I nuovi orizzonti (grafici) della fiera miart. La campagna di comunicazione Horizon

Tra giochi di luce, intrecci di capelli, volti appena accennati e un ambiente en plein air, è stata presentata Horizon, la nuova campagna visiva che accompagnerà miart 2019 fino all’apertura al pubblico, il 5 aprile 2019.

Jonathan Frantini è stato il fotografo che, con l’Art Direction di Francesco Valtolina per Mousse Agency, ha dato voce a un racconto per immagini dal sapore cinematografico capace di celebrare il tema dell’arte come luogo di esplorazione, scoperta e mutamento. I protagonisti di questo racconto sono un gruppo di adolescenti immersi in uno scenario naturale e ritratti nell’arco di una giornata estiva, dall’alba al tramonto. Come un immaginario film sulla spontaneità con cui ci si affaccia alla vita adulta, questa campagna mette in scena l’adolescenza vista come momento di sperimentazione e audacia, suggerendo un parallelo con l’arte come orizzonte aperto sulle possibilità del futuro.

LA DIFFUSIONE

A partire da ottobre 2018 e fino all’apertura di miart, Horizon, questo il nome della campagna,occuperà piattaforme differenti e utilizzerà media diversi, fino ad interessare i linguaggi dell’immagine in movimento e dell’azione performativa, per raccontare le tante anime di miart: una fiera in cui storia e presente dialogano tra loro e che, attraverso opere che spaziano dai primi anni del ‘900 fino alle sperimentazioni più recenti, punta ad ampliare il proprio orizzonte cronologico di riferimento. E secondo ormai quella che è la cifra stilistica di miart – una fiera che da anni comunica attraverso campagne multimediali e tematiche – Horizon, come un gioco di riflessi, anticipa lo spazio in cui si muovono nuove visioni, come quella dell’acqua, che evoca la transizione da uno stato all’altro oltre che lo spazio del viaggio, dell’attraversamento e dell’ibridazione.

I SOCIAL

Un’attività di recupero, dunque, quella promossa da miart attraverso un racconto che esteticamente sembra essere partito da Instagram, per raccontare le tante anime di una fiera in cerca di attrarre una nuova (forse improbabile) generazione di giovanissimi collezionisti, o collezionisti di immagini (Instagrammer, Influencer etc). L’intento, ancora una volta, è quella di mantenere la propria identità modificandosi, presentando infine l’immagine di una fiera in cui storia e presente dialogano tra loro, dai primi anni del ‘900 fino alle sperimentazioni più recenti, in piena ricerca di nuovi orizzonti.

– Ginevra Bria

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Ginevra Bria

Ginevra Bria

Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

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