gli organizzatori infatti hanno annunciato che sarà avviata una collaborazione con Google Arts & Culture, per creare “una Biennale virtuale che darà vita alla mostra e ai programmi attraverso contenuti live, walk-through virtuali, podcast, domande e risposte interattive e tour curati. La Biennale rimane guidata dagli artisti e consentirà loro di aprire la strada nel rispondere alle urgenti questioni sociali, politiche e ambientali che stiamo affrontando oggi”. Che la soluzione adottata dalla Biennale di Sydney possa essere di esempio anche per le biennali di prossima inaugurazione? 

– Desirée Maida

www.biennaleofsydney.art

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.