Fare architettura in Europa. L’esperienza di FAP – Future Architecture Platform

Alla vigilia dei primi appuntamenti dello European Architecture Program 2019, facciamo il punto su obiettivi, metodi e strategie di Future Architecture Platform. Con un’attenzione particolare verso le figure emergenti dell’architettura italiana.

Fra nazionalismi in ascesa, movimenti populisti al potere, frontiere irrigidite e porti chiusi, la crisi dell’Europa è sotto i nostri occhi. Eppure c’è chi nei suoi principi di pluralità, coesione e cooperazione ancora crede, a tal punto da farne la chiave per promuovere la giovane architettura. Coordinato dal MAO – museo di architettura e design di Lubiana, FAP – Future Architecture Platform è un network di istituzioni europee che ogni anno seleziona 25 giovani creativi e li promuove in un programma di eventi diffusi su tutto il territorio dell’Unione. Un’iniziativa tanto ambiziosa quanto virtuosa, che in quattro edizioni ha coinvolto oltre 300 talenti in 150 attività, fra mostre, workshop, conferenze e installazioni. A metà febbraio siamo stati a Lubiana per la quinta edizione del Creative Exchange, meeting annuale della piattaforma: una tre giorni in cui, fra un talk e una pausa caffè, i soci del network e i creativi selezionati per il 2019 si sono incontrati per elaborare lo European Architecture Program 2019. In attesa che entri nel vivo, vi raccontiamo per punti questa esperienza.

1. COS’ È FAP?

Creative Exchange 2019. MAO, Lubiana. Photo Janez Klenovšek – MAO

FAP – Future Architecture Platform è la prima piattaforma paneuropea che mette in rete istituzioni e organizzazioni nel campo dell’architettura al fine di “promuovere – attraverso mostre, laboratori, conferenze e pubblicazioni – la generazione emergente di creativi” ed “esplorare idee innovative sul futuro della disciplina e delle nostre città”. Il network nasce nell’estate 2014 dall’intraprendenza di Matevž Čelik, direttore del MAO di Lubiana, che, chiamando a raccolta 14 istituzioni fra musei, gallerie, biennali, case editrici e festival di 13 diversi Paesi dell’Unione, vince la prima edizione del Creative Europe Programme della Commissione Europea, aggiudicandosi un finanziamento annuale di 500mila euro. Da allora la storica istituzione slovena è la sede ufficiale del network e il suo direttore ne è il coordinatore.

2. LE ISTITUZIONI PARTECIPANTI

Architektūros fondas. Architecture talk series 2014, National Gallery of Art, Vilnius. Photo: Giedrius Akelis Photography | spot-on.lt

FAP mette insieme il prestigio e l’esperienza di istituzioni consolidate come la Haus der Architektur di Graz, la Fundació Mies van der Rohe e lo Schweizerisches Architekturmuseum di Basilea, l’intraprendenza di giovanissime realtà indipendenti, come il Kosovo Architecture Festival di Pristina, e lo sguardo critico di piattaforme di ricerca come la casa editrice dpr-Barcelona e la rivista Architectuul. Un mosaico di organizzazioni eterogeneo e in costante crescita, passato in soli quattro anni da 14 a 24 membri. Due le new entry del 2019: l’associazione non profit Architektūros fondas, di base a Vilnius, e la neonata Tbilisi Architecture Biennale agli estremi sud-orientali del continente.

3. L’ITALIA

STUDIOD3R con Marcello Fantuz, Green Gallery. MAXXI, Roma. Photo Musacchio Ianniello. Courtesy Fondazione MAXXI

A rappresentare l’Italia, il MAXXI di Roma. Il museo nazionale, fra le istituzioni più consolidate del network, nonché suo membro fondatore, ha deciso di associare la partecipazione alla piattaforma alla sua strategia di promozione dei giovani talenti. In un crescente intreccio con il programma estivo YAP – Young Architects Program organizzato in partnership con il MoMA, il museo ha presentato nell’estate 2016 una mostra dedicata a cinque finalisti della call FAP, coinvolgendone altri cinque in una serie di conferenze. Nel 2017 la celebrazione dei quarant’anni dell’Estate Romana è stata poi l’occasione per promuovere un workshop in cui i talenti Microcities/Socks-studio, Lucia Tahan, BNGRT, FAKT e Studio NO hanno elaborato altrettanti progetti ispirati al Parco Centrale, poi esposti nella mostra The theaters of culture. Progetti effimeri per la città eterna. Infine, STUDIOD3R, giovane duo tedesco selezionato attraverso la terza call della piattaforma, è stato autore con Marcello Fantuz di Green Gallery, edizione 2018 dell’ormai tradizionale installazione estiva dello YAP ospitata nella piazza del museo.

