A Roma una villa storica diventa “parco sentinella” per monitorare clima e biodiversità

A Roma, nel quartiere Nomentano, il giardino di Villa Paganini è teatro di un progetto pilota di monitoraggio su biodiversità, qualità dell’aria, effetti dei cambiamenti climatici. Curata dallo studio di architettura Schiattarella Associati e da Marta Francocci, l’iniziativa è al centro di un incontro in cui interverrà anche il biologo Stefano Mancuso

Nel 2022, lo studio di architettura Schiattarella Associati di Roma ha spostato la propria sede da Piazza Mincio, cuore del quartiere Coppedè, a uno stabile affacciato sull’ottocentesco parco pubblico di Villa Paganini, quasi 25mila mq di verde nel Nomentano. Un trasferimento fisico accompagnato, fin dall’inizio, dalla volontà di sperimentare nuove forme di partecipazione e condivisione con la comunità locale e con la città. L’apertura nel 2024 della libreria-bistrot Shell – l’hub culturale sorto nei recuperati spazi di un’ex officina meccanica, a ridosso degli ambienti di lavoro dello studio stesso – ha dato piena realizzazione a tale proposito. Più recente, e sempre legata al medesimo quadrante urbano, è l’iniziativa Villa Paganini, un parco urbano nell’Antropocene, nata da un accordo fra Roma Capitale, CNR-IRET e ARPA Lazio, la cui ideazione e curatela si deve proprio allo studio Schiattarella Associati, con Marta Francocci. I primi risultati di questo progetto stanno per essere resi noti: l’occasione sarà l’incontro in programma mercoledì 16 settembre (alle 18; Largo di Villa Paganini 24, Roma. Per info e iscrizioni: [email protected]), seguito dall’intervento intitolato La città vivente del noto botanico e saggista Stefano Mancuso.

Roma, Villa Paganini. Ph. Petruccioli
Roma, Villa Paganini. Ph. Petruccioli

Il caso Villa Paganini e i parchi urbani che cambiano

Non possiamo continuare a pensare ai parchi urbani come a frammenti di natura, più o meno monumentalizzati, in cui i cittadini possano rifugiarsi per il loro tempo libero, in fuga dalla sempre più alienante condizione urbana” spiega l’architetto Amedeo Schiattarella, fondatore dello studio sul finire degli Anni Ottanta. “I parchi sono diventati parte attiva di un organismo urbano che ha bisogno di trasformarsi in ecosistema in cui la natura deve assumere sempre più una funzione di fattore di riequilibrio e di compensazione. Si tratta di una nuova dimensione resa indispensabile dalla alterazione delle condizioni climatiche, in particolar modo nelle concentrazioni urbane del mondo in cui i parchi possono diventare un fattore di mitigazione quasi obbligato, ma anche da una sempre più pressante richiesta di nuovi luoghi di socializzazione in cui i cittadini possano incontrarsi e trovare nuove forme di dialogo e di ricostruzione dei nessi sociali.” Proprio da tale consapevolezza prende le mosse il progetto focalizzato su Villa Paganini, un luogo al quale lo studio riconosce “potenzialità tali da rappresentare una occasione per diventare un modello esemplare per la città” prosegue Schiattarella.

Roma, Villa Paganini. Ph. Petruccioli
Roma, Villa Paganini. Ph. Petruccioli

A Roma Villa Paganini come prototipo di un nuovo modello di coesistenza

Elaborato insieme a Marta Francocci, Villa Paganini, un parco urbano nell’Antropocene è “un prototipo di Laboratorio Urbano anche in termini di collaborazione fra amministrazione, enti di ricerca, università, professionisti, cittadinanza”, sempre secondo Schiattarella. In concreto il processo intrapreso si basa su un’azione di monitoraggio scientifico della biodiversità del parco, della qualità dell’aria e degli effetti dei cambiamenti climatici; al centro dell’indagine, anche il ruolo delle barriere vegetali nella mitigazione del caldo e dell’inquinamento atmosferico. Come riferisce Arpa Lazio, la sede stessa dello studio è stata impiegata per la raccolta dei dati che saranno presentati e discussi nell’incontro del 16 settembre. Sulla copertura è stato infatti posizionato un campionatore per il monitoraggio del particolato (PM1, PM2.5 e PM10), di NO2 e 03 e dei parametri meteorologici (temperatura, umidità relativa, pressione atmosferica).

Il punto di vista del CNR

Il nostro studio ha evidenziato come la diversità vegetale rappresenti un elemento fondamentale non solo per la conservazione della biodiversità e il funzionamento degli ecosistemi, ma anche per la mitigazione dell’inquinamento atmosferico”. A dirlo è la ricercatrice CNR Laura Passatore, che aggiunge: “Nella progettazione di Nature-based Solutions (NbS), quali parchi, giardini, viali alberati, tetti verdi e pareti vegetate, è importante favorire una composizione floristica diversificata, che includa specie caratterizzate da differenti forme fogliari, portamenti e dimensioni. Le diverse specie vegetali, infatti, interagiscono in modo differente con le varie frazioni del particolato atmosferico. Di conseguenza, l’integrazione di una maggiore varietà di alberi, arbusti ed erbacee consente di ottimizzare la capacità di rimozione degli inquinanti e di migliorare in modo più efficace la qualità dell’aria nelle aree urbane.”

Roma, Villa Paganini. Ph. Petruccioli
Roma, Villa Paganini. Ph. Petruccioli

Le infrastrutture verdi nelle città e la mitigazione della crisi climatica

Concepita per l’occasione come “parco sentinella”, l’area verde urbana di Villa Paganini può quindi fornire risposte e strategie di interesse per l’intera Capitale, per esempio su questioni come il contributo delle piante nella mitigazione della contaminazione atmosferica. Al centro nelle scorse settimane di un dibattito focalizzato sulla presenza del verde e degli alberi, Roma è una delle 100 città selezionate dalla Commissione UE nell’ambito della Mission Climate-neutral and smart cities by 2030, che identifica nei contesti urbani un ruolo essenziale nella transizione verso la neutralità climatica.

Valentina Silvestrini

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Dal 2024 è cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Nel 2025 ha…

Scopri di più