È morto l’architetto Jacopo Gardella. Tanti i suoi progetti a Milano e non solo

Scomparso a 85 anni, si era dedicato assieme al padre Ignazio Gardella a progetti residenziali, scuole, ma anche a teatri e luoghi della cultura. Porta la loro firma la ricostruzione del PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano

Jacopo Gardella
Jacopo Gardella

È morto il 25 febbraio a 85 anni l’architetto Jacopo Gardella, autore assieme al padre Ignazio di progetti destinati anche alla cultura, soprattutto a Milano. Per volere della famiglia, la notizia è stata diffusa solo tre giorni dopo, a funerali avvenuti, svolti in forma privata nella basilica di San Nazaro in Brolo a Milano. Nato a Milano il 27 aprile 1935, Gardella si era laureato in architettura nel 1960 presso il Politecnico milanese seguendo le orme paterne. Oggi portano la sua firma numerosi edifici residenziali, scuole e centri commerciali.

MORTO JACOPO GARDELLA: I PROGETTI PRINCIPALI

La carriera professionale di Jacopo Gardella nel campo dell’architettura è iniziata nello studio del padre, con il quale ha collaborato per tante opere, dalla nuova stazione ferroviaria di Lambrate all’ampliamento dell’Università Bocconi di Milano, dal Tribunale Civile di Milano fino ai supermercati Esselunga. Importante è stata la costruzione del PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano tra il 1951 e il 1953, su un progetto di Ignazio Gardella del 1949; l’ultimo restauro, invece, è avvenuto nel 1997 per mano del figlio Jacopo. Il lavoro dei due architetti è stato celebrato nel 2019 dallo stesso PAC, che gli ha dedicato una mostra antologica. L’intervento di Jacopo Gardella è andato oltre i confini di Milano: parliamo del piano di recupero dell’area Borsalino ad Alessandria, della ricostruzione del teatro Carlo Felice di Genova (1981-90) e del concorso per la ricostruzione del Teatro La Fenice di Venezia nel 1997. Tra il 1997 e il 2000 ha progettato il restauro del Teatro Rossini di Pesaro. Dedito all’ambito culturale, nel 1995 aveva partecipato al concorso internazionale di idee per l’ampliamento del Museo del Prado di Madrid.

JACOPO GARDELLA DOCENTE

Partito come assistente ai corsi tenuti da Pier Giacomo Castiglioni e da Aldo Rossi, Jacopo Gardella ha ottenuto anche diverse cattedre nelle università italiane, chiamato come docente a contratto nelle Facoltà di Architettura di Pescara, Milano, Torino, Venezia e Camerino. Dal 2002 al 2009 è stato incaricato del Laboratorio di Architettura degli Interni alla Facoltà di Architettura di Milano.

MORTO JACOPO GARDELLA. L’ULTIMO SALUTO DEI MUSEI DI MILANO

Una volta diffusasi la notizia della morte di Jacopo Gardella, il PAC di Milano lo ha voluto ricordare tramite un post pubblicato sulla propria pagina Facebook: “Addio a Jacopo Gardella, l’architetto che insieme al padre Ignazio (scomparso nel 1999) aveva riprogettato il PAC dopo l’attentato del 1993”, leggiamo. “Riservato e discreto, nel 2014 dopo qualche insistenza aveva accettato di guidare una visita speciale dentro il PAC completamente vuoto, durante la quale con passione aveva raccontato al pubblico le sfide e il senso della realizzazione di uno spazio per l’arte nel contesto degli anni Cinquanta, fino al dilemma della ricostruzione. L’amore per questo edificio si coglieva ad ogni passo e in ogni parola, mentre i visitatori attenti lo seguivano nelle grandi sale e lungo la vetrata luminosa, e lui li invitava ad osservare le qualità uniche di un edificio pensato per accogliere l’arte, senza rubarle la scena, in dialogo perenne con la natura. Lo stesso amore che il pubblico del PAC ci restituisce ogni volta che visita questo luogo”. Anche la GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano ha voluto pubblicare un ultimo saluto rivolto all’architetto: “Per Jacopo Gardella. Buon viaggio architetto. E grazie per il tempo che ci hai dedicato e la passione che ci hai trasmesso”.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.