L’evoluzione di Palazzo Litta a Milano: aprirà al pubblico con mostre, spazi pubblici e giardini
La sede del Ministero della Cultura ospitata nel monumentale edificio in Corso Magenta sarà rimodernata dallo studio AMDL CIRCLE con aree espositive, bookshop, biblioteca, giardino monumentale e altri servizi aperti alla città
È un corso nuovo quello che intraprende Palazzo Litta, a Milano, già prestigiosa dimora nobiliare e oggi sede degli uffici meneghini del Ministero della Cultura: la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, che da nemmeno due anni gestisce l’edificio, ha infatti deciso di aprire stabilmente al pubblico le parti monumentali del palazzo, con un progetto che sarà sia di natura espositiva sia sociale.
Palazzo Litta, un pezzo di storia di Milano
Il palazzo su Corso Magenta, a due minuti a piedi dalla stazione Cadorna, risale agli Anni Quaranta del Seicento: è stato concepito nel suo nucleo barocco dal grande architetto Francesco Maria Richini e commissionato da Bartolomeo III Arese, tra i protagonisti della politica milanese del tempo. Modificato a più riprese con interventi architettonici e decorativi, il Palazzo vanta ricchi interni in barocchetto lombardo, un maestoso scalone “a forbice” (opera dell’architetto Carlo Giuseppe Merlo) e una facciata con il portale e due telamoni che sorreggono il balcone. Messo all’asta nel 1874 e acquistato dalla società per le Ferrovie dell’Alta Italia, il complesso è da quasi vent’anni in gestione al Ministero della Cultura: e infatti si trovano qui gli uffici di tre Soprintendenze, della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e del costruendo Museo nazionale dell’Arte Digitale. Tutti saranno mantenuti a fianco delle nuove aree aperte al pubblico.
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Il nuovo volto di Palazzo Litta a Milano
Il masterplan del nuovo Palazzo Litta (la cui direzione è affidata a Silvia Zanzani) è un progetto dello studio di architettura AMDL CIRCLE, fondato dall’architetto e designer Michele De Lucchi (da poco nominato primo direttore creativo della Triennale di Milano): obiettivo primario, ci tengono a specificare, è l’apertura al pubblico, cui si aggiungono il restauro e il recupero delle parti inutilizzate, alcune nuove funzionalità e una rimodulazione degli spazi. Fondamentale, in questo senso, sarà la divisione tra le aree adibite a luogo della cultura e a uffici, con l’introduzione di una sala polifunzionale al piano terra. “Palazzo Litta è un complesso dalle potenzialità straordinarie, situato nel cuore di una metropoli dinamica e in esponenziale crescita sul piano culturale“, ha commentato il direttore dei Musei Statali Lombardi Rosario Maria Anzalone. “Oggi Palazzo Litta, che si affaccia al XXI Secolo portando ancora le tracce di chi lo ha attraversato, va restituito a una mentalità di vita, di lavoro, di impresa e di valore immobiliare propria di questi anni di grande trasformazione. È un edificio barocco da adattare allo stile di vita contemporaneo“, ha aggiunto De Lucchi.
Come cambierà Palazzo Litta
Ma che aspetto avrà il “nuovo” Palazzo Litta? Il Cortile d’Onore diventerà una corte urbana aperta la pubblico, su cui daranno la biglietteria, il bookshop, la sala polifunzionale e gli spazi espositivi (oltre a quelli di presentazione dei 13 musei e parchi archeologici gestiti dalla Direzione regionale). Da qui si avrà accesso ai nuovi ascensori e al giardino monumentale sul retro dell’edificio, che a sua volta sarà oggetto di un recupero: oggi lo spazio verde, nato nell’Ottocento, è inaccessibile, mentre da progetto sarà integrato nella programmazione culturale. Nei corpi retrostanti del palazzo apriranno poi la biblioteca, i laboratori di restauro, i depositi di opere d’arte e l’ufficio esportazione, mentre gli archivi verranno spostati negli interrati e nei sottotetti. Il piano nobile ospiterà sale espositive e sale destinate agli eventi (con i relativi spazi di backstage) con accesso dallo scalone monumentale: nella parte più interna del primo piano e al secondo piano resteranno gli uffici (che saranno peraltro ampliati con la riqualificazione del terzo piano) mentre nelle ali laterali e nel sottotetto saranno aperte delle foresterie a uso istituzionale e culturale. Un gioiello di Milano a lungo riservato agli addetti ai lavori aprirà dunque al pubblico, andando ad arricchire l’offerta culturale in un’area giovane e viva come quella tra Cadorna e Sant’Ambrogio.
Giulia Giaume
Palazzo Litta
Corso Magenta 24, Milano
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