Il “caso” del Premio alla Carriera a Massimiliano Fuksas. E la moglie Doriana?

Oltre 250 persone, tra cui nomi di rilievo della scena architettonica internazionale, hanno sottoscritto la petizione lanciata per includere nel riconoscimento assegnato da IN/ARCHLazio al progettista anche sua moglie, partner di Studio Fuksas.

Report timefor50 @rebelarchitette – Courtesy RebelArchitette
Report timefor50 @rebelarchitette – Courtesy RebelArchitette

Sarebbe inesatto declassare il dibattito in corso sull’inclusione nel Premio alla Carriera conferito a Massimiliano Fuksas da IN/ARCHLazio anche a sua moglie, Doriana O. Mandrelli, a “mera questione capitolina”. Non solo perché la notizia della petizione lanciata nei giorni scorsi dalle attiviste italiane di RebelArchitette e dal collettivo VOW Architects – firmata, in prima battuta, da Louise Braverman, Caroline James, Arielle Assouline-Lichten e Francesca Perani – ha rapidamente abbandonato i confini della Capitale, sulla scia della diffusione web attraverso le principali piattaforme internazionali del settore. Nei termini in cui è stata posta, infatti, l’iniziativa intercetta uno dei temi più caldi e delicati della disciplina: il riconoscimento della parità tra i tutti professionisti, indipendentemente dal genere. Per fornire al lettore gli strumenti per costruirsi una propria opinione della vicenda – e, nella fattispecie, decidere se sottoscrivere la petizione – abbiamo provato a ricostruire la vicenda.

Da sinistra: Franco Zagari, Doriana Fuksas e Amedeo Schiattarella alla consegna del Premio alla Carriera a M. Fuksas. Roma, novembre 2018 Foto Fabio Grassi/Palazzo Taverna – Courtesy IN/ARCHLazio
Da sinistra: Franco Zagari, Doriana Fuksas e Amedeo Schiattarella alla consegna del Premio alla Carriera a M. Fuksas. Roma, novembre 2018 Foto Fabio Grassi/Palazzo Taverna – Courtesy IN/ARCHLazio

LE RAGIONI DELLA PETIZIONE

“We are writing on behalf of Doriana Fuksas, as we understand that she was overlooked in the selection process of the Premio alla Carriera Architettura. Doriana and Massimiliano are equal partners. We are calling for equal recognition for equal work.” Inizia così la lettera indirizzata ad Amedeo Schiattarella, Presidente dell’IN/ARCHLazio, e ad Andrea Margaritelli, in qualità di Presidente dell’Istituto Nazionale di Architettura e, in questo momento, già sottoscritta da circa 250 persone, tra cui nomi eccellenti della scena architettonica internazionale. Come vi avevamo raccontato, lo scorso 26 novembre, la Giuria di romArchitettura ha attribuito – all’unanimità – il Premio alla Carriera a Massimiliano Fuksas. Nella motivazione si poneva enfasi all’ “alto contributo di idee e di opere, per la concretizzazione di principi innovativi di architettura contemporanea in quasi cinquant’anni di attività a Roma, nel Lazio e nel mondo”. Mediante la loro iniziativa, RebelArchitette e il collettivo VOW Architects puntano “all’inclusione di Doriana Fuksas, partner riconosciuta e Direttrice dello Studio Fuksas, come pari destinataria del Premio alla Carriera assegnato a Massimiliano Fuksas da IN/ARCH”. A precisare gli obiettivi dell’azione è Francesca Perani, architetta e curatrice del gruppo RebelArchitette: “Questa petizione è la prima a favore di un’architetta italiana, dopo quella che nel 2013 fu lanciata negli Stati Uniti dalla stessa Caroline James e Arielle Assouline-Lichten per il riconoscimento del Premio Pritzker a Denise Scott Brown. La petizione è oggi sostenuta e promossa a livello internazionale, ma è partita dal basso, grazie alla libera iniziativa di professioniste/i e studentesse che domandano a gran voce il cambiamento di un sistema che vede ancora uno sbilanciamento troppo marcato a favore dei propri colleghi uomini”. L’invito ad aderire è esteso “a chiunque voglia vivere e lavorare in un mondo più equo”, sottolineano ancora RebelArchitette e VOW Architects nel loro appello. Tra i firmatari – precisazione necessaria – compaiono entrambi i coniugi Fuksas.

La consegna del Premio alla Carriera a M. Fuksas. Roma, novembre 2018 Foto Fabio Grassi/Palazzo Taverna – Courtesy IN/ARCHLazio
La consegna del Premio alla Carriera a M. Fuksas. Roma, novembre 2018 Foto Fabio Grassi/Palazzo Taverna – Courtesy IN/ARCHLazio

LA POSIZIONE DI IN/ARCH LAZIO

Mi sembra sia sorto un grandissimo equivoco”, afferma Amedeo Schiattarella – da maggio 2018 alla guida di IN/ARCHLazio -, raggiunto telefonicamente da Artribune. “Sono molto sensibile al tema della presenza femminile nella professione: le donne hanno grande difficoltà e non riescono a esprimersi pienamente, a emergere come meriterebbero. Su questo non ho dubbi e dal punto di vista del principio, condivido pienamente la questione. Ma il problema è che, nel caso specifico, c’è un equivoco di fondo: noi non abbiamo dato un premio allo Studio Fuksas. Abbiamo assegnato un riconoscimento personale, alla carriera di un architetto che, individualmente, celebra cinquant’anni di professione condotta ai massimi livelli, meritevole di profondo rispetto. Ci è sembrato logico premiare un percorso di vita straordinario, che ha reso Massimiliano uno dei più grandi architetti italiani, famosissimo anche all’estero. Lui e sua moglie erano presenti alla cerimonia di premiazione, nel corso della quale lo stesso Massimiliano ha tenuto una lectio magistralis, ripercorrendo la sua vita, gli inizi, le esperienze in Francia, i momenti complicati, insomma la sua intera carriera.” Con diretto riferimento al nuovo corso di IN/ARCHLazio, Schiattarella ha anche voluto ricordare come tra i primi atti ci sia stata “la manifestazione promossa alla Casa Internazionale delle Donne, un luogo simbolo di Roma. L’abbiamo organizzata proprio per parlare della difficile condizione delle donne all’interno di questo mondo professionale. Siamo coscienti della situazione”.

CHE COS’È LA CAMPAGNA #TIMEFOR50?

Ironia della sorte, proprio nello stesso giorno in cui Fuksas riceveva a Palazzo Taverna, a Roma, il “discusso” premio, il gruppo RebelArchitette lanciava la campagna #timefor50, tempo di parità, all’interno della quale si colloca anche questa petizione. Il collettivo italiano ha redatto il report #timefor50, fornendo uno strumento di immediata consultazione che chiarisce ulteriormente lo stato attuale della professione in un’ottica nazionale. Condotta nell’arco degli ultimi due anni ed esplicitata attraverso infografiche, la ricerca è nata con lo scopo di verificare la presenza femminile agli eventi di settore; una modalità, dunque, per monitorare la parità di genere, a partire dai ruoli di relatori e relatrici nelle iniziative legate alla disciplina. Esaminando 411 eventi dedicati all’architettura, è emerso che in 153 casi gli speaker erano tutti uomini. Solo in 48 eventi – pari al 12% del totale – è stato possibile rilevare una situazione di parità o di maggioranza a favore delle professioniste. Tale report è consultabile online su: https://issuu.com/rebelarchitette/docs/timefor50report

-Valentina Silvestrini

http://www.rebelarchitette.it/
https://vowarchitects.com/

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​

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