Object & Thing, la nuova fiera d’arte e design durante Frieze New York 2019

In programma durante l’art week newyorkese di maggio, la nuova fiera inaugurerà a Brooklyn ed è dedicata agli oggetti e alle “cose” di design del XX e XXI secolo. Ecco come sarà la prima edizione di Object & Thing

Brooklyn
Brooklyn

Chiusi da pochi giorni i battenti dell’art week capitanata dall’Armory Show, New York si prepara alla prossima settimana dell’arte che vede protagonista, stavolta, Frieze Art Fair. L’appuntamento è fissato ai primi di maggio, e tra le fiere che costelleranno la programmazione di Frieze, è prevista anche una new entry: si tratta di Object & Thing, rassegna dedicata agli oggetti e alle “cose” d’arte e design del XX e del XXI secolo che si svolgerà al 99 Scott di Brooklyn.

LA NUOVA FIERA OBJECT & THING A NEW YORK

Fondata da Abby Bangser, ex direttore artistico di Frieze Art Fairs per le Americhe e l’Asia, Object & Thing “reinventa il concetto di arte e design riunendo entrambe le discipline attraverso un focus sull’oggetto”, si legge sul sito della fiera. Object & Thing si svolgerà tra il 3 e il 5 maggio 2019 al 99 Scott di Brooklyn, uno spazio di oltre 400 metri quadrati che ha già ospitato eventi artistici e sfilate di moda.  In particolare, la rassegna si contraddistingue per non utilizzare stand espositivi: i galleristi, 32 in tutto quelli che parteciperanno alla prima edizione, presenteranno le opere in una grande mostra senza interruzioni, e gli oggetti esposti, oltre 200, avranno un costo compreso tra i mille e i 50 mila dollari. Restando in tema di prezzi, altra caratteristica della fiera è che agli espositori non viene chiesta una tassa di partecipazione, ma solo una commissione sulle vendite. “Ho cercato di far cadere più barriere possibili per consentire a gallerie di diverse dimensioni e statura di partecipare”, ha dichiarato Bangser ad ARTnews. E tra le gallerie partecipanti, spiccano i nomi di Hauser & Wirth, Pace, Blum & Poe.

LA SEZIONE SHOP DELLA OBJECT & THING FAIR

Oltre alla main section costituita da 32 gallerie, la fiera si compone di una seconda sezione, The Shop, che comprende 9 boutique di design. Qui saranno messi in vendita oggetti per la casa, articoli funzionali e decorativi a un prezzo inferiore a 100 dollari. “Attraverso questi diversi format, Objet & Thing offrirà un’esperienza d’acquisto arricchente e accessibile per il collezionista di arte e design, ma anche al visitatore occasionale”, si legge ancora sul sito della fiera. “The Shop”, aggiunge Abby Bangser, “riunirà una comunità di persone che normalmente non viene richiamata. La fiera è stata organizzata come un luogo molto accessibile e invitante”.

LE FIERE “ACCESSIBILI”. ART BASEL E LE ALTRE

La soluzione adottata da Object & Thing – ovvero chiedere agli espositori una commissione sulle vendite e non, come accade usualmente, una tassa di partecipazione – amplia la riflessione, negli ultimi tempi sempre più dibattuta, sul tema dei modelli di business adottati dalle fiere per contrastare la crisi economica. La prossima edizione di Art Basel, per esempio, si contraddistinguerà per un’importante novità, ovvero la “scala mobile” adottata sui costi di partecipazione degli espositori: alle gallerie più piccole sono state proposte tariffe più vantaggiose rispetto al passato, mentre le gallerie più grandi sono state tassate maggiormente, proprio per sostenere quelle più giovani. Non mancano poi le fiere alternative nate proprio per contrastare il sistema “ufficiale”: in occasione dell’ultima art week di Basilea, ha fatto il suo debutto Frame, fiera nata dalla cooperazione di 13 gallerie che hanno deciso di fare squadra per contrastare – dicono – le “sopraffazioni” organizzative ed economiche dei colossi fieristici, perché “le fiere d’arte non sono strutturate per soddisfare le nostre esigenze”, dichiarava il gallerista e co-fondatore di Frame Bertrand Scholler. “È diventato troppo costoso, quindi stiamo cercando di sviluppare nuovi modi per consentire alle gallerie di diventare più potenti sul mercato”. Segue la stessa visione anche un’altra fiera, inaugurata a Los Angeles, in occasione del debutto californiano di Frieze: si tratta di Felix, nata dall’idea di un collezionista d’arte contemporanea che ha promesso alle gallerie che hanno esposto alla rassegna costi di partecipazione contenuti.

– Desirée Maida

www.object-thing.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.