Strenne in forma di libro. Nove perle d’architettura

Il Natale è alle porte e noi siamo alla quinta serie di consigli editoriali. Dal volumone sul Codice Mendini ai pensieri in leggerezza di Michele De Lucchi, da un sottovalutato portoghese a una banca disegnata da Carlo Scarpa… Qui trovate una decina di consigli per chi ama l’architettura.

Michele De Lucchi – Storie di architettura (Skira)
Michele De Lucchi – Storie di architettura (Skira)

FULVIO IRACE – CODICE MENDINI
Il cofanetto in cartone, traforato fino a mezza altezza, come se fosse un oblò compulsivo. Il grande formato, con la copertina rigida e la rilegatura. E naturalmente i nomi: Fulvio Irace che scrive su Alessandro Mendini. Ecco, tutti questi fattori giustificano una spesa importante per un libro, e ne vale la pena.
Si comincia con parlando di vita, disegno e grafia, di quegli “aforismi visivi” che nutrono il lavoro di Mendini, e però non come se fosse “un pittore della domenica”, piuttosto imparentandolo – come sottolinea Irace – a Le Corbusier. Si parla di Utopie, a iniziare dalla mitica direzione di Domus dal 1980 al 1985 (con il ritorno alla testata nel 2010-2011), e immediatamente dopo di Gulliver e di quel gusto mendiniano per il fuori scala. E poi chi ha detto che tutto dev’essere per sempre? Ed ecco il “fragilismo”. Immancabile la Poltrona di Proust, che data 1978 ma che prima e dopo rappresenta “una palestra di lavoro”. Questione di metodo e soprattutto di come si guardano le cose, cosicché si profilino gli “oggetti romanzo”, singolari ma imbevuti di relazioni, per non parlare di quei luoghi di relazione per eccellenza che sono le “stanze”. E così si procede, per gangli pratico-teorici più che per discipline e progetti. D’altra parte, come procedere diversamente, se lo stesso Mendini scrive: “Sono un progettista che applica all’architettura e al design certi metodi tipici del comportamento dell’artista; e viceversa, sono un pittore che per dipingere usa certi metodi tipici del progetto”. (M. E. G.)

Alessandro Mendini con la casa Do Ut Do
Alessandro Mendini con la casa Do Ut Do

P.S. Se siete interessanti agli scritti di Mendini, magari da regalare in coppia con questo Codice, c’è un bel tomo recentissimo edito da Postmedia Books.

Fulvio Irace – Codice Mendini. Le regole per progettare
Electa, Milano 2016
Pagg. 368, € 130
ISBN 9788837099671
http://www.electaweb.it/
http://www.ateliermendini.it/

Marco Sammicheli – Disegnare il sacro (Rubbettino)
Marco Sammicheli – Disegnare il sacro (Rubbettino)

MARCO SAMMICHELI – DISEGNARE IL SACRO
Cosa avviene quando architetti, designer e artisti si misurano con la dimensione del sacro, concependo nuovi edifici di culto o misurandosi, attraverso opere anche temporanee, con contesti dalla forte identità religiosa? Analizzando quanto avvenuto in Italia, dalla seconda metà del Novecento agli Anni Zero, non sempre gli interventi si sono rivelati convincenti; anzi, talvolta sembrano aver favorito forme di allontanamento e riserve nelle comunità di riferimento.

L'intervento di Dan Flavin alla Chiesa Rossa di Milano
L’intervento di Dan Flavin alla Chiesa Rossa di Milano

Appena pubblicato da Rubbettino, Disegnare il sacro di Marco Sammicheli – design curator di Abitare e docente presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano – propone un’ampia disamina del tema, con un interesse per la peculiare situazione nazionale. Nel dare forma unitaria a un filone di ricerca intrapreso oltre dieci anni fa – rafforzato da un dottorato tra Santiago del Cile e Milano e dalla partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2014 – l’autore non rinuncia a tendere la mano a un pubblico non specialistico. Un risultato raggiunto grazie al concept grafico affidato allo studio Undesign e al coinvolgimento della talentuosa artista Elisa Macellari, autrice di tutte le illustrazioni. (V. S.)

