La grande artista che ha disegnato preziosissimi anelli per un brand italiano ispirandosi ai granchi

C’è un sodalizio inedito con l’artista californiana Pae White dietro alla realizzazione della collezione di anelli in edizione limitata (20 pezzi in tutto) della Maison milanese Vhernier, da oltre 40 anni al lavoro su gioielli di design che diventano architetture da indossare

Anche il gioiello d’artista ha trovato spazio nei giorni di lancio della Biennale di Venezia. E in un contesto decisamente congeniale a promuovere il sodalizio tra l’alto artigianato e l’arte contemporanea, in particolare sintonia con il tema della 61. Esposizione Internazionale d’Arte indicato da Koyo Kouoh, volto a valorizzare la coralità dell’atto creativo e il lavoro delle maestranze.

La collaborazione tra Maison Vhernier e Pae White

La sinergia in questione è quella tra la Maison Vhernier e l’artista multidisciplinare americana Pae White (Pasadena, 1963), che con l’atelier del brand milanese, dal 1984 impegnato a tracciare la strada della gioielleria innovativa con creazioni scolpite a mano, ha collaborato disegnando una collezione di gioielli in edizione limitata, ispirata ai ritmi organici della natura, presentata a Venezia a Palazzo Soranzo Van Axel (dopo l’anteprima losangelina di febbraio scorso, ospitata in casa del collezionista Eugenio Lopez). White, lavorando tanto con materiali naturali che artificiali, ha sempre concentrato la sua ricerca sulla possibilità di intercettare l’effimero: il tempo, la luce lunare, i canti degli uccelli, il riflesso. Concentrandosi sul modo in cui vediamo e interpretiamo il mondo, in piccoli lavori e in installazioni su grande scala.

Isabella Traglio, Head of Design e R&D di Vhernier Group e l’artista americana Pae White
Isabella Traglio, Head of Design e R&D di Vhernier Group e l’artista americana Pae White. Courtesy Vhernier

Un sodalizio nato nel segno del granchio

L’ispirazione per gli anelli realizzati per Vhernier arriva dal mondo marino, dall’osservazione delle conchiglie e dei granchi trovati sulla costa californiana: un granchio stilizzato in bronzo, del resto, si ritrova sulla maniglia del flagship store milanese della Maison, a rivelare una potenziale sintonia stabilitasi ancor prima di iniziare a collaborare. Nel 2023, durante una visita alla galleria Kaufmannrepetto di Milano (che in Italia rappresenta il lavoro di White), l’artista ebbe modo di notare questo dettaglio. Da tempo, White immaginava di creare gioielli ispirati ai mondi del mare, e così è partito il lavoro sull’architettura dell’esoscheletro del granchio, per produrre innumerevoli variazioni sul tema da ricreare con gemme preziose e metalli.

L’alto artigianato al servizio dell’arte contemporanea

Nell’approcciarsi alla realizzazione di questa collezione inedita, però, White si è aperta al confronto con i maestri artigiani di Vhernier, esperti nella tecnica delle Trasparenze, processo attraverso il quale il cristallo di rocca viene sovrapposto a materiali preziosi per creare effetti di ingrandimento e una sorta di “sospensione” determinata dai giochi di luce. Anche su questo punto, l’artista, affascinata dal catturare il colore in movimento, ha rintracciato una comunione di intenti. “Sono stata a Valenza e questi piccoli laboratori artigiani mi hanno colpito” ci ha raccontato “sono degli autentici scrigni, dei tesori”.

Pae White per Vhernier. Photo Erdna Creative
Pae White per Vhernier. Photo Erdna Creative

La collezione di anelli Vhernier in edizione limitata

Tutto questo si è tradotto in creazioni che integrano – con incastonature invisibili – madreperla abalone (materiale di cui i granchi si nutrono in natura), giada, cristallo di rocca, zaffiri, diamanti nell’oro bianco. Dieci diversi anelli – ognuno limitato a due pezzi – accomunati dal movimento, tutti sormontati da un cristallo di rocca che, come una lente, amplifica i colori sottostanti e rifrange la luce, evocando un luccichio quasi acquatico. A confermare l’approccio di Vhernier all’alta gioielleria, esplorata innanzitutto come un fatto di design che nasce dal trattamento qualificato dei materiali preziosi, ispirato dalla scultura, dall’architettura e della natura (con il gioiello che diventa un’architettura da indossare). I venti anelli unici della collezione firmata da Pae White si collocano, dunque, a metà strada tra alta gioielleria e opera d’arte contemporanea: ogni pezzo è stato costruito intorno alla pietra, seguendone la curvatura naturale, con la struttura in oro sviluppata attorno alla superficie curva. Alcuni dettagli sono stati saldati, rifiniti e incastonati interamente a mano, con una lavorazione complessiva che ha richiesto test continui, ripartenze, aggiustamenti, verifica maniacale delle proporzioni e delle saldature, prima di raggiungere l’effetto desiderato. Al tempo stesso, questo sodalizio inedito rappresenta il debutto nel mondo dell’alta gioielleria dell’artista californiana, che nel 2017 era già intervenuta a Venezia con la realizzazione di una grande muro colorato in vetro riflettente, sull’Isola di San Giorgio Maggiore.

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