Osservatorio Salone. 4 iniziative da non perdere

Quattro iniziative da non mancare nel cuore della Design Week milanese. Fra materiali inattesi e luoghi di grande fascino.

1. DRAGA & AUREL

Draga & Aurel, Transparency Matters. Jud Lamps

Draga Obradovic, fashion designer, viene dalla Serbia (Cacak, 1964); Aurel Basedow, diplomato in Belle Arti ed esperto di ebanisteria, dalla Germania (Monaco, 1963). Dal 2007 formano un duo affiatato, con base a Como. Le loro esperienze? Meticciate da pittura, cinema, moda, musica, e proprio la difformità dei background ha permesso loro di raggiungere esiti espressivi molto originali. Lo studio Draga & Aurel si connota per un ventaglio di proposte che vanno dal mobile al textile fino all’interior design.
Amano il vintage, che reinventano in pezzi bespoke, spesso in esemplare unico, ma hanno collaborato anche con aziende come Baxter o Wall&Deco. Ricerca e sperimentazione sono le due parole chiave che si esplicano nelle loro coloratissime proposte presentate per la Design Week milanese presso la sede di h+, in via Varese 12. I materiali privilegiati sono resina, vetro fuso, bronzo, tessuto dipinto. La collezione Trasparency Matters, fra cui spicca Jud, comprende wall light esplicitamente dedicate al Minimalismo di Donald Judd.

Milano // dal 9 al 14 aprile 2019
via Varese 12
http://dragaobradovic.com
http://accapiu.com/

2. HAAS BROTHERS

Haas Brothers, Boite Lynda con quattro piatti, edizione limitata per L’Objet

Haas Brothers, coppia di gemelli-designer trentenni che in questi ultimi anni ha fatto parlare di sé per le collaborazioni con Lady Gaga, Donatella Versace e l’architetto Peter Marino, ora debutta in Italia, con il luxury brand L’Objet. Simon e Nikolai, originari del Texas e di stanza a Los Angeles, sono diventati acclamati designer non solo di oggetti, ma anche di interni di hotel, case private, boutique. Ispirati dalle creazioni di Ralph Bakshi, animatore cinematografico statunitense, hanno inventato uno stuolo di oggetti onirici che guardano al mondo animale, con frequenti rimandi all’erotismo e a un primordio rivissuto con humour e follia. All’ultima Art Basel Miami hanno presentato – con Elad Yifrach, creative director di L’Objet – uno scenografico progetto ispirato al Joshua Tree (tableware, home décor, tessuti, fragranze), di cui alcuni pezzi – porcellane per la tavola e non solo, rigorosamente handmade, con corna e zoccoli in oro e platino ‒ giungono ora da Dilmos, a Milano.

Milano // dal 9 al 14 aprile 2019
piazza San Marco 1
www.thehaasbrothers.com
http://dilmos.it/

3. RIFLESSO BOTANICO

Riflesso Botanico. Courtesy Bastianello Costa Marchetti Fabro

Nel cuore della vecchia Milano ha sede lo Studio d’Architettura bastianello/costa/marchetti/fabro, fondato una quindicina d’anni fa dagli architetti Marta Bastianello, Ludovica Costa, Francesca Marchetti, Anna Fabro. La location è prestigiosa: Palazzo Belgioioso, in via Morigi 9. Qui, fra mura cariche di storia, gli amanti della casa habillé, in cui arte, décor e design si intrecciano strettamente, possono assaporare, per contrasto, accostamenti quanto mai contemporanei: da un lato le carte da parati di Elena Carozzi, pittrice e decoratrice d’interni, dall’altro le lampade di Angela Ardisson, dedita alla rivisitazione del vintage. Il progetto, intitolato Riflesso botanico, vede dunque nelle sale affrescate dello Studio carte di soggetto naturalistico dipinte a tecnica mista da Carozzi – e talvolta impreziosite di ricami ‒ illuminarsi di inattese sfumature grazie alle luci minimaliste di Ardisson

Milano // dal 10 al 14 aprile 2019
via Morigi 9
www.morigi9.it

4. VITO NESTA

Vito Nesta, schizzo preparatorio. Courtesy l’artista

Vito Nesta (Corato, 1987), designer pugliese di nascita ma milanese d’adozione, allestisce durante la Design Week la sua prima personale intitolata Musica da viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi, a cura di Annalisa Rosso, direttore di Icon Design.
Scenario delle sue inedite installazioni site specific, il Grand Hotel et de Milan, in via Manzoni 29, e, in particolare, le stanze che furono abitate a fine Ottocento dal celebre compositore. Leitmotiv dell’intervento, l’applicazione di pelli Bonaudo ‒ azienda leader nella produzione di pelle di alta qualità ‒ alle pareti dei piccoli ambienti che, come stazioni di un percorso interiore, sono costruiti all’interno delle sale e che, con i loro colori vividi, rimandano, per armonia o contrasto, a composizioni musicali. Nesta, che ama l’interdisciplinarietà e gli intrecci evocativi, e, soprattutto, è cultore delle eredità artigiane, con l’utilizzo della pelle chiarisce una delle sue qualità più spiccate: la sensibilità per materiali naturali dai saperi antichi.

Milano // dal 9 al 14 aprile 2019
via Manzoni 29
http://vitonesta.com/
www.grandhoteletdemilan.it

Alessandra Quattordio

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #48 ‒ Speciale Design 2019

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AutoreVito Nesta
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Alessandra Quattordio
Alessandra Quattordio, storica dell’arte e giornalista indipendente, ha esordito a fine Anni Settanta come curatrice dei cataloghi d’arte e fotografia editi dalla Galleria del Levante a Milano. Dopo la laurea in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano, inizia a collaborare a riviste - fra cui D’Ars, Flash Art, Arte, Arte In, Meridiani - e a pubblicazioni del settore. Cura la presentazione di artisti e mostre, attività ancora oggi svolta. Ha insegnato Storia del Gioiello all’Istituto Europeo di Design, all’Istituto Superiore di Architettura e Design (ISAD) e al Politecnico di Milano. È stata a lungo caposervizio presso le Edizioni Condè Nast. In particolare, dal 1999 al 2015 presso AD Architectural Digest, occupandosi di arte, fotografia, design, interior e design del gioiello.