Marco Sammicheli – Disegnare il sacro
Rubbettino, Soveria Mannelli 2016
Pagg. 134, € 24
ISBN 9788849848700
http://www.store.rubbettinoeditore.it/
http://www.marcosammicheli.com/

Carlo Scarpa per la sede della Banca Popolare di Verona (Silvana Editoriale)
Carlo Scarpa per la sede della Banca Popolare di Verona (Silvana Editoriale)

CARLO SCARPA PER LA SEDE DELLA BANCA POPOLARE DI VERONA
I testi sono firmati da dieci autori, oltre a Carlo Scarpa. L’edificio è uno soltanto: la sede della Banca Popolare di Verona, esaminato in tutti i suoi più minuti dettagli in un libro dal formato inevitabilmente orizzontale.
Vi pare esageratamente specifico, monotematico, ad alto rischio di noia? Allora vi consigliamo di andare in libreria e di aprire il volume a pagina 69: una scala del genere, minimale e insieme ornata, che sbaraglia ogni facile contrapposizione, non merita forse un intero libro? (M. E. G.)

Valter Rossetto & Alba Di Lieto (a cura di) – Carlo Scarpa per la sede della Banca Popolare di Verona
Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2016
Pagg. 240, € 35
ISBN 9788836632817
http://www.silvanaeditoriale.it/
http://www.carloscarpa.it/
http://www.bancopopolare.it/banca-popolare-di-verona/

Raul Pantaleo – La sporca bellezza (Elèuthera)
Raul Pantaleo – La sporca bellezza (Elèuthera)

RAUL PANTALEO – LA SPORCA BELLEZZA
Il “capomastro di EmergencyRaul Pantaleo, come lo definisce Erri De Luca nella prefazione del libro La sporca bellezza, crede nel potere dei gesti di “umanizzazione edile” da mettere in atto non solo lì dove la quotidianità è più straziante. Co-fondatore dello studio TAMassociati e membro del team che ha curato il Padiglione Italia alla 15. Biennale di Architettura, l’architetto racconta il “dietro le quinte” dei cantieri che lo hanno visto in prima linea in molte aree di conflitto del mondo.

TAMassociati, Ospedale Valeria Solesin, Anabah - foto cantiere - © Emergency
TAMassociati, Ospedale Valeria Solesin, Anabah – foto cantiere – © Emergency

La ricerca di soluzioni efficaci in tempi ridotti, la pericolosità dell’agire in contesti di guerra e crisi, l’onnipresente “logica infettiva della paura” cedono il passo a squarci di “bellitudine”, rincorsa in un oltre decennio d’azione. Quest’ultima non si lega esclusivamente ai nuovi interventi; può avere la forma di un paesaggio di case di terra dell’Afghanistan, un’“architettura mimetica e docile” – o manifestarsi nella forma di un incontro, come avviene con l’artista Didier Kassai, che ha scelto di porre il proprio universo visionario a servizio della terra d’origine, la Repubblica Centrafricana. (V. S.)

Raul Pantaleo – La sporca bellezza
Elèuthera, Soveria Mannelli 2016
Pagg. 128, € 13
ISBN 9788896904961
http://www.eleuthera.it/
http://www.tamassociati.org/

Gonçalo Byrne – Relazioni (Christian Marinotti)
Gonçalo Byrne – Relazioni (Christian Marinotti)

GONÇALO BYRNE – RELAZIONI
Con Álvaro Siza a fare da legittimo capofila, l’architettura portoghese sta aprendo una breccia sempre più ampia nel cuore. In questo stesso articolo vi parliamo di Manuel Aires Mateus, mentre qui vi segnaliamo la figura di Gonçalo Byrne, di cui si può apprezzare in Italia il progetto Merville (2011), la torre di vetro a Jesolo.

