Quanto ‘pesa’ una città? Rispondono i curatori della Triennale di Architettura di Lisbona 2025

La Triennale di Lisbona 2025 rifletterà sull’impatto delle città e sulle strategie per renderle più sostenibili, all’insegna dell’inclusione. I curatori recentemente nominati, insieme al presidente José Mateus, anticipano ad Artribune la prossima edizione

How heavy is a city?” è il quesito alla base della proposta selezionata nell’ambito della call indetta per la Triennale di Architettura di Lisbona 2025. Composta dal presidente dell’istituzione portoghese José Mateus, dall’architetta paesaggista Cláudia Taborda, dalla curatrice di arti visive Filipa Oliveira, insieme a Matevž Čelik, leader della piattaforma LINA e a Pippo Ciorra, senior curator per il settore architettura al MAXXI di Roma, la giuria ha scelto come curatori John Palmesino e Ann-Sofi Rönnskog. Oltre ad essere i fondatori di Territorial Agency, sono anche Unit Master presso la AA Architectural Association School of Architecture di Londra. È nell’istituzione anglosassone che da anni studiano l’impatto antropico sulle coste europee. La kermesse portoghese alla quale stanno iniziando a lavorare, in arrivo nel 2025, si porrà in continuità con l’edizione 2022, dedicata alla sostenibilità e alla promozione di un modello di sistema circolare e olistico. 

Lisbon Triennale 2025, Curatorial Team. © Matilde Travassos - Territorial Agency
Lisbon Triennale 2025, Curatorial Team. © Matilde Travassos – Territorial Agency

Intervista ai curatori della Triennale di Architettura di Lisbona 2025 

Quali soluzioni proporrà la Triennale 2025 per provare ad “alleggerire” le città? 
John Palmesino e Ann-Sofi Rönnskog: Partiamo da una semplice domanda: quanto pesa una città? Ciò permette di porci più domande: cosa sono le città oggi? Cosa modella i loro flussi di materiali, energia e informazioni? Così facendo la Triennale prende la forma di un’indagine su un “qualcosa” in divenire, una nuova dimensione e grandezza di quella che eravamo abituati a chiamare città. Questo “qualcosa” è la tecnosfera, una nuova componente del Sistema Terra composta da tutti gli elementi che mantengono in vita l’uomo. La sua rapida ascesa segna la transizione del Sistema Terra verso una nuova epoca della sua storia: l’Antropocene. Attraversa tutti i territori e i cicli preesistenti del pianeta, e lascia dietro di sé una vasta gamma di conseguenze: carbonio fossile nel cielo, cicli dell’acqua mutati, estinzioni su tutti i fronti, trasformazione dei materiali in agglomerati artificiali. Per riciclare i residui, chiudere i cicli e avere una tecnosfera che sia componente attiva delle complesse strutture che regolano la Terra, dobbiamo immaginare una città ad alta energia e ad alto riciclaggio, che assuma forme e funzioni che accrescano la biosfera. 

Ci sono paesi all’avanguardia, che già hanno sperimentato e applicano queste pratiche? 
JP e AR: La tecnosfera è ovunque, ma i suoi nodi energetici, materiali e informativi non sono distribuiti equamente. Quella che chiamavamo città, funziona come un’enorme rete di buchi neri nella biosfera, utilizzando diversi ordini di grandezza in più rispetto alla biosfera stessa. Ciò non è sostenibile in alcun modo. All’interno della tecnosfera e nei suoi molteplici confini, in tutto il pianeta, iniziamo a vedere comunità, progetti e iniziative che iniziano a lavorare per lasciare il petrolio nel sottosuolo, aumentare la biosfera, rimodellare le tecnologie e innovare la nostra relazione con le forme di vita. Questo accade ovunque, l’innovazione è nei luoghi più inaspettati: nelle comunità di pescatori del Pacifico, nelle città del delta del Sud-Est asiatico e dell’Africa, nelle popolazioni autoctone delle Americhe, nell’Artico e nelle steppe dell’Asia centrale, nelle aree periferiche d’Europa. 

Quali sono le personalità invitate alla prossima Triennale, e quale contributo porteranno? 
JP: Annunceremo i partecipanti nel nuovo anno. Lavoriamo con scienziati che studiano la relazione tra la vita e il pianeta, con pensatori di sistema, con designer, con architetti e urbanisti, con artisti, con politici, con tecnologi, agricoltori e filosofi. Le loro età sono diverse quanto i loro background e le loro traiettorie. 

