Young Talent Architecture Award 2018: ecco chi sono i vincitori

Chi sono i talenti della prossima generazione di architetti? A Venezia, il prossimo 20 settembre, saranno premiati i quattro vincitori dello YTAA 2018. Giunto alla seconda edizione, il progetto volto alla ricerca delle eccellenze delle Facoltà di Architettura, si è arricchito quest’anno di alcune novità

LOED STOLTE – THE BANK OF ENGLAND: A DIALECTICAL PROJECT.Courtesy of Fundación Mies van der Rohe
LOED STOLTE – THE BANK OF ENGLAND: A DIALECTICAL PROJECT.Courtesy of Fundación Mies van der Rohe

Nato nel 2016, il premio Young Talent Architecture Award è promosso dalla Fundació Mies van der Rohe e da Creative Europe, il programma a supporto delle operazioni nel settore culturale europeo.  Rivolta ai giovani laureati nelle facoltà di Architettura, Urbanistica e Paesaggio di tutta Europa, quest’anno, per la prima volta, la competizione è stata estesa anche alle scuole della Cina e della Corea del Sud. A vincere il premio sono quattro progetti – erano stati tre del 2016 – che meglio interpretano l’architettura e il suo ambiente sociale, offrendo al pubblico una lettura chiara delle diversità tra le varie istituzioni scolastiche. I lavori sono attualmente esposti a Venezia, presso Palazzo Mora, dove resteranno fino al 25 novembre, nell’ambito di una mostra compresa tra gli eventi collaterali della 16. Mostra internazionale di architettura. Oltre alla visibilità offerta dall’esposizione, i vincitori riceveranno un premio di 5.000 euro, un profilo su World-Architects.com, un arredo USM e un diploma. Come ha dichiarato Oya Atalay Franck, Presidente della European Association for Architectural Education, che collabora nell’organizzazione, i “progetti premiati sono promesse eccellenti di una generazione di giovani architetti talentuosi che si assumono la responsabilità e dimostrano una buona cittadinanza architetturale.”

– Bianca Felicori

https://www.ytaaward.com/

1. HENDRIK BRINKMANN – NEUE BAUAKADEMIE BERLIN

HENDRIK BRINKMANN – NEUE BAUAKADEMIE BERLIN.Courtesy of Fundación Mies van der Rohe

Hendrik Brinkmann – dal College of Architecture, Media and Design della Berlin University of the Arts – sceglie di progettare la nuova Bauakademie di Berlino come fosse un simulacro della precedente, opera di Karl Friedrich Schinkel, andata distrutta durante la seconda guerra mondiale. Il risultato è un’operazione di ricostruzione molto precisa, basata su un’analisi che tiene conto del ricordo della collettività berlinese dell’edificio di un tempo, ancora molto presente nella mente.

2. JULIO GOTOR VALCÁRCEL – PERDIDO (LOST) – P.R.U.S. OF MADRID

JULIO GOTOR VALCÁRCEL – PERDIDO (LOST) – P.R.U.S. OF MADRID.Courtesy of Fundación Mies van der Rohe

Laureatosi presso la Madrid School of Architecture (Polytechnic University of Madrid), Julio Gotor Valcárcel si aggiudica il premio per il ripristino degli spazi sotterranei di Madrid compresi nel P.R.U.S., il Piano di recupero cittadino. Sostenuto da un attento studio dei percorsi e degli accessi, il progetto è accompagnato da immagini oniriche che riproducono al meglio l’atmosfera dei sotterranei. A far vincere il progetto è stato lo sforzo nel recuperare un paesaggio latente e dimenticato al fine di convertirlo in spazio pubblico.

3. MATTHEW GREGOROWSKI – DEPLORABLE FRAMEWORK

MATTHEW GREGOROWSKI – DEPLORABLE FRAMEWORK.Courtesy of Fundación Mies van der Rohe

Matthew Gregorowski, proveniente da The Cass Faculty of Art, Architecture & Design (London Metropolitan University), propone una reinvenzione olistica della campagna britannica. L’azione dell’uomo porta alla formazione di una vasta nuova foresta che ricompone il paesaggio del Peak District National Park e le strutture ivi contenute. A colpire la giuria è stata l’analisi delle complessità della situazione post Brexit e sulla scelta di lavorare sul countryside inglese, al di là delle città catalizzatrici.

4. LOED STOLTE – THE BANK OF ENGLAND: A DIALECTICAL PROJECT

LOED STOLTE – THE BANK OF ENGLAND: A DIALECTICAL PROJECT.Courtesy of Fundación Mies van der Rohe

Formatosi presso la Faculty of Architecture and the Built Environment (Delft University of Technology), Loed Stolte è venuto a mancare il 24 dicembre 2017. La famiglia ha deciso di divulgare in suo onore l’opera “The Bank of England: a dialectical project”, un progetto di straordinaria originalità. Ispirato criticamente alla leggendaria Bank of England “ruderesca” di John Soane, il progetto coinvolge esplicitamente la dialettica architetturale della costruzione, dell’interiorità e dell’esteriorità con quelli della pubblicità e del potere istituzionale.

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.