Gonçalo Byrne e João Ferreira Nunes - Merville
Gonçalo Byrne e João Ferreira Nunes – Merville

Di Byrne parla questo quarto volume della collana Dialoghi con dell’editore milanese Marinotti, che fa seguito alle parole di Vittorio Gregotti, Alberto Ferlenga e Umberto Riva. Non si tratta però soltanto di interviste: qui ad esempio occupa giusto una ventina di pagine iniziali. Poi la parola passa a Cassandra Cozza e Chiara Toscani e alle loro Letture critiche dei progetti; nulla a che vedere con le famigerate schede pubblicate da tanti siti di settore, che altro non sono che “ribattute” dei comunicati stampa. Qui invece si ragiona seriamente sugli interventi e il pubblico di riferimento è soprattutto di appassionati e “addetti ai lavori”. Ma chiunque sia interessato può accedere alla lettura, essendo sufficiente un minimo di lessico specifico e un po’ di buona volontà. (M. E. G.)

Gonçalo Byrne con Cassandra Cozza e Chiara Toscani – Relazioni. Forma e vita nel progetto di architettura
Christian Marinotti, Milano 2016
Pagg. 150, € 16
ISBN 9788882731564
http://www.marinotti.com/
http://www.byrnearq.com/

Simone Gobbo – Fuori registro (Quodlibet)
Simone Gobbo – Fuori registro (Quodlibet)

SIMONE GOBBO – FUORI REGISTRO
Affiancato dalle immagini in bianco e nero del fotografo Alessandro Calabrese, Fuori registro di Simone Gobbo – architetto, co-fondatore del pluripremiato studio demogo e ricercatore presso l’Università degli Studi di Genova – attinge alla struttura di un disco per una riflessione sul disorientamento dell’architettura.

Demogo, Municipio di Gembloux, Belgio, 2014 © Demogo
Demogo, Municipio di Gembloux, Belgio, 2014 © Demogo

Nelle sue dodici tracce, questo “album punk composto di forma di libro” – edito da Quodlibet Studio – rapisce il lettore attraverso continue variazioni di ritmo e di tono, restituite attraverso una parola che si fa visione: accoglie talvolta veloci slanci introspettivi (“l’architettura centra piuttosto con il modo di vedere il mondo, con la percezione individuale”); avanza crude descrizioni di gesti minimi; si allarga verso una visione disillusa della città e del costruito, a tutte le latitudini. Ci si sente talvolta con le spalle al muro, “disarticolati”, come scrive l’autore, nell’impossibilità di individuare una via d’uscita da questi luoghi “scartati, abbandonati, deformati” e una prospettiva: “Chi guida la trasformazione? Le nostre città non hanno più confini, soltanto densità variabile, spazi rarefatti, e orizzonti frammentati da palazzine per appartamenti”. (V. S.)

Simone Gobbo – Fuori registro
Quodlibet, Macerata 2016
Pagg. 112, € 16
ISBN 9788874627981
http://www.quodlibet.it/
https://demogoarchitecture.wordpress.com/

Michele De Lucchi – Storie di architettura (Skira)
Michele De Lucchi – Storie di architettura (Skira)

MICHELE DE LUCCHI – STORIE DI ARCHITETTURA
Sono storie da raccontare, avvincendo il lettore con una trama e con argomenti appositamente modellati per quella specifica necessità”. È questa la definizione di ‘progetto’ che fornisce Michele De Lucchi nel Prologo alle sue Storie di architettura. Adottando la terminologia del marketing: premesso che “content is the king” e l’assioma “user first”, è comunque necessario adottare la tecnica dello storytelling per rendere efficace (la comunicazione di) il proprio prodotto.