Lisbon Triennale 2025, Coastal wetlands in Texas © Territorial Agency
Lisbon Triennale 2025, Coastal wetlands in Texas © Territorial Agency

La Triennale di Architettura e il futuro della città di Lisbona 

Come interagirà la Triennale 2025 con la città di Lisbona? Cosa lascerà, in concreto? 
JP e AR: La Triennale 2025 sarà completamente immersa nel tessuto cittadino, con diverse sedi per mostre, convegni ed eventi collaterali. Vivere la Triennale significa vivere Lisbona. La nuova scala di grandezza della città contemporanea riconnette Lisbona al pianeta, all’oceano, all’atmosfera. Ciò che la Triennale intende fare è dare forma a una nuova esperienza di tutte le città, iniziare a vederle per quello che stanno diventando. Ogni edizione della Triennale racchiude un patrimonio culturale di lunga durata. Stiamo già lavorando a una piattaforma digitale per condividere il processo di ricerca in corso, e materializzando il centro di documentazione multimediale: quella rimarrà. E poi, saranno pubblicati vari libri e saranno prodotti resoconti video del programma di conferenze Talk, Talk, Talk. Questa Triennale raccoglie una serie di strumenti comuni per pensare a come “alleggerire” le città, potenziare e ispirare nuove prospettive per creare un nuovo sistema di convivenza ad alto consumo energetico e ad alto riciclaggio. Darà un accesso democratico e pubblico a una serie di ricerche all’avanguardia guidate dal principio dei beni comuni creativi. 

Ci saranno progetti o esperienze particolare che potete anticiparci? 
JP e AR: La Triennale si propone di considerare la nuova grandezza e dimensione della città, e di articolarla in tre tappe, tre mostre e libri. Si comincia con i “flussi”, che daranno forma a una nuova comprensione di come misurare la rapida accelerazione dei flussi di materiali, energia e informazioni che caratterizzano la città contemporanea: la tecnosfera, appunto. La “sezione” Spectres indica come si forma un nuovo immaginario con le tecnologie della visione, per iniziare a pensare a una rinnovata dimensione della città “all’ombra dell’Impero”. Lighter, invece, indica come le complesse formazioni della vita sulla Terra richiedano elevata energia per riciclarsi: apriamo qui uno spazio per immaginare città e società oltre l’umano che stanno intensificando la biosfera, anziché aggiungere tecnologia al pianeta. Il progetto è quello di fare della Triennale uno spazio pubblico di apprendimento, indagine, dibattito, indignazione, speculazione, trasgressione, immaginazione e azione sul possibile futuro della convivenza. 

Lisbon Triennale 2025, Nile Delta in Egypt © Territorial Agency
Lisbon Triennale 2025, Nile Delta in Egypt © Territorial Agency

Parola al presidente della Triennale di Lisbona José Mateus 

Come crede che la Triennale, edizione dopo edizione, stia contribuendo a ridefinire la reputazione di Lisbona in campo architettonico? 
José Mateus: Ci imponiamo standard elevati quando si tratta di ricerca, dibattito e condivisione di temi chiave nel campo dell’architettura. Nel nostro percorso, costituito da un vasto programma che va ben oltre le edizioni della Triennale, ci sforziamo di fornire contributi significativi al discorso critico della disciplina a livello internazionale, dialogando nel contempo con la società locale non specializzata in generale. Per raggiungere questo obiettivo, cerchiamo persone e istituzioni che riteniamo altamente capaci a livello nazionale e internazionale per collaborare con noi. Scegliamo i curatori delle edizioni della Triennale con estrema cura e rigore e diamo loro le condizioni e il tempo necessari, tipicamente tre anni, per condurre un lavoro serio e approfondito. 

Quali sono le sue aspettative per i mesi di lavoro in vista del 2025? 
Lavorando con Ann-Sofi e John, ci imbarchiamo nel loro impegno di ricerca solido e profondo. Questa ricerca racchiude un contributo multidisciplinare di portata significativa, che ci motiva molto e ci assicura che avremo un risultato di grande valore e importanza da condividere in occasione dell’inaugurazione, nell’ottobre 2025. 

Niccolò Lucarelli 

https://www.trienaldelisboa.com/

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Niccolò Lucarelli

Niccolò Lucarelli

Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.

Scopri di più