A Gorizia gli artisti lavorano con le aziende del territorio all’insegna della circolarità degli scarti industriali

Al centro del progetto ci sono quattro artisti del Friuli Venezia Giulia e altrettante realtà produttive locali che mettono in crisi la distinzione tra creazione artistica e produzione industriale

Che cosa significa “The Matter Loop”? Il titolo della mostra ospitata a Gorizia intende la materia non più (o non solo) come risorsa da consumare e scartare, ma elemento in continuo movimento, capace di trasformarsi, rigenerarsi e acquisire nuovi significati. È un ciclo, appunto (di produzione, uso, abbandono e rinascita) che qui viene osservato e reinterpretato attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea.

La mostra “The Matter Loop” a Gorizia tra arte e impresa

Fino al 26 aprile 2026, infatti, negli spazi di Via Rastello allestiti dall’Associazione QuiAltrove, il progetto curato da Vincenzo Alessandria è un dispositivo di relazione tra artisti e imprese, un laboratorio che mette in crisi la distinzione tra creazione artistica e produzione industriale. Inserita nel programma “Arte per il pianeta”, l’iniziativa – al centro del palinsesto condiviso con Nova Gorica Capitale Europea della Cultura – riflette sulle trasformazioni contemporanee. “Con QuiAltrove immaginiamo l’arte contemporanea come un dispositivo capace di entrare dentro i processi reali, attraversare i territori e attivare relazioni. The Matter Loop nasce da qui: dalla convinzione che l’innovazione non riguardi soltanto la tecnologia o l’efficienza, ma anche la capacità di produrre nuove interpretazioni del presente. L’arte, per noi, è uno strumento di comprensione della complessità: rende visibili dinamiche che spesso sfuggono allo sguardo, come quelle che legano produzione, consumo, scarto e trasformazione. In questo progetto la materia non è ciò che resta, ma ciò che può ancora accadere. E proprio in questa possibilità si apre una riflessione più consapevole sul rapporto tra impresa, creatività e sostenibilità”, racconta ad Artribune Fabiana Vidoz.

A Gorizia c’è una mostra che invita artisti contemporanei a collaborare con imprese del territorio

Al centro l’incontro tra quattro artisti del Friuli Venezia Giulia e altrettante realtà produttive locali, che hanno messo a disposizione i propri residui industriali (tessili, metallici, organici ed elettronici) per la realizzazione di nuove narrazioni visive. “The Matter Loop si legge a partire da un dato essenziale: qui la materia non è un punto d’arrivo ma l’origine del processo. Il dialogo tra artisti e aziende dà forma a opere che nascono da scarti, procedure e competenze specifiche, portando in primo piano ciò che normalmente resta sullo sfondo della produzione. Residui organici, tessili, sintetici e metallici entrano nel lavoro come materiali già segnati, portatori di una storia e di una funzione precedente che viene riattivata. In questo scambio il lavoro prende una direzione imprevista, si apre e si trasforma, lasciando che pratica e ricerca si ridefiniscano continuamente e trovino un terreno comune. L’allestimento rende questo passaggio immediatamente percepibile. La dimensione materica non si presenta come effetto ma come linguaggio fatto di superfici segnate, stratificazioni, innesti e variazioni luminose che restituiscono il processo senza bisogno di mediazioni. È proprio questa evidenza fisica del processo, così esposta e leggibile, a tenere insieme la mostra e a chiarirne fin da subito l’impianto”, aggiunge il curatore Vincenzo Alessandria.

Gli artisti e le imprese coinvolte in “The Matter Loop” a Gorizia

Per l’occasione, Giulia Maria Belli lavora con gli scarti tessili messi a disposizione da Braida Srl SB, storica azienda del Distretto della Sedia. La sua installazione si sviluppa come una grande superficie cucita, fatta di frammenti che si aggregano senza perdere la propria individualità. Il tessuto, segnato da interventi pittorici a cera, si trasforma in una sorta di archivio emotivo: immagini affiorano e si dissolvono, mentre sagome umane sospese instaurano una relazione silenziosa. Qui lo scarto non è residuo, ma traccia di vite e gesti, memoria condivisa che si fa racconto. Con Nicola Facchini, in dialogo con Postir Srl, la riflessione si sposta sulla dimensione del tempo e della permanenza. Le lastre di ottone recuperate diventano superfici sensibili su cui si depositano immagini serigrafiche: interni domestici, nature morte, frammenti di quotidianità. L’ossidazione del metallo e le imperfezioni del supporto interferiscono con la leggibilità, rendendo ogni immagine instabile, quasi trattenuta. È una pittura che si confronta con la durata, dove la materia conserva una doppia memoria.

Anna Marzuttini, collaborando con la Cooperativa Contea, introduce invece una dimensione organica. Tronchi e rami provenienti dalla manutenzione del verde urbano vengono riassemblati in una struttura installativa attraversabile, un paesaggio che oscilla tra naturale e artificiale. Gli interventi pittorici e scultorei non impongono una forma, ma seguono le tensioni intrinseche del legno, lasciando emergere una riflessione sul rapporto tra azione umana ed ecosistema. La materia qui non viene trasformata radicalmente, ma accompagnata in una nuova possibilità di esistenza. Infine Kristian Sturi, insieme a Infostar Group Srl, lavora con materiali elettronici dismessi, presentando un’opera che mette in cortocircuito tecnologia e immaginario simbolico. La sua installazione, strutturata come una bifora contemporanea, ospita elementi tecnici, come dissipatori e componenti circuitali, trasformati in icone. Le scariche generate da bobine di Tesla attraversano lo spazio, creando connessioni luminose tra una figura umana e una animale. E le opere, al termine della mostra, torneranno alle aziende che hanno fornito i materiali. Un gesto che chiude un percorso ideale e inedito, riportando la materia, ormai trasformata, nei luoghi della produzione, ma con un valore completamente diverso.

Caterina Angelucci

The Matter Loop
The Circle, via Rastello 23 e 91, Gorizia
Fino al 26 aprile 2026
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Caterina Angelucci

Caterina Angelucci

Caterina Angelucci (Urbino, 1995) vive e lavora a Milano. È laureata in Lettere Moderne con specializzazione magistrale in Archeologia e Storia dell’arte. Oltre a svolgere attività di curatela indipendente in Italia e all'estero, dal 2018 lavora come giornalista per testate…

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