Un nuovo grattacielo green fuori dalla Stazione Centrale di Milano. E si riqualifica la piazza

La riqualificazione dell’edificio (che fu anche covid hotel per le quarantene) ad opera di Park Associati sarà accompagnata da una serie di interventi su piazza Luigi di Savoia, accanto alla Stazione Centrale. Il completamento del progetto è previsto per il 2026, anno delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina

MI.C, Vista Piazza Duca d'Aosta © Park Associati
MI.C, Vista Piazza Duca d'Aosta © Park Associati

Si chiama Mi.C – che sta per Milano Centrale – e donerà nuovo volto a quello che fu l’ex Hotel Michelangelo e soprattutto all’area limitrofa. Un progetto di disegno urbano, paesaggio ed architettura che punta a proiettare la città nello scenario post Covid (il grande edificio anni Settanta era stato infatti riconvertito a centro convalescenza Covid-19 durante la fase più delicata della pandemia) e che viene firmato da Park Associati, lo studio fondato da Filippo Pagliani e Michele Rossi con sede a Milano. L’accordo, stretto tra la proprietà, il gruppo Finleonardo, il Comune di Milano, Ats, Asst Milano nord e la Prefettura, prevede la realizzazione di una torre destinata ad uffici, alta poco meno di 100 metri. In numeri, il progetto interesserà 22.000 metri quadrati di spazio pubblico riqualificato, 2.200 persone che lavoreranno nella torre, 200 lavoratori impegnati nella sua costruzione (oltre a mille nell’indotto), 65 i nuovi alberi piantumati, 108 nuovi posti auto interrati.

MI.C, Dettaglio Torre © Park Associati
MI.C, Dettaglio Torre © Park Associati

MI.C, IL PROGETTO DI PARK ASSOCIATI

Addio quindi al palazzone rosso mattone che per cinquant’anni ha dominato piazza Luigi di Savoia, alla destra di Stazione Centrale: al suo posto, sorgerà un nuovo edificio di 22 piani fuori terra e 4 interrati, composto da due torri adiacenti che si sviluppano da un volume in cortina che al piano terra arretra rispetto al suo massimo sviluppo in altezza, andando a generare un naturale prolungamento della piazza. La facciata rappresenta l’elemento più caratterizzante dell’intervento: il vetro è protagonista, con la sua trasparenza dinamica e con cuspidi che mutano la propria inclinazione a mano a mano che acquistano verticalità. Concettualmente verrà conservata l’eredità della struttura preesistente, attraverso il riutilizzo di parte dei materiali edili come il calcestruzzo nell’ambito di un cantiere attentissimo agli sprechi. L’ex Hotel Michelangelo sarà quindi interessato da un processo di decostruzione per recuperare la maggior parte possibile delle sue componenti, aderendo in questo modo all’idea dell’Urban Mining – la possibilità di ottenere materie prime seconde a partire dall’ambiente costruito.

MI.C, LA RIQUALIFICAZIONE GREEN AL CENTRO

L’applicazione del concetto di Urban Mining è solo parte dell’impegno alla sostenibilità che fa da filo conduttore all’intero progetto: mentre il complesso accoglierà giardini diversificati e spazi verdi condivisi, l’area circostante sarà interessata da una razionalizzazione dei flussi di spostamento e dall’implementazione della pedonalità. Sarà quindi creato un giardino ai piedi del nuovo complesso e saranno realizzati percorsi alberati, mentre i servizi esistenti come taxi e bike sharing verranno migliorati dall’inserimento di una velostazione ed aree coworking direttamente collegate al nuovo edificio. Le vie limitrofe interessate saranno via Doria davanti all’antica Cascina Pozzobonelli, il tratto di via Scarlatti fino a via Macchi, il tratto di via Lepetit fino all’ex Hotel e una porzione di piazza Duca d’Aosta. Si prevede di completare i lavori per il 2026, anno delle Olimpiadi invernali, aprendo i cantieri nel 2023. L’obiettivo è arrivare “all’attivazione di un paesaggio naturale diffuso” spiegano dallo studio di Park Associati. “Percorsi alberati e giardini urbani ne diventano i nuovi luoghi d’aggregazione sociale e relazionale”. Tra un anno i cantieri, tra quattro anni i viaggiatori che uscendo dalla stazione di Milano sono abituati a trovare la verticalità di un grattacielo (il mitico Pirellone) troveranno un dialogo tra due torri.

-Giulia Ronchi

https://parkassociati.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.