Svelate le nuove OGR di Torino. Le foto a pochi giorni dall’opening

1000 giorni di cantiere e 100 milioni di euro di investimento della Fondazione CRT che ha progettato il nuovo cuore pulsante della creatività, della cultura e dello spettacolo. Inaugurazione fissata al 30 settembre.

OGR Torino, 6 settembre 2017. Visita al cantiere. Il duomo (c) Artribune
OGR Torino, 6 settembre 2017. Visita al cantiere. Il duomo (c) Artribune

Da simbolo di architettura industriale dell’Ottocento a Torino, dopo la riqualificazione della Fondazione CRT – con un investimento di 100 milioni di euro – ora le OGR, Officine Grandi Riparazioni sono anche un polo culturale e dell’innovazione. “Le OGR sono un traguardo e, insieme, un nuovo punto di partenza per i 25 anni di storia della Fondazione CRT”, ha dichiarato il Presidente di Fondazione CRT e OGR Giovanni Quaglia durante la presentazione del progetto architettonico, in vista dell’imminente riapertura sotto forma di centro per le arti visive e performative e, insieme, di centro per la ricerca scientifica e tecnologica.

SPAZI RESTITUITI ALLA COMUNITÀ

Il 30 settembre, grazie al fondamentale contributo della Fondazione CRT, nasceranno le nuove OGR, trasformandosi da ex Officine dei treni a nuove Officine della cultura contemporanea, della creatività, dell’innovazione”, ha affermato il Segretario Generale di Fondazione CRT e Direttore Generale delle OGR Massimo Lapucci. “Un luogo capace di spaziare dalla tecnologia, all’accelerazione d’impresa, dal food, fino alla virtual reality, all’arte visiva e alla musicaTante anime che troveranno collocazione all’interno delle due macro-aree di questo imponente edificio a forma di H, con circa 20mila mq di superficie per 16 metri di altezza su un’area complessiva di 35mila mq. E che vedrà per ora riempirsi di contenuti i 9mila mq della Manica nord. “Dopo mille giorni di cantiere abbiamo restituito alla Città gli spazi per eventi, mostre ed attività culturali”, ha spiegato ad Artribune il Project manager di OGR Marco Colasanti, Responsabile dei lavori realizzati dal General Contractor Zumaglini & Gallina S.p.A., su progetto di FOR Engineering Architecture: “Soluzioni ad alto contenuto tecnologico, sostenibilità ambientale, salvaguardia del valore storico della struttura originale, flessibilità e modularità degli spazi, massima fruibilità durante tutto l’anno, accessibilità for all, sono stati i principi ispiratori del grande intervento di ristrutturazione e recupero funzionale delle OGR, un importante compendio immobiliare situato nel cuore di Torino.

LA FESTA DI INAUGURAZIONE: IL PROGRAMMA

Si parte il 30 settembre con il Big Bang – la grande festa di inaugurazione con grandi nomi della musica e dell’arte – che, tra gli altri interventi, vedrà la realizzazione di Track, un imponente murale dell’artista venezuelano Arturo Herrera, sulla parete d’accesso delle Officine Nord, ispirato al passato ferroviario del sito. L’opera caratterizzerà l’area food&beverage nel Transetto: la zona di 2mila mq destinata un tempo al passaggio delle macchine ferroviarie tra le due maniche si chiamerà Snodo. Qui troveranno posto un ristorante premium con cucina a vista, un bistrot del gusto made in Piemonte, un’area lounge a soppalco, una caffetteria e un social table della lunghezza record di 25 m, aperto dalla prima colazione fino al dopo cena, 7 giorni su 7. Infine, la Manica Sud – la navata della ricerca tecnologica – inaugurerà nella prima metà del 2018 con Best (Business Exchange and Student Training), il programma bilaterale tra Italia e Stati Uniti, sostenuto dall’Ambasciata statunitense e da Fondazione CRT, che offre a laureati e dottorandi di talento under 35 sei mesi di formazione e training nella Silicon Valley. L’obiettivo è di supportarli nello sviluppo di competenze fondamentali per far crescere la loro start up high-tech con base in Italia.

– Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

2 COMMENTS

  1. Il progetto di Tuttofuoco mi sembra gratuito e forzato rispetto al percorso dell’artista. Trattasi, per l’ennesima volta, di raccomandazione. Un’artista partito bene agli esordi e poi sempre più debole. Ma sempre, e ancora, sostenuto ad oltranza. Questa assenza di meritocrazia (perché è stato invitato Tuttofuoco? da chi?) deprime la qualità dell’arte italiana da 25 anni, proprio a partire dalla generazione sfortunata di Tuttofuoco stesso. E nessuno che dica queste cose. Chi osa argomentare una posizione critica, viene fatto allontanare.

    Perché questo? Perché questi contenuti sono solo tanti contenuti pubblicitari, colorati e retorici, per interessi molto più grandi che gravitano intorno all’ennesima riqualificazione. Pirelli con un’operazione simile ha fatto raddoppiare il valore degli immobili nella zona Hangar a Milano.

  2. L’avvicinamento tra la cultura occidentale fondata sul Pieno, e quella orientale fondata, a sua volta, sul Vuoto, ha raggiunto ormai un punto di non ritorno: ed è infatti il Vuoto che campeggia alla grande in iniziative culturali come queste.
    Non fatevi intimidire…

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