Michele De Lucchi nel Laboratorio del Chioso - photo Jochen Strüngmann
Michele De Lucchi nel Laboratorio del Chioso – photo Jochen Strüngmann

E lo si può fare anche a un livello successivo, come in questo caso, con un libro che narra questo approccio in una sorta di narrazione en abyme. Con uno stile di scrittura leggero e poetico, De Lucchi racconta progetti come quello di Villa Sclopis, una residenza che ospita soprattutto malati oncologici terminali, riallacciandosi alla propria esperienza personale e familiare al momento della commessa. E poi parla di elementi fondanti come prospettiva e di altri apparentemente decorativi come la tenda, ogni volta in due o quattro pagine, accompagnando i testi con schizzi inediti. Dalla pace al respiro, dalla Villa Reale di Monza alla Pietà Rondanini, il mosaico si compone con naturalezza. Aprendo con altrettanta naturalezza alla seconda parte del libro, dedicata ai Progetti, ai quali il lettore arriverà con la conoscenza del quadro teorico in cui sono inseriti. Magari per continuare a criticarli, ma avendo chiaramente in mente il tessuto su cui sono ricamati. (M. E. G.)

Michele De Lucchi – Storie di architettura
Skira, Milano 2016
Pagg. 128, € 19,50
ISBN 9788857230375
http://www.skira.net/
http://www.amdl.it/

On the other edge (D Editore)
On the other edge (D Editore)

ON THE OTHER EDGE
Per sei mesi l’architetto portoghese Manuel Aires Mateus – co-autore con il fratello Francisco dell’installazione Vois alla 12. Biennale di Architettura di Venezia – ha operato gomito a gomito con un gruppo di quindici studenti in Nuova Zelanda. In un contesto fino a quel momento sconosciuto alle varie figure del team, i futuri architetti hanno dovuto misurarsi con le forti sollecitazioni provenienti dalla comunità autoctona: il sito naturale noto con il nome di O Peretu, al centro della sperimentazione, si è infatti rivelato strategico per la protezione dagli attacchi stranieri nel corso dei secoli.

Manuel e Francisco Aires Mateus - I giardini di Jesolo
Manuel e Francisco Aires Mateus – I giardini di Jesolo

Oltre ad analizzare il metodo con cui questa esperienza di progettazione è stata condotta, il libro riunisce le quindici visioni cui sono giunti gli studenti coinvolti. La sfida lanciata? Concepire interventi capaci di restituire il carattere del luogo, senza cedere ad una formulazione schiacciata dalla memoria locale. (V. S.)

On the other edge
D Editore, Ladispoli 2016
Pagg. 144, € 22
ISBN 9788888943213
http://deditore.com/
http://www.airesmateus.com/

Consuelo Valenzuela – Guida alle più belle case di artisti in Italia (Stampa Alternativa)
Consuelo Valenzuela – Guida alle più belle case di artisti in Italia (Stampa Alternativa)

CONSUELO VALENZUELA – CASE DI ARTISTI
Ci piacciono i libri incasellabili, quelli che resistono alle categorie e alle classificazioni. E questa Guida alle più belle case di artisti in Italia ne è un esempio. Perché è uno strumento di consultazione (una guida, appunto, che non va necessariamente letta dall’inizio alla fine e proprio in quell’ordine), perché è un saggio di storia, ma anche di museologia, di arti visive e letteratura… e di architettura.

Casa Jorn ad Albissola Marina
Casa Jorn ad Albissola Marina

Di architettura, sì, perché uno dei modi per leggerlo è concentrarsi sulle caratteristiche architettoniche che hanno gli edifici e gli spazi in cui sono vissuti e hanno operato le decine di artisti presi in esame, dalla A di Vittorio Alfieri fino alla Z di Carlo Zauli. Senza voler fare la semplicistica equivalenza fra carattere del luogo e carattere delle opere (passando per il carattere dell’individuo), è di converso insensato pensare che non esista nessun legame fra questi fattori. (M. E. G.)

Consuelo Valenzuela – Guida alle più belle case di artisti in Italia
Stampa Alternativa, Viterbo 2016
Pagg. 216, € 18
ISBN 9788862225342
http://www.stampalternativa.it/
https://casediartisti.blogspot.it/

Marco Enrico Giacomelli e Valentina Silvestrini

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.