Future Architecture Platform: 5 teatri effimeri a 40 anni dall’Estate Romana

Nell’ambito della seconda edizione di Future Architecture Platform, programma finanziato dalla Comunità Europea, 5 giovani studi di architettura sono stati chiamati a presentare, nella piazza del MAXXI, i loro progetti. Resteranno esposti, fino al 30 luglio, nella mostra The theatres of culture. Progetti effimeri per la città eterna

Museo Maxxi Roma
Museo Maxxi Roma

Future Architecture Platform è un programma che coinvolge 18 istituzioni europee e opera a sostegno della giovane architettura. Nella Capitale quest’anno viene associato alla celebrazione dei 40 anni dell’Estate Romana per “ricordare un periodo felice della politica culturale della capitale e riportare l’attenzione sul valore dell’intervento architettonico nella vita sociale di una città.” I cinque giovanissimi studi europei che presentiamo nella nostra gallery – Microcities / Socks-studio, Lucia Tahan, BNGRT, FAKT, Studio NO, – sono stati invitati a concepire altrettante installazioni effimere, che fungerebbero da musei temporanei, dedicate a cinque ambiti della cultura: cinema, musica, letteratura, teatro e media. Introdotti e moderati da Pippo Ciorra, curatore del progetto, i cinque selezionati si sono confrontati con gli studi italiani La Macchina Studio – Gianni Puri, Enrica Siracusa –, Supervoid – Benjamin Gallegos Gabilondo, Marco Provinciali -, Warehouse of Architecture and Research – Jacopo Costanzo, Alessandro Acciarino, Gabriele Corbo -, Fosbury Architecture – Veronica Caprino, Nicola Campri – e con Luca Galofaro che di questo progetto è stato consulente scientifico. Questi nuovi musei effimeri verranno idealmente collocati accanto a cinque cinema abbandonati della città – Rialto, Avorio, Apollo, Troisi e Airone – simboli di una qualità culturale e architettonica che è stata parzialmente persa e che la città vuole far rinascere. A settembre, in occasione della prima Biennale di Architettura di Seul, gli esiti di questa esperienza saranno al centro di mostra dedicato ai cinque progetti e a documenti storici relativi all’Estate Romana e al Parco Centrale degli anni ’70.  Il MAXXI, inoltre, ha scelto di promuovere questi giovani talenti anche con un workshop, dal 10 al 15 luglio scorso, durante il quale i partecipanti hanno avuto la possibilità di lavorare sui loro progetti, di finalizzare il materiale per la mostra a Seul e di realizzare una serie di cinque libri d’artista.

– Giulia Mura

www.futurearchitectureplatform.org
www.maxxi.art

1. MICROCITIES / SOCKS-STUDIO (ITALIA/FRANCIA) – MARIABRUNA FABRIZI, FOSCO LUCARELLI

Microcities / Socks-studio, The field and the wall

Italiani di base a Parigi, già attivi in ambito culturale europeo grazie ad una partecipazione alla scorsa Triennale di Lisbona, Microcities sviluppa studi urbani, architettura, paesaggio e grafica. I progetti di Microcities sono la linea precisa e armonica scritta da una funzione complessa, la sintesi di una matrice formata da parametri eterogenei: il comportamento sociale, le condizioni territoriali, i contesti economici e statistici, ambientali e storici, costituiscono un paesaggio di relazioni visibili e invisibili – processi in evoluzione che interagiscono nello spazio e nel tempo. “Al centro della nostra pratica – racconta il duo – è l’idea di mettere in discussione il contesto in cui viviamo, trasformandolo in un vero e proprio strumento di progettazione, per ripensare le tipologie convenzionali e i modi di vivere”.

www.microcities.net

2. STUDIO NO (POLONIA) – MAGDA SZWAJCOWSKA, MICHAL MAJEWSKI

Studio NO, City Patch

Duo specializzato in piccoli interventi nello spazio urbano e in architetture temporanee, di loro stessi dicono: “Ci divertiamo lavorando a cose serie. Cerchiamo di risolvere i problemi anziché creare monumenti.” A Roma presentano delle sedute-lettini azzurri da collocare in giro, che invitando le persone a sedersi, prendere il sole e godere la vista: design minimalista con poche risorse finanziarie. Il progetto si basa sull’analisi dei bisogni e sull’esplorazione delle fratture nella pianificazione urbana.

www.studiono.pl/?lang=en

3. LUCIA TAHAN (SPAGNA)

LUCIA TAHAN, Return to Zion

Spagnola, classe 1989, attualmente studia gli scenari urbani a Gerusalemme, proponendo un piano multistep per reintegrare i coloni evacuati nel territorio israeliano. Presenta il progetto Return to Zion, graphic novel dedicata ai suoi studi urbani sui territori occupati. Nel 2013 ha co-fondato lo studio di architettura che porta il suo nome e costruisce piccoli progetti residenziali. Dal 2015 è membro del collettivo artist Leon11.

www.luciatahan.com

4. BNGRT (GERMANIA) – FLORIAN BENGERT

BNRGT, Space in Time – The Future of Logistic Landscapes

Tedesco, classe ‘89, accanto all’architettura e al progetto spaziale  B N G R T è interessato alle pratiche interdisciplinari, tra cui comunicazione visiva, fotografia e scrittura. Attualmente lavora sulla logica culturale dell’era digitale e sul conseguente ruolo dell’architetto. Grazie a una sottile sensibilità visiva offre approcci freschi, radicali e ottimisti verso l’ambiente: come in questo caso, in cui propone strutture archetipiche di differenti materiali che siano teatri urbani dell’effimero, luoghi altri, rifugi.

www.bngrt.com

5. FAKT (GERMANIA) – SEBASTIAN ERNST, SEBASTIAN KERN, MARTIN TESSARZ, JONAS TRATZ

FAKT 4, Urban Arcadia, thinking about another nature

Giovane firma, attiva in formazione congiunta dal 2013, con sedi a Berlino e Zurigo, i FAKT si caratterizzano per interventi capaci di trovare una risposta chiara ad un bisogno altrettanto chiaro. Interessati all’architettura come possibilità di realizzare progetti precisi, il team esprime una forte volontà di costruire case, oggetti e idee.

www.fakt-office.com

 

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.