Art Basel abbassa i prezzi degli stand a favore delle giovani gallerie. Altre fiere la imitano

Art Basel, accoglie la proposta di David Zwirner, ed introduce nuove tariffe per gli stand per sostenere le gallerie più giovani. Da oggi le gallerie più importanti pagheranno un prezzo maggiore rispetto alle più piccole. E le altre fiere cominciano ad adeguarsi…

Art Basel
Art Basel

I costi di partecipazione ai grandi eventi fieristici internazionali, talmente elevati da essere proibitivi per le piccole e medie gallerie a cui è di fatto escluso l’accesso, sono da tempo uno degli argomenti di maggiore discussione nel sistema dell’arte. Il gap tra le fiere di primo livello (Art Basel, Frieze, Fiac, Armory, ecc.) e le altre è sempre più ampio. La conseguenza è una certa immobilità nella parte più alta della piramide che porta le fiere maggiori ad essere di fatto frequentate sempre dagli stessi grandi nomi come un club esclusivo cui è difficilissimo accedere. Una questione che è stata riportata alla ribalta, recentemente, da David Zwirner, gallerista con un nome che pesa nel sistema dell’arte internazionale, che, durante la conferenza del New York Times Art Leaders Network dello scorso aprile a Berlino, ha dichiarato che le gallerie più grandi come la sua dovrebbero pagare un prezzo più alto per sovvenzionare gli stand delle più piccole. Un suggerimento che è stato accolto da alcune fiere, in primis Art Basel. Ma è solo un atto di generosità? E soprattutto che tipo di cambiamenti può portare alla lunga questo nuovo asset economico?

Art Basel 2018, Unlimited
Art Basel 2018, Unlimited

LA POSIZIONE DI ART BASEL

Art Basel ha intenzione di intraprendere una serie di misure per alleggerire il carico economico per le gallerie minori introducendo una “scala mobile” per gli stand nella sezione principale. Non più lo stesso prezzo al metro quadro per tutti. A partire dalla fiera madre in Svizzera nel 2019, le gallerie più piccole pagheranno 760 franchi per metro quadrato, l’8% in meno rispetto al passato, mentre le grandi pagheranno 905 franchi al mq, con un aumento del 9%. Nel 2018, ad esempio, per partecipare ad Art Basel, tutte le gallerie hanno pagato una tariffa forfettaria di 830 franchi per metro quadrato. Non solo, la fiera ha anche bloccato l’aumento annuale del 5% sui prezzi degli stand. Questo stesso modello verrà applicato anche per gli stand ad Art Basel Miami Beach nel 2019 e a Art Base Hong Kong nel 2020. Un prezzo, dunque, differenziato in base all’importanza e alla grandezza della galleria che dovrebbe garantire maggiori possibilità di accesso alle altre. Una misura che sembra aver guadagnato ottimi consensi. Thaddaeus Ropac, tra i maggiori galleristi del pianeta, ha dichiarato che “Garantire l’accesso alle grandi fiere a gallerie più piccole con programmi ambiziosi è un ottimo segnale per l’intero sistema dell’arte“.

Art Basel 2018, Unlimited
Art Basel 2018, Unlimited

I PREZZI SI ABBASSANO IN TUTTE LE SEZIONI DELLA FIERA

Non solo nella sezione principale, Galeries, ma la diminuzione dei prezzi riguarda in proporzione anche i settori Statement – la parte della fiera che presenta progetti di artisti emergenti che concorrono per il Baloise Art Prize – e Features – la sezione della fiera dedicata agli artisti storicizzati. Il prezzo per partecipare a Statement passerà da 12.000 a 10.000 franchi; mentre uno stand nella sezione Features è stato ridotto da 25.000 a 20.000 franchi. Inoltre, nel settore principale, le gallerie collocate al piano superiore riceveranno un’ulteriore riduzione del 20% sul prezzo del loro metro quadro per il primo anno e uno sconto del 10% l’anno successivo. Certo i costi restano elevati e tanto ancora c’è da fare per arrivare a stabilire criteri di ammissione più equi, ma questa posizione rappresenta comunque un segnale importante. Una decisione, più che generosa, necessaria per garantire un giusto ricambio generazionale e soprattutto per limitare la competizione delle cosiddette fiere satellite, più accessibili nei prezzi, ma, con il tempo, diventate così di appeal che l’appellativo di secondario inizia a stare stretto.

LE ALTRE FIERE SI ADEGUANO

La fiera delle fiere, come sempre, segna una linea destinata ad essere seguita in scala da tutte le altre. Come Art Basel, anche Frieze ha stabilito una struttura tariffaria piramidale per il suo debutto a Los Angeles previsto per febbraio 2019. Frieze è da sempre una delle fiere più attente alle nuove proposte e alle giovani gallerie, dunque, non stupisce che sia stata una delle prime a dichiarare di voler seguire l’esempio di Art Basel. Esempio, in verità, reso attuabile da Fiac già per l’edizione 2018, che si terrà dal 18 al 21 ottobre: i prezzi sono diminuiti del 5,3% per il noleggio di spazi più piccoli mentre sono aumentati del 2,2% in media per i più grandi. Così, l’affitto di uno stand per la sezione “Lafayette“, dedicato alle gallerie emergenti, costa in media 290 euro al metro quadro. La nuova tipologia di prezzi al metro quadro, non più fissi, ma variabili sono un aiuto necessario ma probabilmente non sufficiente per permettere alle piccole e medie imprese di partecipare perché il prezzo di affitto di uno stand rappresenta solo una piccola parte dei costi totali: personale, alloggio, tasse, trasporto e assicurazione di lavori. È un buon inizio e siamo certi che questo esempio sarà seguito presto anche dagli altri.

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.