“Se non ci sostenete, non sopravviveremo”. Lettera aperta dei galleristi di New York ai politici

L’alleanza delle gallerie NADA indirizza ai funzionari di New York una lettera aperta per chiedere misure specifiche pensate per supportare le piccole e medie gallerie della città durante il lockdown da pandemia

NADA New York Skylight Clarkson Square in Manhattan. ph. Casey Kelbaugh & NADA New York
NADA New York Skylight Clarkson Square in Manhattan. ph. Casey Kelbaugh & NADA New York

“Gallerie d’arte, spazi espositivi gestiti da artisti e senza scopo di lucro in tutta la città di New York sono stati duramente colpiti dal recente rallentamento dell’economia globale a causa dell’epidemia da Coronavirus. Quasi tutti hanno dovuto annullare o rinviare mostre, performance e altri eventi nei loro spazi espositivi fisici. Queste aziende sono effettivamente chiuse, incapaci di incontrare i clienti o accedere al loro inventario, limitando in modo significativo le ore in cui sono regolarmente aperte al pubblico e posticipando o annullando la partecipazione pianificata alle prossime fiere d’arte locali, regionali e internazionali. L’annullamento di questi eventi sta causando la perdita di entrate a tutti i livelli del settore e continuerà a farlo nell’immediato futuro, nel corso dell’anno e fino a quando la pandemia non si sarà stabilizzata”. È questo l’incipit della lettera aperta che NADA – New Art Dealers Alliance ha pubblicato su Change.org indirizzata ai funzionari di New York (il sindaco Bill de Blasio, il governatore Andrew Cuomo, i senatori Chuck Schumer e Kirsten Gillibrand, il Consiglio di New York e la New York State House) per chiedere provvedimenti che possano supportare le piccole e medie gallerie della Grande Mela durante il lockdown causato dalla pandemia.

NADA New York Skylight Clarkson Square in Manhattan. ph. Casey Kelbaugh & NADA New York
NADA New York Skylight Clarkson Square in Manhattan. ph. Casey Kelbaugh & NADA New York

LA LETTERA APERTA DI NADA AI FUNZIONARI DI NEW YORK

“La maggior parte delle gallerie d’arte sono piccole imprese con lavoratori dipendenti, reti di artisti, nonché dipendenti freelance e a contratto che fanno affidamento sui ricavi generati dalle vendite delle gallerie”, continua la lettera. “La continua perdita di entrate dovuta alla pandemia in atto renderà sempre più difficile per queste aziende supportare i loro dipendenti a tempo pieno, part-time e a contratto, nonché i loro artisti. Senza il sostegno finanziario del governo locale, statale e federale, queste aziende non saranno in grado di pagare i propri dipendenti, sostenere gli artisti che rappresentano, pagare le loro bollette e pagare i loro affitti e/o mutui negli spazi in cui essi operano. Se non viene intrapresa alcuna azione, queste attività non sopravvivranno e molti artisti rimarranno senza un sistema di supporto”. Lo scorso 8 marzo, il sindaco Bill de Blasio ha lanciato due iniziative di soccorso per le piccole imprese di New York, il NYC Employee Retention Grant Program e il NYC Small Business Continuity Fund, che hanno però requisiti di ammissibilità molto specifici e che non consentono a molte piccole imprese di aderire, tra cui “dimostrare che l’epidemia di COVID-19 ha causato almeno una riduzione del 25% delle entrate”. Come scritto nella lettera aperta, “le gallerie d’arte, come molte piccole imprese, non generano entrate attraverso un flusso prevedibile di vendite di beni come fanno altri negozi al dettaglio, bar e ristoranti. Generano i loro redditi attraverso fatture commerciali, il che rende le loro entrate irregolari e dipendenti da un flusso di pagamenti fluttuante”.

LE GALLERIE D’ARTE DI NEW YORK OLTRE IL CORONAVIRUS

Per queste ragioni, l’“alleanza delle gallerie” chiede misure specifiche pensate per gli spazi espositivi, con concessioni, esenzioni e momentanei blocchi di pagamenti di mutui e utenze, che possano aiutare le gallerie a resistere durante il lockdown e tornare a essere protagoniste attive della vivace vita culturale di New York: “come molte aziende locali di proprietà indipendente, le gallerie d’arte sono una parte insostituibile del paesaggio culturale di New York City. Attraverso le loro mostre ed eventi, questi spazi offrono un servizio pubblico gratuito per molte comunità in tutta la città. Come luoghi comuni per la cultura, contribuiscono alla reputazione di New York come destinazione entusiasmante per i turisti da visitare e contribuiscono a rendere la città un’opzione competitiva per le imprese di ogni settore”.

– Desirée Maida

www.newartdealers.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.