4. LA CALL FOR IDEAS 2019

Elian Stefa, Art(i)leria

L’operazione di scouting dei giovani talenti viene condotta ogni anno da FAP tramite una Call for Ideas. Aperto genericamente a tutti i creativi “al lavoro sul futuro dell’architettura e dell’ambiente costruito”, autori indistintamente di “progetti realizzati, proposte teoriche o concettuali per innovazioni sociali, spaziali o culturali”, il bando garantisce un’ampia mappatura dello stato della giovane architettura internazionale. Come dimostrato dalla Call for Ideas 2019, che ha raggiunto il numero record di 357 candidature, per un totale di 704 creativi provenienti da 60 Paesi. Pubblicate sul sito della piattaforma, 21 di queste “idee” sono selezionate dai membri FAP e dai suoi alumni. Ai loro ideatori si aggiungono il creativo preferito dai visitatori del sito e i tre progettisti vincitori dello YTAA2018 della Fundació Mies van der Rohe.

5. I 25 CREATIVI SELEZIONATI

Giorgia Scognamiglio & Lorenzo Zandri, Unsent Postcards

Diverse per natura, scala, modalità e contesti di intervento, le idee selezionate quest’anno restituiscono uno spaccato variegato e significativo di interessi, preoccupazioni e sfide su cui è al lavoro la generazione dei millennial: dal tema della partecipazione e della coscienza civica a quello del riuso di strutture abbandonate; dalle frontiere delle nuove tecnologie alla crisi ambientale fino al gender gap. Forte la presenza italiana, con ben quattro proposte selezionate: Forum for Architecture Theory è la piattaforma di studio e dibattito orizzontale ideata da Fabio Don e Marco Zelli a Zurigo; in Unsent Postcards di Giorgia Scognamiglio e Lorenzo Zandri la cartolina è il medium per riscoprire luoghi e opere dimenticate; in (UN)just Peace di Lodovica Guarnieri le architetture istituzionali dell’Aia diventano il mezzo con cui esplorare il passato coloniale dell’Europa; Spaces Like Actions di Marco Ferrari, Cristina Gallizioli e Maria Giulia Milan indaga le potenzialità della diversità attraverso un atlante in costruzione di soluzioni spaziali uniche.

6. IL CREATIVE EXCHANGE 2019

Pur sfruttando le potenzialità della rete, FAP riconosce l’importanza dell’incontro face to face. Per questo, a ogni inizio di anno, i soci della piattaforma incontrano a Lubiana le 25 promesse selezionate. Nel castello di Fužine, dal 1972 sede del MAO, prende vita il Creative Exchange: una tre giorni intensissima alla ricerca dell’abbinamento ideale fra istituzione e giovane creativo, che si tradurrà nella partecipazione di quest’ultimo all’evento dello European Architecture Programme promosso dall’istituzione. Tenutosi dal 13 al 15 febbraio, il Creative Exchange 2019 ha visto la partecipazione di guest internazionali come Giovanna Borasi, Chief curator del CCA di Montréal, e di Freek Persyn, fondatore dello studio 51N4E finalista al premio Mies van der Rohe 2019. Le loro lecture inaugurali hanno poi lasciato spazio a 48 ore di presentazioni, tavole rotonde e “speed date” fra i partecipanti nella corte del museo.

7. GLI APPUNTAMENTI DI QUEST’ANNO

Creative Exchange 2019. MAO, Lubiana. Photo Janez Klenovšek MAO

Annunciato nella seconda giornata del Creative Exchange, lo European Architecture Program 2019 è ormai prossimo a entrare nel vivo. In calendario, fino al prossimo dicembre, mostre, talk, workshop e installazioni che offriranno ai giovani creativi l’opportunità di farsi conoscere dai palcoscenici più prestigiosi dell’architettura europea. A partire dai festival che animeranno la primavera e l’estate, come la Barcelona Architecture Week (9–19 maggio), in cui le giovani promesse saranno protagoniste di un dibattito pubblico nello storico padiglione progettato da Mies van der Rohe, o il Kosovo Architecture Festival, che vedrà i partecipanti selezionati prendere parte a talk e workshop per interventi nello spazio pubblico di Pristina. In autunno, poi, troveremo i creativi impegnati nella giostra delle biennali. Dalla quinta edizione della Tallinn Architecture Biennale (11 settembre – 3 novembre), dove saranno protagonisti del seminario Masterpieces organizzato dall’Eesti Arhitektuurimuuseum, all’Oslo Architecture Triennale (26 settembre – 24 novembre), dove avranno la possibilità di contribuire a The library of architectural futures, mostra che trasformerà il National Museum of Architecture di Oslo in un’eclettica biblioteca sull’architettura della decrescita. Fino alla Lisbon Architecture Triennale (3 ottobre – 2 dicembre), in cui sei creativi affiancheranno il team curatoriale guidato da Éric Lapierre nello sviluppo del programma educativo della kermesse. A questi eventi si uniranno una serie di progetti di ricerca, come la Digital Research Fellowship di quattro mesi promossa da Architectuul, il programma di mentorship Forecast di Berlino e i progetti editoriali promossi da dpr-barcellona. Da Lisbona a Tallin, passando per altre quindici città dell’Unione, un grand tour alla scoperta del futuro dell’architettura europea.

Marta Atzeni

futurearchitectureplatform.org

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.