Napoli stazione Duomo: il progetto di Fuksas e gli scavi archeologici

Una fermata della metropolitana che ingloba gli scavi archeologici. Inaugurerà nel 2020. Gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas ci raccontano il progetto

Stazione Duomo, Il Tempio, Napoli © Studio Fuksas
Stazione Duomo, Il Tempio, Napoli © Studio Fuksas

Il progetto preliminare per la Stazione Duomo risale al 2004 ma lo stesso anno, durante gli scavi, viene rinvenuto il basamento di un tempio risalente al I sec. d.C. Questa scoperta comporta un adeguamento del progetto fino a quello presentato al sindaco di Napoli, de Magistris, il 14 novembre a Palazzo San Giacomo dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas. La Stazione Duomo fa parte della Linea 1 della Metropolitana di Napoli, sulla quale si sviluppano la maggior parte delle Stazioni dell’Arte progettate da architetti di fama internazionale come Gae Aulenti, Atelier Mendini, Oscar Tousquet Blanca, Dominique Perrault, Álvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura. Nate da un progetto promosso dall’amministrazione comunale per offrire a tutti la possibilità di un incontro con l’arte contemporanea, gli spazi interni ed esterni delle stazioni hanno accolto, con il coordinamento artistico di Achille Bonito Oliva, circa 200 opere di arte contemporanea, realizzando un percorso espositivo aperto e fruibile a tutti. Stazioni che hanno suscitato l’interesse internazionale, come la pluripremiata Toledo.

LA PASSEGGIATA DI UN ASTRONAUTA

A Duomo il ritrovamento archeologico ha modificato il progetto originario. Il fulcro centrale è diventato il basamento del tempio con un intervento che mira a farlo “divenire uno spazio museale unico“. La stazione, che verrà completata nel 2020, si sviluppa su un’area di 7700 mq. “Già si vede che quella del Duomo sarà una delle più belle stazioni di Napoli. Molto preziosa, soprattutto con tutto quello che è stato trovato sottoterra. Il tempio romano sarà visibile anche dalla Cupola”, affermano gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas, che per tutelare il reperto hanno ideato una struttura “a bolla geodetica” in acciaio corten e vetro triangolare, che consente alla luce naturale di illuminare direttamente il tempio. Il vetro consente una continuità visiva dall’esterno verso l’interno, inoltre conferisce leggerezza al volume posto al centro della piazza. Il percorso verticale di accesso alla stazione prevede un primo livello interrato, all’interno dell’ellisse di base della “bolla”, dove il visitatore potrà vedere il tempio, e un secondo livello, il piano mezzanino, adibito al trasporto pubblico e alla mobilità. “Scendere sottoterra è sempre un’esperienza che comporta ansia: così abbiamo ideato il nostro particolare progetto, che vede la luce nella sua successione quotidiana. È come la passeggiata di un astronauta che guarda la terra dalla luna: cambiano i colori e si osservano le fasi del giorno“, così descrivono gli architetti l’esperienza delle persone che fruiranno della stazione. Colori, motivi geometrici che si inseguono, superfici specchianti caratterizzano l’accesso alla metro. Nel progetto viene considerata anche la viabilità della piazza, come ci confermano gli architetti: “il traffico continuerà a scorrere sul lato destro della piazza, mentre l’altra parte sarà pedonale con panchine e piccoli appoggi“.

IL PREMIO ALLA CARRIERA

Per l’alto contributo di idee e di opere, per la concretizzazione di principi innovativi di architettura contemporanea in quasi cinquant’anni di attività a Roma, nel Lazio e nel mondo” è stato assegnato all’unanimità dalla Giuria di romArchitettura dell’IN/ARCHLazio il Premio Nazionale alla Carriera a Massimiliano Fuksas. La cerimonia avrà luogo il 26 novembre 2018 a Palazzo Taverna presso l’Arkansas University in Rome, in cui l’architetto terrà una lectio magistralis. In merito al premio, Fuksas dichiara “ho sempre creduto che l’architettura abbia un’enorme capacità di comunicazione pur non possedendo un linguaggio vero e proprio: riesce a comunicare perché è essenzialmente una creatrice di emozioni. Si tratta di emozioni che l’architetto percepisce e che vuole trasferire ad altri. Perché il ruolo dell’architetto è di vivere tra le persone e avere come obiettivo la consapevolezza che si lavora per gli altri, per migliorarne la vita“.

Ilaria Bulgarelli

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AutoriMassimiliano Fuksas, Doriana Fuksas
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Ilaria Bulgarelli
Ilaria Bulgarelli (Roma, 1981) ha studiato presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, conseguendo la laurea triennale in Ingegneria Edile, poi presso “Sapienza Università di Roma”, per terminare i suoi studi con la laurea specialistica in Architettura. Un mix di studi scientifici e creativi che si vanno a fondere con la sua passione per l’arte. Sarà proprio questa passione a condurla verso l’arte contemporanea frequentando il Master of Art della LUISS Creative Business Center. Una formazione che le permette di curare mostre dal progetto curatoriale all’allestimento, collaborando così con artisti di arte contemporanea. È uno stage presso la redazione di “Rai Arte” e una collaborazione con l’ufficio stampa di MondoMostre, a portarla verso la comunicazione e il giornalismo.