Una vita per la moda. La collezione Schreier in mostra al Costume Institute del Met a New York

La vita di una storica della moda diventa una mostra al Met di New York. Ecco le immagini e il racconto

Sandy Schreier
Sandy Schreier

Dopo Camp: Notes on Fashion, il Met annuncia il prossimo mega show del suo Costume Institute, che sarà costruito intorno alla raccolta della più importante collezionista americana di alta moda. Pursuit of Fashion: The Sandy Schreier Collection presenterà circa 80 dei 165 pezzi promessi da Sandy Schreier in dono al Met. Abiti di Cristóbal Balenciaga, Paul Poiret, Gilbert Adrian e Charles James; capispalla di Georges Lepape per Poiret, Zandra Rhodes e Maria Monaci Gallenga; ma anche creazioni di Mariano Fortuny e Karl Kagerfeld e accessori di Stephen Jones e Phillip Treacy.

LA COLLEZIONISTA SANDY SCHREIER

A metà del secolo scorso, Schreier raggiungeva New York dalla nativa Detroit, e aggirandosi per le sale del Metropolitan, pare abbia detto suo marito Sherwin: “un giorno i miei pezzi di moda saranno qui con tutti questi splendidi dipinti e sculture”. Nel mondo della moda Sandy Schreier c’è cresciuta. Quando il dep store di Manhattan Russeks nel 1930 decide di aprire una filiale a Detroit, il padre di Sandy viene inviato a dirigere il settore dedicato alle pellicce. È lì che le mogli dei magnati del settore automobilistico faranno acquisti senza necessariamente spostarsi sino a Parigi. Niente asilo nido il sabato per Sandy, che a partire dai 3 anni segue al lavoro papà e seduta ad un tavolino si diverte a sfogliare riviste mostrando un entusiasmo che contagia anche le clienti; presto infatti comincia a ricevere abiti d’alta moda indossati una sola volta: le venivano recapitati dagli autisti delle riccone di Detroit ancora nelle loro scatole originali di Lanvin o di Chanel.

LA PIÙ GRANDE COLLEZIONE DI MODA AL MONDO

Ottanta anni dopo, quella di Sandy Scheier può essere considerata la più vasta collezione privata di alta moda esistente: raccoglie almeno 15.000 pezzi tra abiti, accessori e disegni made in France e made in Usa. Sandy Schreier non li ha mai indossati, li ha raccolti questo sì, ma unicamente come apprezzamento di questa forma di espressione.

– Aldo Premoli

New York // dal 27 novembre 2019 al 17 maggio 2020
Pursuit of Fashion: The Sandy Schreier Collection
Anna Wintour Costume Institute Metropolitan Museum of Art

https://www.metmuseum.org/exhibitions/listings/2019/in-pursuit-of-fashion-the-sandy-schreier-collection

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.