Nuove narrative domestiche: gli studenti della Marangoni collaborano con Moroso

La luna, la fisica quantistica, l’abbraccio, la saudade: i progetti presentati dagli studenti del Master di Design rivelano molteplici fonti di ispirazione che riscrivono le regole dello scenario domestico. La mostra è visitabile fino al 30 agosto 2021.

Cretto, Silvio Pompei
Cretto, Silvio Pompei

È stato presentato all’Istituto Marangoni di Milano il progetto svolto dagli studenti del Master in Product & Furniture Design in collaborazione con la celebre azienda del Made in Italy Moroso, confluito nella mostra Moroso. New Domestic Narratives. Il titolo è ispirato al “design narrativo”, un termine coniato dal compianto maestro Alessandro Mendini e riferito a un oggetto capace di toccare non solo la sfera sensoriale e pragmatica, ma anche quella emotiva. Una funzione che diventa ancora più significativa nel rinnovato contesto domestico, che dalla pandemia in poi è diventato per molti studio, luogo di lavoro, di svago, di ritrovo, di solitudine o di condivisione; uno spazio che occupiamo per la gran parte della nostra giornata, condensando al suo interno la nostra sfera privata e quella professionale. A questa grande sfida della contemporaneità cercano di trovare una risposta i lavori degli studenti di Istituto Marangoni, che sono stati guidati in questo percorso dalla designer Elena Salmistraro in qualità di Art Director & Brand Ambassador di Moroso.

Saudade, Mariana Prestes
Saudade, Mariana Prestes

LA MOSTRA DELL’ISTITUTO MARANGONI CON MOROSO

La cosa che più mi ha catturato dei progetti è stato un immaginario molto libero e molto diverso dai canoni tradizionali a cui siamo abituati, proiettato nell’immediato futuro e rivolto ai comportamenti umani”, ha spiegato la Art Director Patrizia Moroso durante l’evento di presentazione. “Lo spazio domestico viene inteso in tutti i progetti come un elemento quasi scenografico. Penso che tutti i giovani abbiano in questo momento un’idea del loro futuro in qualche modo ottimista, una scena in cui vivere, la migliore e più bella possibile. E che non abbia i soliti limiti: la casa borghese è ampiamente superata, e anche distrutta. I progetti hanno forme molto libere e i pensieri sono curiosi e interessanti”.

LOOP, Alice Ballabio
LOOP, Alice Ballabio

LA MOSTRA DELL’ISTITUTO MARANGONI: I LAVORI ESPOSTI

Molteplici sono le fonti a cui si sono ispirati i giovani designer presenti in Moroso. New Domestic Narratives: dalla teoria quantistica in loop, da cui proviene la seduta Loop di Alice Ballabio, alla grafica digitalizzata di Phygital di Riccardo Cioffi. Ricorrente, invece, è l’ambito dell’emotività e del calore umano, probabilmente a causa della mancanza di contatto che ha caratterizzato l’anno pandemico: lo dimostrano i progetti Hug – dalle forme curve e morbide – di Bianca Ferretti, Saudade (ispirato alla parola portoghese della nostalgia, raffigurata come un’onda) di Mariana Gomes Prestes, Mood di Lourdes Castro, ispirato dall’influenza della luna sull’umore e anche Cretto, di Silvio Pompei, il divano che con il tempo cambierà texture nei punti di maggiore usura, a rappresentare la ricchezza e il valore – da preservare – che gli oggetti acquisiscono nel tempo.

– Giulia Ronchi

https://www.istitutomarangoni.com/it 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.