The Medici Game. Arriva il videogioco ambientato a Palazzo Pitti

È in fase di sviluppo e sarà pubblicato in autunno su tutte le piattaforme mobili. Protagonista del gioco sarà una storica dell’arte alle prese con un mistero da risolvere. Ecco le prime immagini.

The Medici Game
The Medici Game

Il team di TuoMuseo, agenzia pluripremiata responsabile del successo di titoli come Father and Son, realizzato per il Museo Archeologico di Napoli, e Past for future, dedicato al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, sta per rilasciare un nuovo videogame a tema culturale. The Medici Game. Murder at Pitti Palace sarà disponibile in autunno per i formati mobili (cellulari e tablet) e verrà pubblicato sui principali store digitali nelle versioni iOS e Android in italiano, inglese, spagnolo, russo, portoghese, cinese e giapponese.
Lo scenario in cui si ambienta la storia, come si evince dal titolo, è la reggia medicea di Palazzo Pitti a Firenze, mentre l’idea è stata proposta e prodotta dalla casa editrice Sillabe, già promotrice di una serie di giochi da tavolo dedicati alla città e ai suoi musei (Firenzopoli. Le chiavi della città, MemoUffizi, Il mercante in fiera dell’arte), in partnership con Opera Laboratori Fiorentini – Civita e Gallerie degli Uffizi.
Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, che ha dimostrato in passato di apprezzare il marketing non convenzionale, ha commentato: “è un’iniziativa fantasiosa per interessare il pubblico più giovane e avvicinarlo ai nostri musei, offrendo spunti innovativi per appassionarsi al nostro patrimonio culturale. L’incontro con l’arte e la bellezza avviene così attraverso il gioco, strumento didattico potentissimo”.

STORIA DELL’ARTE PER DETECTIVE

Attualmente in fase di sviluppo, The Medici Game sarà un’avventura di genere investigativo. Protagonista della storia è una giovane storica dell’arte di nome Caterina, che si trova coinvolta in un misterioso caso di omicidio mentre visita la Reggia. Le ambientazioni, riprodotte fedelmente in grafica digitale usando come base di partenza una serie di immagini fotografiche, sono alcune delle più famose stanze del Palazzo: la Sala Bianca, la Sala di Saturno – dove è esposto l’autoritratto di Raffaello –  e quella di Prometeo, oltre ad alcuni scorsi del giardino di Boboli e la Grotta del Buontalenti. Per risolvere l’enigma, e uscire sana e salva dall’avventura, Caterina dovrà unire le sue conoscenze storico-artistiche all’abilità da detective, risolvendo una serie di enigmi che portano il giocatore alla scoperta dei segreti dell’antico palazzo. Anche se il gioco ancora non è uscito, Caterina ha già un profilo Instagram (caterina_florence92), dove posta foto e immagini, come fosse un personaggio reale.
Il fondatore di TuoMuseo, Fabio Viola, ha commentato: “la possibilità di ambientare un video gioco in una location ricca di storia e fascino come Palazzo Pitti ha fornito a game designer, artisti e sviluppatori un’occasione unica a livello creativo. Opere d’arte, decori, mobilio e persino pareti interpretano un ruolo da co-protagonisti in un’avventura avvincente e misteriosa che racconta parte della storia del Palazzo”.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.